Madrid si ribella ai canoni delle passerelle che vogliono figure sempre più sottili per l’alta moda. La Spagna dice “no” alle modelle troppo magre e stabilisce le regole per partecipare alla sfilata madrilena ‘Pasarela Cibeles’.
Alla manfestazione non saranno ammesse modelle con un indice di massa corporea (IMC) inferiore a 18, pari a 56 kg di peso per un’altezza di 1,75.
Tempi duri per Kate Moss e sorelle…
fonte: ansa
valentina
12 set 2006 - 11:50 - #1Una cosa MOLTO intelligente, visto che le donne spagnole, come quelle italiane, hanno delle “forme”. Non parlo poi di abbondanza (per la quale non ho niente al contrario, anzi…) parlo della normale struttura ossea femminile, fatta di seno, sedere, coscie… Le modelle che vedo hanno spalle a punta, ginocchia che sembra debbano frantumarsi ad ogni passo, scapole sporgenti, seni rientranti e occhi persi nel nulla.
pinkrenaissance
13 set 2006 - 10:14 - #2Sinceramente nn condivido questo continuo accanirsi contro persone che hanno una fisicità diversa dalla maggioranza delle donne.
Molto spesso è costituzione, magari fortuna: nascere alte e magre, chi nn ci metterebbe la firma?
Perchè allora deve ‘andare bene’ solo un modello di donna estremamente formosa e in carne?
Forse perchè in questo modo si rispecchia la normalità…?
E’ scritto da qualche parte che le indossatrici devono essere ‘donne comuni’, o forse in passerella è giusto che salgano ‘donne fuori dal comune’…?
Raf
13 set 2006 - 10:44 - #3Le modelle NON sono donne comuni, dal vivo sono persino + magre che in foto, sono vittime di anoressia e droga (chiedete a chi ci lavora se è uno stereotipo…) 18 non è neanche un bmi normale! E’ il mio, e io sono sottopeso (per metabolismo, non certo x fare la TAP model). Le modelle arrivano a indici di 16 o 14…
fashionblog
18 set 2006 - 13:06 - #4[…] […]
valentina
18 set 2006 - 17:00 - #5bene, alcune sono ciccie, altre secche, molte normali, allora perchè a sfilare sono sempre e solo dei batecchi dinoccolanti?
Elisa
08 ott 2006 - 16:57 - #6Ragazzi..io nn capisco perchè una modella debba essere o anaroressica o eccessivamente sovrappeso..insomma, ho visto stilisti fare sfilare donne che rasentavano l’obesità ( per fare credere che l’industria della moda stia veramente cambiando) ma che, sfortunatamente, NON VERRANNO MAI ingaggiate seriamente!!!!Perchè una RAGAZZA NORMALE non può sfilare
Elisa
08 ott 2006 - 16:58 - #7perchè gli stilisti nn danno inizio a una VERA inversione di tendenza..Pechè la gente deve ammalarsi per essere come “le modelle”..???perchè dobbiamo continuare a sentire parlare di ragazze che rischiano di morire???PERCHE’??
Elisa
08 ott 2006 - 16:59 - #8perchè gli stilisti nn danno inizio a una VERA inversione di tendenza..Pechè la gente deve ammalarsi per essere come “le modelle”..???perchè dobbiamo continuare a sentire parlare di ragazze che rischiano di morire???PERCHE’??
augusto diamanti
14 ott 2006 - 23:59 - #91) Emarginare le donne troppo magre è come ghettizzare quelle troppo grasse. 2) Quello della moda è un settore molto particolare: questa che si sta mettendo in atto è una forzatura. 3) Benché la magrezza delle indossatrici sia qualcosa di veramente esagerato, essa non è minimamente paragonabile allo stato in cui si riducono le ragazze che soffrono di anoressia. In termini numerici, Esther Canadas, che è alta 1,77 e pesa 44 chili, con un B.M.I. di 14 è stata la più celebre indossatrice spagnola a fare le spese di questo ostracismo: ma una ragazza anoressica arriva a pesare 25 chili: quanto un bambino di 8 anni. Ci rendiamo conto? 4) La magrezza in generale piace: molte donne fingono di compatire chi non ha curve e gli uomini spesso si rifugiano a parole dietro una ipocrita preferenza per le forme abbondanti.
Ana Carolina Reston, modella morta di anoressia &
16 nov 2006 - 14:03 - #10[…] Si riapre quindi con questa ulteriore tragedia il dibattito sulle modelle, costrette ad essere sempre più filiformi e ossessionate dal peso. La bufera scatenata durante le ultime settimane di moda, non ha sortito molti risultati, speriamo che la morte di Ana Carolina serva a qualcosa. […]