Rossi che avvampano, si imbizzarriscono, si spezzano in grandi colli neri. Ecco che le prospettive mutano, si allungano e l’uomo cerca l’estrosità. Il desiderio di stupire. Ma è uno stupore aristocratico, di razza, a tratti addirittura altezzoso. L’eleganza non si sussurra, ci sembra dire l’editoriale, ma la si mostra con una nonchalance urlata.
Un invito ai dandy del terzo millennio ad avanzare, trovare il proprio riflettore e usare la vita come un grande palcoscenico. Che la moda diventi eccentrica, ma sofisticata. Istrionica, eppure anche estremamente raffinata. Un cocktail difficile ed esplosivo a cui GQ China offre, dall’alto della sua torre, le sue pagine più patinate.
Sotto le luci della ribalta questa volta finisce la moda d’avanguardia, quella che ama osare e invariabilmente suscita clamore. Pantaloni palazzo, scuri o rosa confetto , gonnellini serici e dalle fitte fantasie ed ancora colletti che inquietano od incantano l’occhio, l’estate su GQ Style China gioca insomma la carta che non ci si aspetta, quella non contemplata e che -con un colpo solo- chiude sontuosamente la partita.
Abiti: Balenciaga, Ann Demeulemeester e Raf Simons; fotografo: KT Auleta.
Moda uomo primavera estate 2011: lo stile d’avanguardia su GQ China





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Gq Style China debutta con un pezzo da novanta: David Gandy. In uno editoriale dal sapore antico che ci rimanda all’Amante e alle sue atmosfere drammaticamente ambrate, il modello americano ci restituisce intatte suggestioni e incanti, sussulti e voci di un sottobosco che ha sempre il potere di turbarci nel profondo.
Fotografo: Mark Selinger; modelli: David Gandy, Zhao Lei, Jerry Fu, Zhang Liang, Xu Bo Lang e Huang Xiao Meng.
David Gandy vara il primo numero di GQ Style China




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