Designer Emergenti - Daniele Davitti

Nome e Cognome:
Daniele Davitti

Età:

23

In cosa sei attualmente impegnato:
Sto allestendo la mia prima mostra personale.

Dove vivi:
Firenze

Qual è stato il tuo percorso si studi?
Mi sono diplomato all’istituto statale d’arte di Sesto Fiorentino, poi diplomato al Polimoda ed ho fatto un perfezionamento in Giappone presso l’Osaka Bunka Fashion College.

Quali sono le caratteristiche personali del tuo carattere, gli obiettivi che ti proponi di
raggiungere in ambito lavorativo?

Sono un ragazzo dalla mente molto aperta , cresciuto in un ambiente artistico, per questo motivo tendo a vivere il sistema della moda non come business e marketing ma piuttosto come una forma di espressione. Nel lavoro mi piacerebbe molto provare a riportare l’alta moda italiana ai suoi iniziali splendori, riportare la luce sulle sfilate di haute couture, sulle molte figure professionali di eccellenza che vi ruotano intorno, sulla grande maestria e qualità che da sempre definiscono l’alta moda italiana.


Indicami i tuoi tre siti di moda preferiti:

Style.com, Thesartorialist.blogspot.com, Fashionblog.it

Quali sono i tuoi tre stilisti di riferimento?
Cristobal Balenciaga per l’incontro perfetto tra eleganza e ricercatezza dei volumi, Roberto Capucci per la monumentalità dei capi che assumono un carattere più artistico che fashion, Coco Chanel per aver trovato il legame perfetto tra comodità ed eleganza.


Descrivi la tua collezione/i tuoi bozzetti.

La mia collezione si basa sulla città in cui vivo, Firenze, si ispira a grandi fasti del passato in vari campi artistici e su personaggi storici che hanno contribuito a renderla una delle città più culturalmente interessante al mondo. I miei abiti vorrebbero simboleggiare una speranza per il futuro, ho preso ispirazione dai grandi sarti degli anni ’50..come Sorelle Fontana o Emilio Schubert, rielaborando alcuni loro modelli ed alcune silhouette per fonderle con dettagli di porcellana e grandi ventagli in tessuto plissettato. Il museo Stibbert di Firenze mi ha fatto incontrare il costume giapponese e splendide collezioni di porcellane, ho voluto portare nella mia collezione anche questi due elementi, rielaborando significati e volumi delle armature giapponesi ed usando componenti di porcellana bianca rendendole cinture o spille. Durante la realizzazione dei miei capi ho incontrato moltissimi artisti, designer e professionisti che mi hanno aiutato con la loro esperienza ed il loro lavoro. Sopra a tutti vorrei ringraziare i professori e la direttrice del Polimoda che mi hanno sempre supportato, ed i fotografi del gruppo KNUK ed il loro make up artist Rodolfo Gualazzini. Che hanno messo la loro esperienza e la loro professionalità a disposizione di un giovane designer! Spero che la moda italiana del futuro riprenda in mano valori come la qualità, il saper fare e soprattutto la creatività, caratteristiche fondamentali della moda che negli ultimi anni sono notevolmente scomparse. Mi guardo intorno e vedo moltissimi ragazzi della mia età pronti per inventare un nuovo linguaggio della moda, senza paure e con una grande voglia di lavorare.

Daniele Davitti

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