Logo Blogo

Interviste

Intervista a Mark McNairy, designer di Woolrich Woolen Mills

pubblicato da Elena Schiavon in: Interviste


Ricordate la collezione Woolrich Woolen Mills di cui vi ho parlato qualche tempo fa? In occasione della presentazione, che potete leggere qui, ho avuto anche la possibilità di intervistare Mark McNairy, lo stilista del marchio. Prima di essere lo stilista di Woolrich Woolen Mills, Mark McNairy ha lavorato con la Ivy League clothing company J. Press, Finis, 68 & Brothers, McNairy Brothers Makers, e Southwick. Oltre che per Woolrich Woolen Mills, McNairy continua a lavorare sulla sua linea di abbigliamento Mark McNairy – New Amsterdam. Ecco cosa ho chiesto allo stilista americano, definito anche “il profeta del new preppy”.

Qual è la fonte di ispirazione della collezione?
Fondamentalmente un mix, una combinazione di stile US Navy e delle uniformi della Ivy League (che comprende le 8 più prestigiose università americane, ndr) con un particolare attenzione alle icone americane della metà del secolo.

Come sei riuscito a combinare lo spirito di Woolrich con lo spirito della Ivy League?
Woolrich ha una lunga tradizione di produzione di capi e nei primi Anni Sessanta c’era anche una collezione di sportswear che era molto vicina allo stile Ivy League; questo legame storico con la tradizione di quegli anni mi ha ispirato nel disegnare questa collezione.

Quindi la collezione guarda a quel periodo storico?
Non ho preso ispirazione solo da quel momento storico, da uno specifico momento, ma ho guardato al periodo che va dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.

Quali sono i pezzi chiave della collezione?
Il montgomery con la stampa digital camouflage, che ho realizzato lavorando e andando a cercare ispirazione dall’archivio di Woolrich che si trova a New York; questo camouflage digitale mi ricorda un ingrandimento smisurato di una fotografia, è la stampa è divertente perché sembra che sul capo ci siano impressi dei pixel giganti.

Quando disegni una collezione vuoi anche comunicare un messaggio o il tuo è un mestiere principalmente creativo?
No, di solito quando lavoro su un singolo pezzo di una collezione non ragiono su un tema, un mood in particolare; via via nel lavoro cerco di aggiungere pezzi che si possano combinare tra loro. Parto dalla realizzazione di singoli pezzi di abbigliamento e poi pian piano la collezione si costruisce così, con combinazioni e accostamenti (questo approccio al design è molto americano; di solito la scuola europea di design tende a ragionare in termini di look completo, quella americana costruisce la collezione attorno ai singoli pezzi, ndr).

Come lavori, quando devi disegnare una collezione, a cosa ti ispiri?
Non c’è un percorso standard quando lavoro; per ispirarmi posso partire da un pezzo di stoffa, da un abito vintage, da una canzone…la fonte di ispirazione può venire da qualsiasi cosa.

Pensi che la moda influenzi la vita delle persone e quanto?
So che parliamo di moda, ma davvero non amo pensare che questa sia moda, amo pensare che faccio abiti che dureranno nel tempo, che andranno a costruire un guardaroba che durerà nel tempo. Tutti i pezzi della collezione sono combinabili tra loro, per questo mi piace pensare che quando una persona acquista un capo Woolrich possa scegliere con la massima libertà come combinare tra loro giacche, pantaloni, camicie, senza un ordine stabilito. Io preferisco parlare di stile, più che di moda, nel caso di Woolrich.

Pensi che la crisi economica abbia influenzato le modalità di acquisto dei consumatori e il loro approccio alla moda?
Certamente, e questa è una cosa positiva secondo me; la gente quando fa acquisti è molto più attenta, c’è un piacere maggiore nell’acquistare perché proprio perché c’è maggiore attenzione. Molte persone stanno molto più attente a come spendono e desiderano avere capi di qualità che durino nel tempo che possono sentire di possedere per sempre.

Cosa pensi di internet e dei fashion blog? Ti piace questa forma di comunicazione?
Sì moltissimo, grazie a blog e siti i lavori dei designer, le foto, le opinioni, il lavoro anche di designer sconosciuti al grande pubblico possono circolare molto velocemente e raggiungere chiunque in maniera molto libera e democratica.

Intervista a Mark McNair
Intervista a Mark McNair

Camiciaio a domicilio: intervista a Tino Albizzati, brand manager di Fumagalli Shirtmaker

pubblicato da Francesco in: Interviste

fumagalli albizzati shirtmakerDella visita a Villa Crespi a Orta San Giulio, vi abbiamo già mostrato le immagini degli interni, le foto scattate dall’elicottero, l’intervista con lo chef Antonino Cannavacciuolo e anche con gli specialisti del trasporto vip di Air Dynamic. Sempre alla serata organizzata da The Lake Magazine, abbiamo anche incontrato Tino Albizzati, Brand Manager della Fumagalli Shirtmaker: producono camicie sartoriali, e ve le cuciono a domicilio, non si trovano nei negozi.

Tino Albizzati, 58 anni, è nel settore della moda da 35: gli abbiamo fatto qualche domanda sull’evoluzione dello stile della camicia e non solo. Buona lettura.

Come si è evoluto lo stile della camicia dagli anni settanta a oggi?

Siamo partiti dagli anni settanta quando la camicia non era molto bella, a fiori, con quei collettoni, si è arrivati poi agli anni ottanta, dove ha predominato la camicia americana, Brooks Brothers, Ralph Lauren, per poi tornare in questi anni, dal duemila in poi a un modo di vestire che per quanto riguarda l’uomo è molto più classico, anche se molto particolare.

In che modo questo classico è stato rivisitato?

Diciamo che la camicia è ritornata a foggia inglese o italiana, sempre di altissima qualità: nello stesso tempo ha proposto un modo di vestire che non rispecchiasse più le camicie americane, lo sportswear, ma la napoletanità, un modo di vestire… a foggia asciutta, slim, con colli importanti ma non esagerati, da portare con cravatta o pochette.

Continua a leggere: Camiciaio a domicilio: intervista a Tino Albizzati, brand manager di Fumagalli Shirtmaker

La rubrica dei fashionblogs: Trend & The City

pubblicato da Barbara in: Interviste



Cari lettori, inauguriamo proprio oggi, all’alba della Vogue Fashion Night Out, questa nuova rubrica settimanale dedicata ai blog italiani specializzati in moda, style e tendenze con il sito di Trend & The City. Aperto da Sonia nel 2007, il blog è un riferimento doc per le fashion-victims italiane e per tutti quelli che amano essere aggiornati sugli sviluppi della moda internazionale. Noi di Fashionblog abbiamo chiesto all’autrice il perchè e il percome di tanta passione e dedizione verso un mondo non facile come quello della moda; gli imperativi su cosa mettersi e quando, si avvicendano frenetici stagione dopo stagione. Gli stilisti si confondono con le celebrities, madames blasonate e attrici insospettabili, diventano improvvisamente icone di stile; difficile restare al passo, ci vuole il fisico! Vediamo quali sono gli in & out dell’autrice, le collezioni must e qualche consiglio per chi si vuole avvicinare al mitico carrozzone della moda. Fashionistas, buona lettura!

Continua a leggere: La rubrica dei fashionblogs: Trend & The City

H&M designer collaboration 2010

pubblicato da anna chiara in: Fashion news Stilisti Interviste



Eravamo abituati alle collaborazioni di H&M con stilisti d’eccezione, e quest anno per incuriosire tutti gli “addicted” il brand svedese ha scelto di non svelare il nome del prossimo designer che firmerà la collezione 2010. H&M ha pubblicato quattro video intitolati “Designer Collaboration 2010″che hanno come protagonisti rispettivamente due uomini ed due donne. Per quanto riguarda il personaggio maschile gli indizi sono: spiccato accento inglese e un paio di scarpe da favola che sembrano essere firmate Bottega Veneta, e c’è già chi scommette su Tomas Maier. Sulla donna invece, si pensa a Carolina Herrera e Vivienne Westwood .
Voi cosa ne pensate? Per conoscere le identità misteriose dobbiamo aspettare il 9 Settembre.

Continua a leggere: H&M designer collaboration 2010

Pitti Immagine Uomo estate 2011 - Intervista a 5fitting rooms

pubblicato da Gaiumi in: Trend Fashion news Eventi Interviste

Pitti Immagine Uomo estate 2011 - Intervista a 5fitting rooms

Come anticipato nel primo posto dedicato ai fashion bloggers presenti a Pitti, oltre a The Sartorialist e Style Bubble, c’erano anche delle rappresentanti italiane. La prima in ordine di preferenza personale è Pandora (quella biond dentro) di 5Fitting Room, alla quale chiedo giusto un paio di cose. Fiore vintage tra i capelli raccolti, un’ironica t-shirt che dice “Il Principe Azzurro è gay” pensata e realizzata da lei stessa e un paio di scarpe Chanel, con tacco esagerato, che mi costringono timidamente a chiederle di sedersi, visto il mio 1.63 con infradito rasoterra. Il suo blog ha soltanto due mesi e conta già 2000 contatti. Pandora racconta la sua vita, come se in realtà le esperienze non appartenessero a lei, attraverso immagini, storie di viaggi e ironici racconti di uomini e donne. Pandora è di Latina, ma vive a Milano da 7 anni. I capi che indossa nei servizi fotografici sono suoi, capita a volte che indossi anche capi di show-room.

Pitti Immagine Uomo estate 2011 - Intervista a 5fitting roomsPitti Immagine Uomo estate 2011 - Intervista a 5fitting roomsPitti Immagine Uomo estate 2011 - Intervista a 5fitting roomsPitti Immagine Uomo estate 2011 - Intervista a 5fitting rooms

Pitti Immagine Uomo estate 2011 - Intervista a 5fitting rooms

Fashion blogger maschile: intervista a Giacomo, alias Jake in progress

pubblicato da Elena Schiavon in: Menswear Interviste

jake in progress

Il suo vero nome è Giacomo, ma chiamatelo pure Jake, ed è il fashion blogger di jakeinprogress.style.it. Pugliese di nascita e milanese d’adozione è laureato in Relazioni Pubbliche, lavora nella moda come PR, ha una grande passione per la fotografia.
 Due facce della stessa medaglia che diventano il passatempo perfetto: in giro per la città con una digitale in mano, cattura dettagli di stile partendo dalla strada, dove le tendenze nascono e si evolvono, per una visione di moda possibile e democratica in formato blog.

Come e quando è nato il tuo blog?
A maggio 2007 avevo appena finito l’università e tra un CV e un colloquio, ho deciso di aprire un finestra sul web. Non avevo ancora idea di cosa fare, sapevo solo che sarebbe stato un esperimento “in progress”. A questo ho aggiunto Jake, il nome con cui mi chiamano gli amici, ed è nato il mio blog.

Qual è il punto di forza del tuo blog?
Con orgoglio, posso dire che la vera forza sono i miei lettori, che con le loro mail e i commenti mi spingono a continuare a scrivere e a dovermi superare post dopo post, stupendoli e stupendomi.

A chi ti ispiri nel tuo stile asciutto ma sofisticato?
Mi piace leggere, testare, sperimentare e credo che l’autenticità, l’originalità e l’essere se stessi paghi sempre. Il blog è un’estensione del sè, non una sostituzione. E bisogna essere veri.

Continua a leggere: Fashion blogger maschile: intervista a Giacomo, alias Jake in progress

Intervista ad Alessandro Matteoni, designer di Fred Perry

pubblicato da Elena Schiavon in: Jeanswear Menswear Streetwear Interviste


Abbiamo incontrato Alessandro Matteoni, designer freelance di OS-GOOD, Fred Perry e Boggi, per cui cura il design delle linee sportswear e l’immagine a 360°. Inoltre disegna tessuti per camiceria per il Cotonificio Albini.
Parlaci del tuo percorso professionale e di studi.
Ho studiato Economia e Commercio ma la mia vera passione sono sempre stati i vestiti. Ho iniziato facendo gavetta presso una piccola azienda di Milano, poi ho lavorato diversi anni per brand come New England ed Ermenegildo Zegna. Poi c’è stata la grande svolta e la decisione di lavorare come libero professionista creando un mio brand e iniziando la collaborazione con Cotonificio Albini.
Hai una giornata tipo? Ce la descrivi?
La mia giornata è fatta di progettazione ed incontri con i responsabili prodotto per costruire giorno dopo giorno le nuove collezioni.
Da dove trai l’ispirazione per il tuo lavoro?
La maggior ispirazione viene dalla ricerca e quindi viaggiare è per me fondamentale. Scoprire culture diverse, arte, visitare negozi nuovi e vintage, soprattutto giapponesi e americani.
Hai degli stilisti (o brand) o artisti di riferimento?
Tra i miei preferiti ci sono Band of outsider, Michael Bastian , Thom Brown e diversi giapponesi.
Trai ispirazione anche dal web? Che siti di moda consulti?
Cerco direttamente i siti di brand e stilisti che mi interessano.
Cosa non deve mancare nel guardaroba per la prossima P/E? Cosa sarà IN e cosa sarà assolutamente OUT?
IN un Chino, bermuda o lungo, camicia bianca o chambray militare e, ovviamente, una polo. Decisamente OUT il troppo logo in vista.

Continua a leggere: Intervista ad Alessandro Matteoni, designer di Fred Perry

Le T-Shirt di StyleForStyle - Intervista alla designer Giorgia Capaccioli

pubblicato da Francesco in: Trend T-shirts Emergenti Interviste

Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri. La moda ha da sempre fatto parte della mia vita. Sin da piccola adoravo disegnare figurini senza ben capire cosa questo mondo mi avrebbe portato in futuro. Non amo considerarmi una “stylist” ma più che altro una “tuttologa” del fashion system. Da quando ho aperto il mio blog, nel 2007, ho imparato tanto ed ho scoperto anche la scrittura. Da pochi mesi io ed il mio compagno, Francesco Ioppolo, abbiamo deciso di affiancare a Styleforstyle.it, uno shop on-line, dove poter vendere le t-shirts che disegnavo. Le lettrici del blog ne sono state entusiaste e il successo è arrivato da subito, grazie al loro sostegno. Tre anni fa ho concluso i miei studi all’Istituto d’Arte di Orvieto, fuori dalla mia città e giornalmente facevo 2 ore di viaggio per andare e tornare da scuola. Purtroppo l’amore per la grafica e per la moda mi ha portato anche a fare tali follie! Oggi ancora non so cosa farò veramente da “grande” ma sono convinta che con l’impegno ognuno può realizzare i progetti più impensabili.

Come nasce l’idea di creare un brand? L’idea di creare un brand, nasce per caso, due sguardi un’idea e tanta fiducia in se stessi, ti portano a costruire ciò che desideri. Da tre anni, già avevo intrapreso questo viaggio nel mondo dell’imprenditoria, grazie ad un altro brand che sempre io e Francesco abbiamo creato e mantenuto. Si tratta di un’attività di, interior design e produciamo decorazioni stickers per le pareti domestiche. Come cito sul mio blog, sono una blogger per passione ma una designer per lavoro e quotidianamente insieme a Francesco, amiamo creare e disegnare nuovi progetti. Da Maggio la nostra nuova impresa è stata quella di, lanciare la collezione Styleforstyle Tees e le acquirenti non mancano! Per questo nei prossimi mesi vorremmo ampliare la linea aggiungendo nuovi modelli ed altri capi di abbigliamento.

Stili In e Out di questa stagione. Cosa è In o Out lo decidiamo noi e sono sicura che lo street-style è il vero fulcro della moda. Grazie al blog ho imparato a conoscere le persone, capendo che in realtà il trend di stagione lo lanciamo noi, con i nostri passaparola, poi i designers reinterpretano tali comportamenti e li riportano in grande sulle passerelle internazionali. Un must della stagione è il colore grigio, che ormai ha sostituito il nero, mentre per ripararsi dal freddo invernale, mi sembra di, aver intuito un clamoroso ritorno della pelliccia, incentivata dalle produzioni più rispettose della “Faux fur” ovvero della pelliccia sintetica. Con la tendenza del mix and match fortunatamente molti capi possono essere mescolati e interpretati a proprio piacimento, per questo motivo, sono veramente pochi i pezzi che rimarranno appesi nell’armadio… per quanto riguarda lo stivale, la parola d’ordine in questo periodo è “sopra il ginocchio”!

Stilisti e siti di moda preferiti. Tralasciando i nomi più scontati, voglio, sottolineare la mia grande stima verso Christophe Decarnin e Christopher Bailey,corrispettivamente hanno saputo dare nuova vita alla griffe francese Balmain e a quella inglese Burberry Prorsum. Ogni volta che debutta una loro collezione io rimango letteralmente a bocca aperta! Grande magia di Christophe è stata quella di far apprezzare nuovamente a molte fashioniste l’uso della spallina che fino a qualche stagione fa era finita nel libro nero della moda. Per quanto riguarda il mondo del web, tra i blog di moda che amo seguire non mancano quelli svedesi, credo che le ragazze nordiche abbiamo un vero senso dello stile e stiano interpretando in maniera eccelsa i trends più in voga! Naturalmente non mancano mai gli appuntamenti quotidiani con i più famosi blog del mondo, come Fashion Toast, Jak&Jil e Garance Dore. Unico desiderio, sarebbe quello di poter vedere nelle vette dei blog più seguiti anche qualche sito Made in Italy, ma confido nel futuro!

StyleForStyle StyleForStyle StyleForStyle StyleForStyle StyleForStyle

Continua a leggere: Le T-Shirt di StyleForStyle - Intervista alla designer Giorgia Capaccioli

Intervista a Raffaella Amoroso

pubblicato da Ginevra Barbetti in: Interviste

Qual è stato il tuo percorso di studi? Mi sono diplomata al Liceo Scientifico/Linguistico di Como e mi sono poi iscritta al corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione alla Cattolica di Milano. Durante l’ultimo anno di corso ho svolto uno stage a MTV Italia. Dopo la laurea triennale mi sono iscritta al corso di laurea specialistica in Teorie e Tecniche della Comunicazione Mediale, sempre alla Cattolica.

Come ti sei specializzata nel settore delle pubbliche relazioni? Inizio a fare la PR un po’ per caso e un po’ per gioco, grazie a un carissimo amico. Da cosa nasce cosa e grazie a curiosità e perseveranza che spesso, ingiustamente, sono viste come difetti, faccio della comunicazione il mio lavoro. Ho affiancato allo studio prima un lavoro part time in un’agenzia di servizi per la TV e subito dopo ho iniziato a collaborare come PR freelance con Fluidmesh Networks che aveva da poco aperto in Italia la sua sede. In questo modo ho iniziato a imparare i trucchi del mestiere direttamente sul campo, affiancandoli agli insegnamenti appresi all’Università. Questa prima esperienza ha portato velocemente buoni frutti e questo mi ha permesso di potermi proporre come PR anche ad altre realtà aziendali. Ho cercato inizialmente di specializzarmi nelle PR di aziende IT/ICT e dopo aver frequentato un corso di specializzazione di Ufficio Stampa per l’editoria ho iniziato a collaborare con le case editrici Magenes, POP Edizioni e Astraea Editrice.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri? Dare una sede “fisica” (a Milano) alla mia attività. Continuare a collaborare con le aziende con cui mantengo un rapporto professionale da qualche anno e cercare di trovare nuove collaborazioni. Uno degli obiettivi a breve termine che mi sono prefissa è quello di riuscire a promuovere l’iniziativa Contaminate Milano, nata dall’esperienza oltreoceano di Contaminate NYC. L’obiettivo è quello di sviluppare progetti culturali, eventi, iniziative e creare una community interattiva di artisti, intellettuali, o più semplicemente “art lovers” che vogliano coltivare la loro passione. La flessibilità del mio lavoro mi permette di continuare a incuriosirmi e trovare nuovi spunti e idee per proporre alle aziende con cui collaboro nuove ed efficaci modalità di promozione.