
Si sa che da quando c’è Marc Jacobs, la maison Louis Vuitton è sensibile più che mai al fascino degli artisti più quotati soprattutto nella sfera “pop”; l’ultima news a riguardo ci avvisa che la prossima collaborazione arte/moda vedrà l’arrivo della giapponese Yayoy Kusama.
Da sempre incentrata sul ruolo e sull’immagine della donna nella società e sul suo rispecchiarsi in essa, Kusama presenterà a Parigi il prossimo 10 luglio la prima parte di una capsule collection per il momento top-secret ma che comprende piccoli pezzi cult come trench e pigiama in seta.
Ecco come Marc Jacobs descrive il loro primo incontro:
“Di lei e del suo lavoro mi attira molto l’energia che ti trasmette, e così è stato la prima volta che l’ho incontrata. Eravamo a Tokio ed è stato molto bello passare del tempo con lei, soprattutto quando si è messa a decorare a mano una nostra borsa…“
Da sempre la cifra stilistica di questa artista d’avanguardia sono i pois soprattutto macro, siamo ansiosi di vedere se ripeterà il leitmotiv anche nei vestiti.
E’ incredibile pensare che dietro a Louis Vuitton in tutta la sua eleganza e raffinatezza ci sia un Pierino della moda, che non perde mai occasione di stupire mettendosi a nudo, oppure come in questo caso in mutande! Si, Marc Jacobs sul red carpet del Met Gala ha pensato bene di andarci in boxer, ma con una camicia abito di Comme des Garcons in pizzo, che faceva la differenza eh…
Impeccabile e anche parecchio serio il compagno Lorenzo Martone in smoking a fianco di Jacobs, che invece pare sia assolutamente a suo agio con questo look vedo non vedo, anzi vedo parecchio. La scarpa è un modello Luigi XVI con grande fibbia che tenta di strappare la scena alla mutanda, ma senza risultato. Che dire, lo amo comunque, ma non avrà peccato di protagonismo rischiando di cadere nel ridicolo?
Immagini via | Twitter @marcjacobs
H&M lancia una provocazione, senza andare troppo per il sottile. Nella nuova campagna per la collezione primavera-estate 2012 domanda retorica: “Louis Vuitton? No, H&M!”. Della serie: perché spendere centinaia (o migliaia) di euro quando puoi avere un abito simile - se non identico - a molto meno? Già, perché? Per amore della moda, per la qualità o solo per la griffe? Annosa questione, che non troverà di certo soluzione in questa sede. Il brand svedese che vanta collaborazioni con stilisti e maison di tutto rispetto e che lancerà presto una linea di lusso, ha creato una linea che riprende i must have proposti da Marc Jacobs sulle passerelle lo scorso anno.
Colletto bianco con ricami retrò, gli stessi della gonna color menta, camicetta giallo tenue e in generale una collezione con nuances pastello molto simili a quelle di Louis Vuitton. Di certo non c’è nulla di male nel riprendere e sviluppare le tendenze delle sfilate, in fondo è così che funziona la moda. Ma provocare in questi termini non è in qualche modo sminuire un marchio storico? Può la moda essere riconducibile solo a una questione di prezzo? Fateci sapere la vostra opinione!
Ha compiuto ieri 49 anni Marc Jacobs, dal 1997 direttore creativo e punta di diamante di Louis Vuitton, una delle maison più amate del mondo. Altrettanto popolari sono le sue due omonime linee di abbigliamento Marc Jacobs e Marc by Marc Jacobs (la meno costosa delle due), ma quello che colpisce di più e che rende lo stilista statunitense così apprezzato e amato è soprattutto il suo stile. La gonna è diventato oramai il suo marchio di fabbrica (non c’è occasione in cui non si presenti in sottana), si sente perfettamente a suo agio nei panni della “star”, il suo fisico ultra tatuato è stato fotografato anche per le campagne di Louis Vuitton e fa sognare indistintamente donne e uomini (ma Marc pare essere fedelissimo a suo marito, Lorenzo Martone).
Marc è in tutto e per tutto un vero personaggio. Ma ciò che piace di più di lui è lo stile inconfondibile: indubbiamente uno degli stilisti più influenti del nostro tempo, il suo genio creativo è riuscito negli anni a portare innovazione pur rimanendo fedele alle linee guida di uno dei marchi storici della moda, come la qualità e la sartorialità.
La prestigiosa rivista inglese Time ha stilato la classifica delle 100 icone fashion dal 1923 (anno in cui nacque il giornale) a oggi. Elencarle tutte è impossibile, ma sappiate che sono presenti molti italiani e nell’elenco sono inclusi stilisti, fotografi, modelle, muse. Tutte personalità che hanno influenzato il mondo della moda e ne hanno cambiato lo stile e la concezione stessa. Tra i nomi più importanti tutto il meglio del nostro Made in Italy: Giorgio Armani, Dolce&Gabbana, Gianni Versace, Valentino. Dal versante francese c’è Coco Chanel, che ha rivoluzionato la moda femminile negli anni ‘20, liberando le donne da costrizioni di corsetti e laccetti, Christian Dior, Yves Saint Laurent; poi troviamo Tom Ford, che ha riportato in auge la maison fiorentina Gucci con campagne pubblicitarie provocatorie e sexy; tra i nomi illustri figura anche il tanto contestato John Galliano, direttore creativo di Dior fino alla sua cacciata per le accuse di antisemitismo.
E poi ancora: Marc Jacobs, Calvin Klein, Karl Lagerfeld (non poteva di certo mancare), il genio della suola rossa Christian Louboutin, Miuccia Prada, Alexander McQueen, Elsa Schiaparelli, Levi Strauss. Per le modelle troviamo Gisele Bundchen, Kate Moss, Cindy Crawford. Qui potete trovare l’elenco completo per scoprire che anche personaggi celebri che apparentemente non c’entrano nulla con la moda (tipo i Beatles) hanno fatto la storia e creato tendenze fashion.
100 icone fashion secondo il Time
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Foto | TMNews
Uscirà il 24 aprile e sarà edito da Rizzoli, in collaborazione con il Musee des Arts Decoratifs di Parigi, il libro cult che ripercorre la storia di Louis Vuitton dal 1854 a oggi. Il volume celebra il ruolo dei due uomini che hanno cambiato le sorti di una delle maison più importanti del mondo della moda. Uno è naturalmente l’omonimo fondatore, che trasformò una piccola bottega di Parigi in uno dei marchi di maggior successo e riconosciuti nel mondo.
La seconda figura chiave è quella di Marc Jacobs, direttore creativo di Vuitton dal 1997, che ha inaugurato quella che è definita nel libro una “nuova era, con una serie di collaborazioni con artisti e designer - come Takashi Murakami, Richard Prince e Stephen Sprouse - così come la progettazione di una linea di abbigliamento di grande successo e fortemente voluta dall’azienda”. Uno stilista amatissimo e apprezzato da addetti ai lavori e appassionati di moda, che conferma a distanza di 15 anni l’evoluzione di Louis Vuitton come marchio di lusso e dalla grande artigianalità.
Via | Selectism
Foto | TM News
Marc Jacobs torna con l’omonima collezione A/I 2012-13 e lo fa a New York, con una sfilata che lascia senza fiato. Come per Karl Lagerfeld, Jacobs ama gli allestimenti spettacolari, con scenografie degne di un set cinematografico. Questa volta a si è affidato a Rachel Feinstein, che ha realizzato un’imponente villaggio (o foresta incantata?), con un’anima decadente e fatua. Lo stile è quello alla Tim Burton, così come i capi che sfilano su una passerella che riproduce un sentiero (con tanto di fontana nel mezzo): grandi cappelli di pelliccia, gonne sotto al ginocchio, stole e capispalla di ogni tipo.
La donna di Jacobs è strega e damina volutamente trasandata, con cenni di piratesco che donano quel tocco glam irresistibile. I tessuti sono elaborati, il tartan rosso è rivisitato con stile e il tweed è mixato con la pelle. Gli abbinamenti di colore giocano sul nero, le sfumature di grigio e colori accesi come il giallo o il glicine (ma solo per alcuni dettagli), le scarpe arrivano direttamente da una corte settecentesca e sono impreziositi da Swarovski. Bisognava attendere Jacobs per vedere qualcosa di realmente creativo sulle passerelle di New York? È chiaro che questa collezione o la si odia o la si ama. E noi la amiamo. Così come Marc Jacobs è amato dalle celebrità: Jared Leto, Dakota Fanning, Anna Dello Russo e Maria Sharapova. Tutti presenti ad applaudire lo stilista. Voto 9.
NYFW - Marc Jacobs A/I 2012-13




Continua a leggere: New York Fashion Week: Marc Jacobs autunno-inverno 2012-13

È un tripudio di colori pastello, merletti e gelati, quello della nuova campagna pubblicitaria di Louis Vuitton P/E 2012. Oggi non è il Marc Jacobs Day, tranquille. Vi abbiamo dato un paio di anteprime sulle follie formato video del suo genio creativo, è vero, ma qui si tratta di puntare l’attenzione sulla campagna più candy e allegra che si sia mai vista nella storia della maison.
Lo stile è indubbiamente quello leggiadro degli anni ‘50 (scommetto che avete pensato subito anche voi a Grease), i pettegolezzi che fingono di scambiarsi le modelle Daria Strokous e Kati Nescher sono quelli tipici da salone di bellezza e casco sui capelli (per cotonarli meglio). Steven Meisel è l’autore degli scatti, che riesce a dare quell’impronta allegra-retrò che fa della campagna una vera delizia agli occhi. È forse lo stesso Marc Jacobs che riesce a descrivere al meglio l’essenza della campagna:
“E ‘tutto molto morbido e molto dolce, ma allo stesso tempo molto audace e molto grafico.”
Louis Vuitton - Campagna P/E 2012


Via | Fashionista
Dopo il Night Club di Lanvin e la poesia di Christian Dior, arriva il momento di scoprire che tipo di auguri ci ha riservato Marc Jacobs per queste feste natalizie. In realtà si tratta di corti promozionali, che hanno come protagonista un capo o un accessorio. Nel primo video, foto di famiglia, composta da ragazzi dall’aria non proprio sveglia e dove il capo cult è il bomber di pelliccia.
Si volta pagina, con il gioco, una via di mezzo tra una guerra di palle di neve e di cuscini. Ma l’arma è la canvas tote bag Marc Jacobs, che si svela alla fine del video.
Continua a leggere: I video pazzi di Marc Jacobs per le feste natalizie
Oh oh, ecco di cosa si parla in città; c’è un uomo mezzo nudo che passa l’aspirapolvere sul letto e indossa un abitino verde tutto ricamato di fiori e delle scarpette in plastica col tacco, per un totale di shopping di poco più di 1.000 dollari; non è il sequel di Priscilla, ma poco ci manca. Ecco la collezione Resort 2012 secondo Marc Jacobs, evidentemente in vena di umorismo.
Ma comunque, ci siamo abituati ormai e lo sappiamo bene che a lui piacciono le campagne originali, strane, completamente fuori dagli schemi e alla fine, l’importante è -come sempre- che se ne parli.
Il video è molto curato, girato in bianco e nero, lasciando astutamente il colore dell’abito e degli accessori bene in evidenza; ma c’è chi lo trova esagerato e chi invece azzeccatissimo. A voi verrebbe voglia di comprare il vestitino? E le scarpe un po’ maltrattate sul piumone? In realtà a me produce un certo straniamento, resta il fatto che come minimo ti rimane impresso; dall’altra parte dell’oceano, chissà cosa ne pensa quell’altro super-creativo di Karl Lagerfeld.