Fashion blogger maschile: intervista a Giacomo, alias Jake in progress

jake in progress

Il suo vero nome è Giacomo, ma chiamatelo pure Jake, ed è il fashion blogger di jakeinprogress.style.it. Pugliese di nascita e milanese d’adozione è laureato in Relazioni Pubbliche, lavora nella moda come PR, ha una grande passione per la fotografia.
 Due facce della stessa medaglia che diventano il passatempo perfetto: in giro per la città con una digitale in mano, cattura dettagli di stile partendo dalla strada, dove le tendenze nascono e si evolvono, per una visione di moda possibile e democratica in formato blog.

Come e quando è nato il tuo blog?
A maggio 2007 avevo appena finito l'università e tra un CV e un colloquio, ho deciso di aprire un finestra sul web. Non avevo ancora idea di cosa fare, sapevo solo che sarebbe stato un esperimento "in progress". A questo ho aggiunto Jake, il nome con cui mi chiamano gli amici, ed è nato il mio blog.

Qual è il punto di forza del tuo blog?
Con orgoglio, posso dire che la vera forza sono i miei lettori, che con le loro mail e i commenti mi spingono a continuare a scrivere e a dovermi superare post dopo post, stupendoli e stupendomi.

A chi ti ispiri nel tuo stile asciutto ma sofisticato?
Mi piace leggere, testare, sperimentare e credo che l'autenticità, l'originalità e l'essere se stessi paghi sempre. Il blog è un'estensione del sè, non una sostituzione. E bisogna essere veri.

Scrivi anche per altri magazine/blog?
Da qualche mese scrivo di moda sul blog ufficiale di Max.

Quali siti/blog di moda consulti?
Sono un'infinità. Sul menswear d'obbligo Selectism.com e inventorymagazine.com/updates. Di italiani guardo friizzifrizzi.it, makemyday.com per i consigli lowcost e flamboyantmagazine.net per l'irriverenza. Il mio preferito però rimane Katelovesme.net, il blog dello spagnolo Pelayo Diaz.

I tuoi stilisti preferiti?
Raf Simon per Jil Sander, Dries Van Noten e Maison Martin Margiela, senza trascurare l'ironia di Moschino e gli eccessi di Dsquared2.

Il tuo colore preferito?
Direi il grigio. Mi diverte l'idea di un mondo sospeso tra il bianco e il nero. Simbolo del ritorno all'essenzialità, è eletta a nuance del dopo crisi. E' versatile e rende il massimo sia in situazioni formali che informali.

Cosa pensi della moda maschile degli ultimi anni?
Dismessi gli eccessi, la moda è divenuta pacata. Il focus è tutto sulla tradizione, sulla ricerca di tessuti di qualità e sulla capacità di realizzare capi classici ma interscambiabili, che permettono di mixare estrema eleganza formale ad un mood più casual e rilassato.

Qualcosa di In e qualcosa di Out per la P/E 2010.
IN il blazer décontracté, il preppy style e le fantasie tapestry su giacche e camicie.
OUT Il texano, le borchie e le spalline anni ottanta.

La celebrity che ti piacerebbe incontrare…
Mi è capitato per lavoro, di fare shopping con Mischa Barton. Doveva essere un incontro riservato, a porte chiuse. Peccato che un'orda di ragazzine e paparazzi era appostata fuori dallo store. Mi son ritrovato inconsapevolmente al centro di flash accecanti, un' esperienza surreale.

Mai senza…?
La voglia di imparare continuamente.

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