Ecco perchè YSL ha cambiato nome ed è diventato Saint Laurent Paris

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Yves Saint Laurent ha cambiato nome e l’idea è stata proprio del nuovo direttore creativo, Hedi Slimane, tanto criticato dalla Rete e dagli amanti del marchio. Questa rivoluzione ha destabilizzato il pubblico di Ysl che, trovandosi un nuovo logo, un semplice e raffinato Saint Laurent Paris, ha ricoperto di critiche lo stilista, sostenendo di aver voluto fare piazza pulita di un pezzo di identità della maison francese.

Slimane ha deciso quindi di rispondere ai fan (in 300 hanno bocciato sulla sua bacheca di Facebook il nuovo logo che vedete in alto nella fotografia), forte anche dell’approvazione di un colosso della moda come Karl Lagerfeld e di Pierre Bergé, socio del fondatore Yves Saint Laurent, colui che rappresenta la storia della casa di moda e che ovviamente ha donato il nome all’etichetta.

È evidente che non molti conoscono questo periodo di storia della maison, il che probabilmente lascerà sorpreso anche Bergé. Ma nel 1966, poco prima del grande evento del 68, quando 11 milioni di operai si ribellarono alla politica conservatrice di Charles de Gaulles scatenando il più grande sciopero di tutti i tempi, Yves Saint Laurent stesso percepiva questo risveglio della gioventù e aveva intenzione di prendere le distanze dalla clientela della Haute Couture per avvicinarsi a questa nuova generazione.

Una cosa è sicura, per citare Karl Lagerfeld, l’idea di Slimane è sicuramente una trovata interessante, che dà al marchio un nuovo stimolo, ciò non vuol dire togliere identità, ma proiettarsi nel futuro, forti di un’eredità importante che va raccolta e tramandata. L’operazione quindi è ora abbastanza chiara: l’obiettivo è quello di innovare e riorganizzare il prêt-à-porter di lusso e chissà mai che presto non ci sia una collezione di couture, degna di Yves Saint Laurent.

Foto| Facebook di Ysl

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