Parliamoci chiaro, è finita l’era del denim griffato per forza, il tempo in cui se non avevi un jeans Levi’s, Diesel o Replay del caso eri out. Oggi il mercato è cambiato, la proposta denim si è allargata in maniera esponenziale, fino ad arrivare alle grandi catene Zara e H&M, che fanno vedere i sorci verdi agli ex leader del jeans. Cosa è successo? Perchè le Aziende italiane che facevano lavaggi e tele strepitose, una volta padroni del denim, oggi stanno soffrendo? Fondamentalmente colpa del prezzo e del prodotto che non si è evoluto e che si è avvicinato molto alle proposte “basse” della concorrenza, che attraverso produttori turchi e greci, offrono un prodotto più che all’altezza dei grandi nomi.
Oggi il jeans “di nicchia” porta il nome di Dondup, Jacob Cohen, Cycle e pochi altri, tutto intorno c’è una grande offerta, e fenomeni teen, come Cheap Monday, Doctor Denim e Monkey Jeans. Da tenere sott’occhio NBK, G.O.D.D. , LTB. brand emergenti, made in Italy il rimo, di provenienza turca i secondi. E c’è chi punta molto sulla comunicazione, per cercare di uscire dal tracollo, come Miss Sixty con Belen Rodriguez e Diesel con la massiccia campagna Be Stupid.
Le giovani donne, target 25-40 amano molto Liu Jo, che non offre un granché a livello di lavaggi, ma il fit è giusto, anche se diciamoci la verità il modello push-up funziona se hai comunque una discreta base, ci siamo capiti…Come “alza sedere” belli i Salsa, che hanno sulla salpa una S strassata. Met regge, ma è un pò in calo, così come Meltin Pot. G-Star ahimè, essendo io una fan da sempre del marchio olandese, ha fatto una brutta marcia indietro, ma rientra comunque nella nicchia e non nei brand dei grandi numeri.
Freschi freschi dall’America arrivano i Jet Jeans di John Eshaya, avvistati addosso alle starlette di Hollywood, come Lindsay Lohan, Nicky Hilton e le Kardashian. Modelli super skinny, strappatissimi e che costano non meno di 200 euro. Chissà se avranno il successo di J. Brand e Seven7…
payback
18 ott 2010 - 13:25 - #1articolo interessante, ma granche’ si scrive tutto attaccato, ciao!
serena M.
18 ott 2010 - 13:46 - #2e Haeng il denim per l’uomo non vogliamo nominarlo? Date un’occhiata in rete:-)
vanguard
18 ott 2010 - 22:15 - #3personalmente non concordo per nulla con l’articolo
payback
19 ott 2010 - 00:09 - #4invece concordo con l articolo, almeno in parte circa 10 anni fa i jeans migliori li faceva helmut lang a seguire diesel e richmond
Era un periodo di indubbie vacche grasse dove 250€ eran spendibili, con la crisi i grandi brand cheap hanno alzato la testa sfornando anche 100 e piu’ pezzi nuovi ogni 15 giorni
Le griffes invece sono limitate a 2 collezioni annuali che devono seguire una linea guida di stile omogeneo alla maison e al semestre quindi si trovano in difficolta’ notevoli
Aggiungiamo che proprio per la crisi nn e’ permessa grande creativita’ che il quadro e’ completo
fata
22 ott 2010 - 12:48 - #5la crisi del jeans e’ una conseguenza della voracita’ delle aziende e degli uffici di rappresentanza che si sono inventati un mercato dopato da numeri di pezzi insostenibili, poi la crisi ha innescato l’esplosione di tutti i problemi e la caduta di interesse sui brand storici a favore di prodotti meno costosi.
e’ probabile che in un mercato piu’ ristretto di numeri ci saranno anche brand che scompariranno
hobbyepassioni
23 ott 2010 - 09:43 - #6Concordo pienamente!!!
feel desain
24 ott 2010 - 11:30 - #7http://www.feeldesain.com/feel/diesel-sneakers-fw10-not-made-for-running.html