Vogue America ha radunato gli stilisti più famosi per sostenere la candidatura di Barack Obama alle prossime presidenziali americane. Una pasionaria Anna Wintour, che da sempre appoggia il presidente americano, ha voluto dare il suo contributo alla causa chiamando a raccolta molti famosi designers, che hanno disegnato una capsule collection pro Obama. La corsa alle presidenziali è iniziata a gennaio e finirà con l’elezione del presidente degli Stati Uniti soltanto a novembre; per comprendere la portata dell’evento basti pensare che per ogni candidato (Obama incluso) servono finanziamenti milionari per portare avanti una campagna mediatica efficace. Ecco allora che entra in gioco anche il fashion system, che gioca le sue carte creando capi esclusivi per una causa politica.
Sullo store on line di Obama (io la trovo un’idea geniale) potete trovare tutti i capi e gli accessori: una t-shirt di Marc Jacobs a $45, una felpa street style di Alexander Wang a $85, shopping bags di Diane Von Furstenberg sempre a $85 e addirittura un set manicure con i colori della bandiera americana. Gli stilisti coinvolti potrebbero aumentare, tenete d’occhio lo store se volete aggiudicarvi un capo esclusivo e introvabile in Italia.
Vogue America e la moda per Barack Obama



Via | Fashionista
È Arizona Muse la modella in vetta alla classifica delle top più importanti del 2011. Americana, 23 anni e già un figlio di 3, è secondo Vogue America è la più bella. Ma non solo. Anna Wintour dice di lei:
“Ricorda le grandi top model come Linda Evangelista e Natalia Vodianova. La cosa che mi impressiona più di lei, però, è la sua immagine bellissima, intelligente e soprattutto adulta.”
Non è un riconoscimento da poco, quello di essere messa sullo stesso piano di una modella iconica come l’Evangelista. Arizona ha iniziato a sfilare nel 2010 e il suo successo lo deve a un cambio di look: da bionda a castano naturale, sì signori. Pensate che solo nell’ultimo anno si è conquistata le copertine di Vogue America e Paris e collaborazioni con i più grandi fotografi e stilisti. È la rivincita della non-perfezione, quella della modella americana. Fatta di visi di porcellana ma non dai lineamenti perfetti. Visi e portamenti che denotano grande personalità e che fanno delle piccole imperfezioni caratteristiche di bellezza.
Altre modelle in classifica con una forte personalità: Sasha Pivovarova, Lara Stone e la cinese Liu Wen. Grandi assenti? Gisele Bundchen, Kate Moss e Freja Beha Erichsen. Beh, le prime due sono considerate più star che modelle. Sull’esclusione di Freja non è dato sapere. Ci viene da pensare che forse Vogue abbia preferito canoni estetici più femminili che androgini.
Continua a leggere: La top ten modelle 2011 secondo Vogue America
È già un caso mediatico il primo numero di Herself, nuovo semestrale patinato made in USA, ideato dalla coppia di creativi Fabio Sebastianelli-Thorbjørn Ankerstjerne e dalla illustratrice Lula. Innanzitutto per il volume della rivista: un vero e proprio tomo da collezione. Poi per la geniale trovata di rendere cartoon i protagonisti della moda (e non solo): Anna Wintour, Anna dello Russo, Blake lively, Kate Moss. Sono tutte griffatissime e in posa da top model, con uno sfondo tropicale, quasi a nascondere metaforicamente i riflettori sotto cui si ritrovano ogni giorno.
C’è anche la versione cartoon della neo-mamma Carla Bruni e quella di Barbie. La bionda che ha incantato generazioni di bambine, facendole sognare con centinaia di cambi d’abito, avete capito bene. Tutte le poser sono sorridenti, alcune composte, altre ammiccanti. Sicuro è che Kate Moss fa furore a tutti i costi anche in versione cartone animato: con cappotto Prada, orecchini Van Cleef & Arpels e un bracciale Boucheron vince il premio eleganza.
Continua a leggere: Icone fashion in versione cartoon per Herself

“Anna Wintour è decisamente più mostruosa di come viene descritta nel film Il Diavolo Veste Prada”. Mostruosa, così apostrofa Jean Paul Gaultier, la temutissima direttrice di Vogue US, Anna Wintour, in un’intervista rilasciata in questi giorni, in quel di Rio de Janeiro, dove lo stilista ha ricevuto un omaggio con un documentario a lui dedicato e presentato al Rio Film Festival.
Ma non contento rincara la dose, alla domanda “lei pensa che sia un personaggio positivo nel mondo della moda”, lui risponde “E’ un personaggio”. Niente di più chiaro ed esplicito, Jean Paul Gaultier condivide il pensiero di Azzedine Alaia, altrettanto critico nei confronti della Wintour.
Via | Fashionologie
Non è una passeggiata essere Duchessa di Cambridge, certo si gode di una vita agiatissima e di privilegi che mai noi nella vita ci sogniamo di avere, ma certe scelte non si possono fare in piena libertà. L’ombra della corona incombe e se un giorno ti svegli e una certa Anna Wintour ti chiama per posare per Vogue US, tu non puoi certo dire, ok mi vesto arrivo.
Eh no cara Kate, chiedi a nonna. Cosa ne pensa la Regina Elisabetta II? Al regno non sono mai piaciute queste cose, ma Kate è così “pulita” e tanto ragazza della porta accanto, che forse potrebbe essere una mossa giusta per recuperare un pò di consensi soprattutto dei giovani. Inoltre c’è Mario Testino, fotografo ufficiale dei Windsor, amico dei ragazzi, che starebbe aiutando la Wintour nell’impresa.
Ce la fara’ la coppia a portare la Duchessa di York sulla copertina di Vogue America? Io dico di si. Naturalmente ci saranno mille condizioni, sobrietà, naturalezza ed eleganza, qualità che a Kate non mancano e Anna Wintour cosa ne pensa della ragazza? “Non c’è niente di trash o volgare in Kate. Si veste per la sua età e non è mai fuori posto”. In barba alle numerose malelingue che criticano spesso il suo look.
Kate Middleton poserebbe per Vogue US ma la Regina non vuole
Si chiama 46664 ed è il nuovo brand sudafricano che prende ispirazione dal premio Nobel Nelson Mandela: 46664 è il numero assegnatogli come carcerato a Robben Island e che ha sostituito per gli anni della sua prigionia (27, per la precisione) il suo nome e il suo cognome. Ora è il nome della campagna di sensibilizzazione della Nelson Mandela Foundation Aids, con cui l’omonimo marchio di abbigliamento sportivo sta collaborando per creare nuove possibilità economiche e posti di lavoro in Sud Africa, in particolare aumentando la produttività di industrie tessili. La linea è stata lanciata nel mese di agosto a Stuttafords, un grande magazzino di Johannesburg. Secondo quanto riferito, 46.664 capi saranno distribuiti in 15 Stuttafords a livello nazionale, 70 presso i rivenditori indipendenti e verrà lanciato un e-commerce entro la metà di novembre. Fino ad arrivare al lancio internazionale del prossimo anno. I prezzi, per quel che riguarda i nostri standard, sono ragionevoli: a partire da $ 26 per una T-shirt e $ 86 per una polo, ma rimangono comunque prezzi fuori dalla portata di molti sudafricani.
La collezione si presenta con dei capi ben confezionati, è un abbigliamento sportivo classico ma con influenze africane, soprattutto per i colori, le stampe e i richiami. 46664 si appresta a fare il suo debutto domenica durante la settimana della moda del Sud Africa, a Johannesburg. Rumors insistenti danno per certa la presenza di Anna Wintour in prima fila. E secondo WWD, Stella McCartney si è già proposta per una collaborazione con il marchio. Achmat Dangor, membro della Fondazione, ha dichiarato:
“Quando acquisti una t-shirt di 46664, non stai solo acquistando un capo d’abbigliamento, ma stai investendo in un progetto che mira a combattere le ingiustizie presenti in ogni Paese, creando un ambiente fertile allo sviluppo delle giovani comunità.”
Un progetto di sostenibilità economica e sociale a livello mondiale, che vorrebbe coinvolgere tutti, soprattutto le realtà economicamente più deboli. Parte del progetto 46664 è per l’appunto finanziato dagli stessi acquirenti, un po’ come le capsule collection create ad hoc per alcune fondazioni (vedi Keith Haring). Ammirevole e innovativo. Noi di Fashionblog, nel frattempo, attendiamo il lancio ufficiale della linea.
Via | WWD
Anna Wintour come non l’avete mai vista. La direttrice di quella che è considerata la più autorevole rivista di moda statunitense e mondiale, Vogue America, in questa intervista esclusiva di Forbes, sembra una donna comune. La questione è la classifica stilata dalla rivista sulle donne più potenti al mondo: la Wintour risulta essere “solo” al 69° posto. I primi due posti sono riservati a due figure femminili che ricoprono incarichi politici: Angela Merkel e a seguire Hilary Clinton. Poi, a sorpresa, Lady Gaga all’undicesimo posto e Beyoncè al 18°. Non ci si aspettava di certo che l’editoria superasse la politica, ma almeno le icone pop sì. Anna Wintour, di contro, non sembra scomporsi. Ecco cosa risponde alla domanda provocatoria dell’intervistatrice (chiaramente inibita e impacciata) “Cosa dice in merito alla sua reputazione di donna temibile?”:
Non mi reputo una persona “temibile” e vi assicuro che tutte le persone che lavorano con me ogni giorno lo possono confermare. Penso sia solo un’invenzione dei media e, come ben sapete, una volta che qualcosa è là fuori, in particolare nel mondo di oggi, diventa semplicemente esagerato. Tengo la testa bassa e cerco di fare il mio lavoro al meglio delle mie capacità.
Il suo consiglio per coloro che andranno a influenzare la prossima generazione (in fatto di moda, ovviamente - ndr -)?
Basta essere fedeli a se stessi, saper ascoltare e rispettare il più possibile i consigli degli altri, ma alla fine deve essere una cosa che nasce da se stessi. Non ci si può continuamente preoccupare di quello che fa la concorrenza o di quello che fanno gli altri nello stesso campo. Deve essere come una vera visione.
Una Anna Wintour serafica e serena, che non bada ai rumors che da anni l’attaccano e che lavora a testa bassa. I risultati si vedono e le apparenze, come sappiamo, ingannano. Più che la classifica di Forbes, forse, a noi interessa il numero di settembre di Vogue. Il più importante dell’anno, quello per cui vengono spesi ben 8 mesi di lavoro. Ricordate il film Il Diavolo Veste Prada? Ecco. Lì c’è tutto quello da sapere sul lavoro che c’è dietro alla rivista di moda più importante del mondo. E cosa si nasconde dietro alla direttrice più potente e glaciale della moda.
David Beckham in grigio chiaro e Al Pacino in nero notte ovvero due uomini agli antipodi e divisi da un abisso. Perfetto il primo, indifendibile il secondo. Sempre a New York (questa settimana non ci muoviamo dalla Grande Mela) incontriamo un formale Daniel Radcliffe che intrattiene, più o meno amabilmente, un’arborea Anna Wintour che per l’occasione sfoggia un abito che la fatina Crysta in Fern Gully avrebbe sicuramente apprezzato. La nostra gallery continua poi con Kevin Bacon che, nonostante veleggi verso i 50, indossa con grazia giovanile un look da vero teen ager. Chiude il piccolo corteo, tutto barbaglii e scintillii, sempre lui, Ashton Kutcher che questa volta, sì azzecca i colori, ma sbaglia tutto il resto! Che cosa dicevano gli antichi? Ah sì – chi la dura la vince e noi, naturalmente, lo speriamo vivamente.
Look da star: David Beckham, Al Pacino e..




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E’ andato in onda ieri sera, ma chi lo avesse perso, lo può vedere (in francese) qui; sto parlando del bel documentario su Marc Jacobs e la sua collaborazione con Louis Vuitton. Dal 1998 un felice connubio, che ha portato anche al coinvolgimento con grandi artisti (Takashi Murakami, Yayoy Kusama…) e che ha visto le vendite in costante crescita in tutto il mondo.
Qui si vede la vitaccia dei creativi della moda nei giorni a ridosso delle sfilate tra barrette energetiche e riunioni interminabili, ore di sonno pochine e sbattimento tanto, ma poi, che soddisfazioni!
Ogni lunedi alle 21 su Rai 5 pillole di saggezza fashionista, dopo Anna Wintour e il suo September Issue, e Marc Jacobs, non perdiamoci lunedi prossimo “Lagerfeld Confidential” e a chiudere il cerchio il documentario “Balenciaga - Uno stile intramontabile” sulla maison che da sempre rimane un riferimento massimo nell’incontro tra moda e arte.
Con sagacia e ironia Luis Venegas scimmiotta Anna Wintour, temuta direttrice di Vogue America (inspiegabilmente visto che il buon gusto - giusto per usare un eufemismo - le fa spesso difetto) sul nuovo numero di Candy magazine. Immagini che si commentano da sole. Guardate.
Il diavolo veste Anna, la parodia di Anna Wintour su Candy
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