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I dieci abiti simbolo di un secolo

Pubblicato: 23 nov 2007 da mattia



Nel suo ultimo numero in un corposo reportage, il quotidiano britannico Independent ha stilato una speciale classifica sui 10 abiti - icona dello scorso secolo. Si tratta di abiti simbolo, che in qualche modo hanno influenzato e hanno avuto una rilevanza eccezionale per il mondo circostante.

Partiamo dalla politica. Viene subito citato il tre pezzi di flanella gessato indossato ripetutamente da Winston Churchill nelle occasioni di protocollo, ma anche l’abito con i bottoni fino al collo di Mao Tse Tung, con il colletto piegato e le 4 tasche, con cui più volte è stato immortalato da Andy Warhol nei suoi quadri e giudicato dall’Independent “chic e minimalista”. C’è spazio anche per la “divisa” che Malcolm X indossava durante le sue predicazioni; un abito nero con la cintura molto alta coperti da un cappotto.

Molto spazio è dedicato anche al cinema, come si poteva facilmente immaginare. In ordine cronologico troviamo l’indimenticabile bombetta di Charlie Chaplin, che con la sua giacca stretta e il pantalone largo, è ancora oggi un immagine ben definita in tutti noi. Visto il tema, non poteva mancare “Lei”, l’angelo azzurro, Marlene Dietrich; il modo di portare i suoi abiti da uomo la resero in breve tempo la prima grande femme fatale del cinema mondiale.

Troviamo in seguito, l’abito grigio utilizzato da Cary Grant nel capolavoro di Hitchcock “Intrigo internazionale”, del 1959, dove era accompagnato da una splendida Eva Marie Saint. Infine eccoci arrivare ai completi firmati Giorgio Armani indossati da Richard Gere in American Gicolò, che permisero al grande stilista italiano di avvalorare ancora di più il suo nome nel panorama mondiale.

Infine c’è spazio anche per la giacca senza collo portata dai Beatles, che scatenò una vera e propria mania, e per due abiti bianchi: quello con cui si contraddistingueva lo scrittore Tom Wolfe, padre de “Il falò delle vanità” e quello modificato, riadattato, sul quale vi erano numerose immagini, come la foglia di marijuana, la grande croce rossa e i nudi femminili, di Gram Persons, cantante maledetto, indispensabile guru per un intera generazione di musicisti.

Via: Corriere della Sera

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