Borsalino, finalmente l'accordo per salvare la fabbrica di cappelli

Borsalino sarà salvata dall’azienda svizzera Haeres Equita, che darà un futuro alla fabbrica di cappelli più famosa del mondo.

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C’è un nuovo futuro per Borsalino, la storica manifattura specializzata in produzione di cappelli. A darne notizia è una nota ufficiale, nella quale Haeres Equita ha annunciato di aver “raggiunto ed eseguito un accordo transattivo concernente i contenziosi attualmente in essere”.

La società guidata dall’imprenditore italo-svizzero Philippe Camperio, che si era impegnata a salvare l’azienda, ha formalizzato una nuova offerta di acquisto degli asset di proprietà di Borsalino, che verrà utilizzata come base per l’asta disposta dal Fallimento Borsalino. Entrambe le parti, “confidano nella salvaguardia delle attività di Borsalino e dei reciproci interessi”.

All’asta, giusto per fare chiarezza, andrà l’azienda, ma non il marchio che è proprietà di Camperio: lo acquistò un anno fa dal Mediocredito per 17,5 milioni. È comunque una bellissima notizia, per la moda italiana, ma soprattutto per i 134 dipendenti, che hanno vissuto un periodo davvero complesso, soprattutto dopo il crac dell’imprenditore astigiano Marco Marenco.

Un cappello Borsalino non è un semplice cappello. Ci vogliono 52 passaggi e sette settimane di lavorazione. Probabilmente per questo motivo sono diventato un simbolo di stile e un’icona del cinema, ricordiamo Jean-Paul Belmondo in "Fino all'ultimo respiro", Marcello Mastroianni in "8 e 1/2", ma anche il più recente Toni Servillo in "La grande bellezza".

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