Radiosa come non mai, Katherine la Duchessa di Cambridge, avanza tra i due fratelli Reali, il marito Duca William e il cognato Principe Harry. L’allegra famigliola si trovava al Sun Military Awards presso l’Imperial War Museum. Kate indossava un abito lungo in velluto di Alexander Mcqueen.
La liason tra Kate e Sarah Burton è nata con la creazione dell’abito nuziale e oggi dopo mesi, la Duchessa indossa di nuovo un abito della designer. Micro rouches sul decolltè a cuore, che incornicia un collier importante. Capelli sciolti, leggermente mossi sul fondo e make-up naturale, per un risultato di gran classe.
Via | Zimbio

Che la moda possa essere applicata a diverse discipline non è una novità. Pensiamo al rapporto moda-arte, ad esempio. La moda che si presta al cinema, al design, alla fotografia. La moda è tanto versatile fino ad arrivare a contaminare il cibo. È questa, infatti, la teoria di Joanne Finkelstein, docente di Scienze Sociali all’Università di Greenwich, secondo cui l’influenza della moda sul cibo ha cambiato la società fin dall’apertura dei primi ristoranti in Europa. C’è poi Fulvio Bonavia, uno dei fotografi italiani più apprezzati all’estero, che sull’argomento ha scritto addirittura un libro, “Una Questione di Gusto”, in cui celebra il legame tra cibo e moda. Un argomento a metà tra Fashionblog e Gustoblog, a dirla tutta.
Le immagini che vedrete nella gallery vi lasceranno senza parole ma con l’acquolina in bocca: pochette di mirtilli e more, bag di cavoli e cavolfiori, pendenti di ribes, berretti di carciofi. Bonavia si è immaginato un mondo di accessori gustosi, con il cibo al servizio della moda. Ma non solo. Si è spinto oltre, andando ad ammiccare a maison come Alexander McQueen e Luis Vuitton, ricoprendo degli abiti esclusivi con lattuga e noci. Per alcuni l’idea non solo sembrerà azzardata, ma addirittura dissacrante.
Lunedì 14 novembre a Milano aprirà un’asta di beneficenza del tutto particolare. In primis perché stiamo parlando di 35 bags di altrettanti prestigiosi stilisti che sono dei pezzi unici e che verranno battute all’asta dal Direttore Generale di Christie’s Italia, secondo perché il ricavato andrà a favore del progetto di Coopi “D come sviluppo. Il futuro della Sierra Leone è donna” nato per promuovere e finanziare il diritto di proprietà e di istruzione delle donne nei distretti di Kono, Kailahun, Koinadugu e Western Area.
Tra i nomi più importanti e le bags più originali c’è senza dubbio Alexander McQueen con la sua pochette bianca con techietti annessi. Poi Alberta Ferretti e Balenciaga con le loro shopping bag in stile africano, molto etno-chic e coloratissime; super classico invece il modello di Cividini e molto naïf la versione della bag di Corso Como 10. Altri nomi top? Giuseppe Zanotti Design, Gucci, Jimmy Choo, John Richmond, Laura Biagiotti, Marc Jacobs, Missoni, Roger Vivier, Sergio Rossi, Tod’s, Trussardi, Vivienne Westwood e Yves Saint Laurent. Sul sito di Coopi potete trovare tutte le info, il dettaglio di ogni pezzo e fare la vostra offerta. L’appuntamento è dunque per lunedì 14 Novembre alle ore 19.00 presso Palazzo Visconti, a Milano.
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“Ho pensato alla donna come ad un oggetto del desiderio. Ci siamo spinti talmente “oltre” con questa idea che le modelle diventano parte del vestito stesso. È una collezione votata all’eccesso: ho voluto esplorare i confini dell’ideale di bellezza. Ho voluto esaltare la femminilità e la sensualità delle donne. Intendiamoci, non c’è alcuna forma di feticismo in tutto questo, si tratta piuttosto di celebrare ed esaltare la bellezza femminile”
Questo il breve comunicato stampa di Sarah Burton, anima creativa di Alexander McQueen. Breve ma molto esplicito, aggiungerei. Ecco quindi sfilare alla Paris Fashion Week i capi di una delle collezioni più attese. Di certo ha stupito con eccessi ed effetti speciali: la location scelta è stata niente meno che un ex obitorio, il Centquarte Art Centre. I volti pallidi delle modelle sono nascosti dietro a maschere di pizzo ricamato a rete mentre piume svolazzanti sono incastonate all’interno di ornamenti color avorio, oro, lilla e rosa salmone. A rallegrare l’ensemble luci bianche al neon che pendono dal soffitto e che illuminano in modo quasi spettrale delle modelle. In realtà l’intento è quello di esaltare l’essenza femminile, senza contorni.
Una donna che diventa una cosa sola con l’abito, la cui bellezza è mascherata e celata dietro sensuali tessuti. Ricami, balze, pizzi e corsetti: è una meticolosa ricerca del dettaglio. Una collezione accolta con entusiasmo dagli addetti ai lavori. Solo un appunto: la ricerca estetica della moda, a lungo termine, può stancare. A volte nella normalità si cela la vera innovazione. Voto 6 e mezzo.
Alexander McQueen - Collezione P/E 2012




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In una fantasmagoria di immagini, di sovrapposizioni, di istanti rubati al fluire inarrestabile del tempo, Vogue hommes Japan ricorda il talento dello stilista inglese morto prematuramente lo scorso anno. Un omaggio dovuto ad Alexander McQueen, a quel suo estro pieno di accensioni gotiche, dove la suggestione diventava prima furore od incanto personale, poi, come per un’antica consolazione, forma o pura eccentricità.
Via | Homotography

Affluenza record per la mostra newyorchese “Alexander McQueen: Savage Beauty”, tant’è che, invece di chiudere come previsto il 31 luglio, resterà aperta fino al 7 agosto.
Inaugurata il 2 maggio presso il Costume Institute del Metropolitan Museum of Arts di New York, la mostra è dedicata allo stilista britannico scomparso nel febbraio 2010 e mette in scena circa un centinaio di pezzi realizzati dallo stilista in 19 anni di carriera. L’esibizione è suddivisa in sei aree tematiche, che hanno in comune lo stile romantico, gotico ed eccentrico del designer. Molti i pezzi che l’hanno reso famoso: i kimono, i bumster pants - i pantaloni a vita bassissima- gli abiti in stile vittoriano e quelli scozzesi, oltre ad una carrellata di accessori, soprattutto gioielli e cappelli.
Definito genio iconocasta e sovversivo, è stato senza dubbio uno dei protagonisti più incisivi della moda degli ultimi trent’anni; amato da personaggi della moda e non solo, ha saputo combinare una visione estetica contemporanea e un’eccellente tecnica sartoriale, facendosi amare anche da regine e principesse.
Per chi avesse la fortuna di passare a New York per le vacanze estive, la bellezza di McQueen diventa una tappa obbligata. Fashionista ne offre una recensione entusiastica, che descrive la perfezione della mostra inserita nel contesto del Met, che parla di come McQueen abbia saputo uscire dai canoni della moda per creare. E, sorpresa, ci potete trovare anche le “scarpette” di Lady Gaga.
Alexander McQueen: Savage Beauty



[Foto | MET]
Righe e quadrettati, soli o in compagnia, dominano con un’allegria quasi di altri tempi la collezione Alexander McQueen primavera estate 2012. Una collezione perfettamente in bilico però tra passato e futuro dove i bianchi inseguono i rossi, spesso aranciati, e trasparenze notturne si mostrano -con una civetteria che potremmo definire femminile- sotto giubbini smilzi ma ariosi. Credo sia inutile aggiungere altro, le immagini dopotutto parlano ampiamente da sole.
Milano moda uomo primavera estate 2012: Alexander McQueen




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Se pensate che l’invasione di capi ed accessori arancioni finirà con l’estate, non posso fare altro che smentirvi, anche l’autunno, infatti, si colorerà di questa calda nuance anche se in tonalità meno brillanti. Ne è la prova la nuova borsa a tracolla firmata da Alexander McQueen in “haircalf” con dettati dorati che si accordano alla perfezione con l’arancio scuro che caratterizza questa bag davvero costosa (il prezzo sarà superiore ai 2000 euro).
Quanto al modello ci troviamo ancora una volta davanti ad una cartella dal fascino un po’ retrò, modello questo che ha già dominato la scorsa stagione e che ci accompagnerà anche per tutta la prossima.
Continua lo straordinario lavoro di Sarah Burton e la conseguente ascesa della designer, che ha sotituito degnamente Alexander McQueen. Dopo l’ennessimo successo con l’abito nuziale di Kate Middleton e quello della damigella Pippa, eccola di nuovo protagonista con la nuova linea di foulard che porta il nome di God Save McQueen. Nel video, diretto da Babette Pauthier, un foulard si anima mettendo in risalto il teschio, simbolo McQueen, in un’atmosfera gotica e solenne.
Via | Fashionising
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Glamour, celebrity e tanta alta moda, sono decisamente questi gli ingredienti che hanno dato vita ieri sera al Met Gala presso il Metropolitan Museum di New York, che quest’anno omaggiava lo scomparso stilista Alexander McQueen.
Ovviamente in queste occasioni è “doveroso” fare qualche commento sui look scelti dalle star e quindi partiamo subito con quelle che si sono fatte particolarmente notare come Jennifer Lopez che ha optato per un lungo abito rosso firmato Gucci, Anna Wintour, invece, ha scelto un coloratissimo ed elegante capo della haute couture di Chanel, Diane Kruger in versione femme fatale con abito firmato da Jason Wu e Rihanna con che punta su Stella McCarthey e su un’acconciatura che la rende un po’ troppo simile a Raperonzolo.
Tra le altre degne di note: Beyoncè in Emilio Pucci, Jessica Alba in Ralph Lauren, Michelle Williams in Miu Miu e Dafne Guinnes con un capo vintage, decisamente appariscente, firmato dal compianto McQueen, stilista scelto anche da Naomi Campell con un risultato però ancor più discutibile.
La mia preferita? Senza alcun dubbio Blake Lively, la tuta effetto nudo della linea Chanel Haute Couture non fa che esaltare la sua bellezza in costante ascesa! Voi che ne pensate?