Milano, 8 settembre 2011: benvenuti al terzo appuntamento con VFNO. Anche quest’anno Fashionblog era presente, ovviamente (con tanto di piastrina commemorativa by Subdued, vedi foto sopra) per portare qualche cartolina virtuale a quei pochi che non c’erano. Perchè la tradizione si perpetua comme d’habitude, e quasi non si camminava; o meglio, all’inizio sì. Verso le 7.30pm si riusciva ancora ad avanzare per le vie del centro, magari confondendosi tra il pueblo della moda e quelli che semplicemente se ne tornavano a casa peraltro un po’ infastiditi, dopo la giornata in ufficio.
Una serata di caldo torrido e umidità appalla, come la musica del resto, che pompava di brutto dalle casse esposte all’ingresso di quasi tutti i negozi; e deejays, deejays come se piovesse. Tatuati, mascherati, ingobbiti sui piatti e certo, un po’ in imbarazzo perchè immancabilmente esposti in vetrina; ma com’è come non è, una cosa è certa. Dove c’è musica arriva la folla. Evviva! Davvero, come la gioia portata dalla banda di supergiovani che suonavano trombe e sax di fronte ad Alcott, che ha suscitato insperati sorrisi tra i milanesi e grandi applausi; inutile dire che nel frattempo i bancomat chiedevano pietà, mentre vagonate di gente entusiasta risaliva le scale dei metrò di San Babila e Duomo. Ressa un po’ ovunque, e tanta voglia di stare insieme evidentemente; supercoda per entrare al nuovissimo Coin Excelsior, decorato di mille led colorati e situato proprio in mezzo allo “struscio” di Vittorio Emanuele.
Montenapoleone invece era totalmente impraticabile, un magma omogeneo di patiti del logo, avanzava compatto; forse seguivano una musica fatata, forse erano attirati dai vari cocktails e dalle street performance, come per dirne una, i modelli in déshabillé (e ciabatte) di La Perla. Mentre nelle boutique di lusso, Bottega Veneta, Prada, Louis Vuitton e compagnia bella, era tutto un tintinnare di calici e sottofondo di voci pacatissime. Ma fermi tutti, shopping o meno, this is democratic fashion: mai visto tante categorie diverse di persone coabitare così serenamente. Dalle fanciulle bene della borghesia alle bad girls di downtown, dalle signore un po’ agèe ma ancora belle e pimpanti, alle crew di giovani eleganti o casual/sportivi ma comunque vitaminizzati: all together now. Sì, ma dove? Erano tutti in fila da McDonalds.