L’alta moda di Christian Dior sfila a Parigi davanti a una platea di vip e ansanti: Cameron Diaz, Bar Rafaeli, Natalia Vodianova e un pubblico trepidante che attende il risultato dell’era post-Galliano. La questione, si sa, dura da un anno. Chi succederà allo stilista licenziato a causa di accuse di anti-semitismo? Il suo ex braccio destro Bill Gaytten ha raccolto un’eredità decisamente scomoda. Ogni mese ci sono nuove voci sulla sua possibile sostituzione con lo stilista del momento, come ad esempio Marc Jacobs, su cui rumors insistenti hanno fatto l’eco per mesi.
E forse queste pressioni esterne hanno contribuito a non eccellere in questa collezione haute couture presentata a Parigi. La continuità di stile si traduce in una rivisitazione del “tailleur bar“, inventato da Dior nel 1947 (vita stretta e gonna ampia a trapezio rovesciato), ma senza nessuna vera innovazione. Semplicemente, un déja vu. Plissé e tulle anche sugli abiti lunghi e trasparenze insistenti per alleggerire i volumi. È una collezione da 7 e mezzo, ma da Dior ci si aspetta di più.
Christian Dior Haute Couture Paris P/E 2012




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Terminata la settimana Moda Uomo di Parigi, ecco partire la tre giorni di sfilate haute couture. Ad aprire i battenti è Donatella Versace con la sua collezione donna P/E 2012 di Atelier Versace. Che è solo una delle firme italiane presente all’evento che incarna per eccellenza il lusso e l’eleganza: saranno presenti anche Maurizio Galante e Giambattista Valli. Un segmento di moda destinato a un’élite, su cui ci si interroga molto a causa della recessione ma che affascina più di ogni altro settore del fashion system. Pare che, nonostante le cifre stellari, l’alta moda ripaghi in termini di immagine. E di creatività, visto che si tratta di creazioni fuori dagli schemi.
Lo si vede immediatamente dalla donna portata sulla passerella da Donatella: cyber e sirena insieme, ha un fascino che sembra arrivare da un’altra dimensione. Le linee geometriche abbinate agli scolli profondi ipnotizzano. Una collezione haute couture che vede anche qualche mini dress, il ghiaccio come colore predominante e dettagli che fanno da perfetta cornice. Come le scarpe-scultura dorate. Gli outfit di Versace sembrano fatti apposta per Lady Gaga, ma non dubitiamo che anche qualche impavida fashionista bramerà di averli.
Versace Haute Couture Paris P/E 2012




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Emanuelle Art, direttrice editoriale di Vogue Paris, ha scelto Raquel Zimmermann come una delle protagoniste dell’edizione di Novembre e della quale ha curato anche lo styling del photoshoot. Un servizio firmato dalla coppia Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin, che ritraggono la modella a tutto rock.
Tutta alta moda con abiti di Atelier Versace, Chanel Haute Couture e Elie Saab. Giorgio Armani Privè, Jean Paul Gaultier, Givenchy, Valentino e Zuhair Murad, tutti i più grandi nomi della Haute Couture mondiale. I deliziosi stivaletti in bianco e nero sono di Sergio Rossi, mentre le altre calzature sono di Christian Louboutin.
Immagini via | Fashiongonerouge
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E’ finalmente la volta di Milano e della sua settimana della moda. Dopo New York e Londra, i riflettori sono puntati sulle passerelle nostrane. Tra i primi appuntamenti c’è Gucci, la maison diretta da Frida Giannini, che torna sulle passerelle con una collezione P/E 2012 glam e sofisticata. La linea è ricercata, che prende spunto dal design e dalla fotografia come conferma la Giannini:
“Ho voluto esplorare il lato ipervisivo della femmilità creando un glamour architettonico per la donna Gucci, mescolando elementi dal nostro Dna, dalla storia del design, dalla fotografia. Rendendoli attuali in un mix dalla forte personalità. Louise Brooks e Nancy Cunard nelle immagini di Man Ray. L’opulenza dell’età dell’edonismo. Ricami a specchio come i grattacieli di una metropoli. Lavorazioni artigianali con effetti 3D”
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In scena oggi alla New York Fashion Week le sorelle Mulleavy, che per la loro collezione Rodarte P/I 2012 prendono ispirazione dal mondo dei sogni di Van Gogh. Abiti con girasoli post-impressionisti e paesaggi notturni dal celebre dipinto starry night. Scelta creativa estrema, quella di Rodarte, che ha scelto come fonte d’ispirazione un genio squilibrato che è morto solo, povero e non riconosciuto artisticamente a suo tempo. Il richiamo al presente è netto: simbolicamente scegliere Van Gogh è optare per una scelta estrema di passione e dedizione per il proprio lavoro, l’artista è un modello per chi deve lottare continuamente per affermarsi, per l’outsider, colui la cui passione supera ogni altro concetto del suo essere, compreso il suo stesso corpo(ricordiamo che Van Gogh si tagliò un orecchio e si suicidò).
La scelta delle sorelle Mulleavy per la prossima stagione estiva ha di certo colpito al cuore creativo di celebrities e non: in prima fila ad applaudire le designer Elle e Dakota Fanning, Beyoncé e Solange Knowles, Taylor Swift e gli applausi sono stati scroscianti. L’atmosfera respirata durante la sfilata era di follia creativa, inquietudine e calma stellata, tutto insieme. I colori scelti vanno dal verde acido ai colori caldi, all’accostamento di blu notte e viola. Meravigliosi gli abiti da sera con trasparenze e organze, forte il richiamo anche ad un mondo fatato. Le ultime parole di Van Gogh, a quanto pare, sono state “La tristezza durerà per sempre.” No, non sarà così, dice Rodarte.
Via | Fashionista

Quest’anno Miss Italia stupisce con effetti speciali: al bando gli eccessi, i tatuaggi e i piercing, ma soprattutto, no all’eccessiva magrezza. E succede quindi che si aprano le porte alle taglie 44 e si veda scendere in campo Elena Mirò a vestire le aspiranti miss. Apriti o cielo. Forse nessuna di noi (mi rivolgo, non me ne vogliano le altre, alle taglie dalla 44 in su) ci ha mai creduto davvero, ma il momento di valorizzare le curve e la femminilità è finalmente arrivato. Uno stile “curvy” per rilanciare la miss dalle forme morbide e l’autostima di chi non veste una 38: il marchio d’abbigliamento del Gruppo Miroglio diventa partner di Miss Italia in un momento in cui il mutamento in atto a livello di costume e società sta completamente cambiando prospettiva e canoni circa il modello di bellezza femminile ideale. Un ritorno al passato, alle curve ed alla rotondità sana rappresentata dai volti celebri che avevano caratterizzato le prime edizioni della kermesse: Sofia Loren, Lucia Bosè, Silvia Mangano, ad esempio. Pensate che la fascia di Elena Mirò si intitola “Miss curve d’Italia”. Una rivoluzione senza precedenti, di questi tempi.
Dall’altra parte abbiamo Sakinè, nuovo marchio di jeans dello stilista Cesare Guidetti, la cui caratteristica principale è il “b-elastico”. Questa tecnologia avanzata toglie due taglie e garantisce l’effetto push-up al lato b, modella ed esalta le curve. Anche qui una vera e propria rivoluzione, finalmente la moda a servizio della donna e non viceversa. Forse può essere un incentivo per dare un’occhiata almeno alle battute finali del concorso, che andranno in onda il 18 e 19 di settembre (per approfondimenti seguite i colleghi di tvblog). Per ora ci gongoliamo delle nostre “taglie forti” e sorridiamo soddisfatte. E attendiamo il sequel su borse e scarpe delle aspiranti miss.

Valentino da Oscar. Lo stilista italiano il prossimo 7 settembre a New York riceverà l’ambitissimo CFDA Awards 2011, assegnato dal Council of Fashion Designer of America agli stilisti che più si sono distinti per creatività e merito. L’uomo che ha vestito in cinquant’anni di carriera le donne più eleganti e famose del mondo, riceverà il premio “Artistry Of Fashion“, che riconosce i meriti delle eccellenze del settore. Anche se ha da poco lasciato la direzione creativa della maison, è il riconoscimento più ambito che potesse sperare dopo essere stato “Il Maestro” ed aver inventato il rosso Valentino.
L’evento anticiperà come di consueto la settimana della moda neyorchese che si terrà dall’8 al 15 di settembre e la serata di gala si terrà al Lincoln Center di New York, città che per prima negli anni sessanta l’ha accolto e apprezzato il suo lavoro. All’evento saranno presenti numerose celebrities del mondo della moda e dello spettacolo e, naturalmente, il suo storico socio Giancarlo Giammetti. Un grande riconoscimento che anticipa un grande evento, quella della settimana della moda newyorchese, che tutti attendiamo con trepidante attesa; dopo anni dedicati alla haute couture il grande Valentino ha finalmente il giusto riconoscimento. Sinonimo di eleganza e raffinatezza, ha saputo portare il made in Italy in tutto il mondo. Peccato che non sia stata proprio l’Italia a riconoscerne i meriti.
Via | GQItalia

Gucci festeggia i 90 di attività e per l’occasione crea la 1921 Collection, una prestigiosa linea di abbigliamento e di accessori per donna e uomo. Ma non basta: la griffe ha infatti creato un logo ad hoc: G. GUCCI Firenze 1921, che è presente sulle targhette delle borse, sulle fibbie delle cinture e all’interno degli accessori dell’omonima collezione. 1921 Collection è esclusiva anche per la qualità dei suoi pezzi e la cura dei dettagli e per il made in Italy che si concretizza con rifiniture sartoriali ed artigianali, degne della storia della maison.
Per festeggiare il novantesimo insieme a Gucci, non ci resta quindi che scoprire la nuova linea. L’attenzione è catalizzata subito dalle borse, con dettagli di lusso come i riverberi d’antan e le nappine. Per l’uomo troviamo in particolare borse da viaggio in pelle di vitello in stile vintage, per la donna borse in vitello e coccodrillo, proposte in colori come il verde bottiglia, il rosa, il kaki, il cherry ed il testa di moro. Linea classica e preziosa anche per le scarpe: per lo più mocassini con fibbie dorate e stivali alla cavallerizza in cocco. Non mancano poi occhiali, bracciali, orologi e portafogli da donna. Tutto a metà tra grandi classici e stile seventies. Il direttore creativo del brand Frida Giannini spiega la nascita di 1921 Collection:
“Nel corso dell’anno celebreremo il nostro anniversario in molti modi diversi e ho voluto con questa collezione speciale rendere omaggio alle icone, alla lavorazioni e ai materiali pregiati per cui il marchio è diventato famoso sin dalla sua fondazione nel 1921 da parte di Guccio Gucci. Ogni articolo di questa collezione racconta una storia e rappresenta un capitolo importante del nostro ricco patrimonio”
Pezzi unici e stile inconfondibile. Gucci per il novantesimo ha pensato in grande e, senza stupire con effetti speciali, ha puntato sul classico che non delude mai.
Anche se forse, almeno sulle scarpe, si poteva osare di più.
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Uno a zero per il designer di scarpe Christian Louboutin nella battaglia legale con Yves Saint Laurent sull’utilizzo della suola rossa, da sempre segno distintivo delle calzature dello stilista francese. La questione, in breve, è la seguente: Louboutin (”Loubie” per gli amici), ha il guizzo di genio e applica una suola color rosso porpora a tutte le sue calzature. Il successo è immediato, anche perché la qualità delle sue scarpe (molte delle quali sono prodotte in Italia) è a livelli d’eccellenza; decide quindi di registrare il marchio “suola rossa” presso il tribunale di Manhattan e di renderlo segno unico e distintivo delle calzature firmate a suo nome.
Se ricordate, qualche mese fa lo stilista francese ha intentato una causa contro la maison YSL, colpevole di aver copiato la storica suola rossa; la richiesta di risarcimento danni, secondo gli atti depositati presso il tribunale federale di Manhattan, ammonta solo a un milione di dollari.
Malgrado non si sia arrivati ancora al pronunciamento definitivo, la settimana scorsa il giudice ha ritenuto inammissibile un disegno datato 2004 raffigurante un paio di scarpe YSL con la suola rossa, presentato come prova dagli avvocati del brand che fa capo a Gucci group.
Buone speranze, quindi, per il designer nato a Parigi nel 1964, che sta cercando di fermare la produzione delle scarpe di YSL con la suola rossa, inserite nella collezione Cruise 2011. Lo scontro tra i colossi, a quanto pare, è iniziato lo scorso gennaio, insinuando perplessità tra le acquirenti: quale suola rossa acquistare? Non era forse Christian Louboutin ad avere l’esclusiva? Centinaia, se non migliaia, di fashion victim assalite dallo sconforto, insomma. Un messaggio a tutte le shoes-addicted: Loubie non ne ha mai sbagliata una. Figuriamoci se può deludervi proprio ora. Ho motivo di pensare che lo scettro della “suola della discordia” rimarrà ben saldo nelle sue mani.
Via | Dailyfashion
E’ una Haute Couture più da indossare e meno da guardare quella di Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli per Valentino. Lasciano da parte la spettacolarizzazione e puntano tutto sul lusso, la sartorialità, il sapiente lavoro manuale italiano, le tecniche d’avanguardia di taglio e trattamento.
Le creazioni si devono vendere alle potenziali milionarie e non solo dovranno andare addosso a celebrities che le indosseranno gratis, anche la Haute Couture è mercato e il nuovo concetto Valentino va in quella direzione, contemporaneità e allure “commerciale”.
Beige, oro, grigio, argento, tutte nuance pacate, con una piccola incursione di rosso Valentino. Cristalli, piume, tessuti creati ad hoc con trasparenze e motivi grafici e broccati scendono in passerella con cappotti, abiti cocktail e da gran sera, che sembrano usciti da una fiaba dove la protagonista è una principessa.
Immagini via | Style