
Dopo il Meditation Tour, ovvero il fashionshow di Frankie Morello di cui abbiamo seguito il live, ho avuto il piacere di intervistare gli stilisti del brand da loro fondato, Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti. Il dietro le quinte della passerella milanese (ricordiamo che l’occasione è quella della settimana della moda uomo) è un frenetico ed euforico backstage composto da modelli pronti per correre alla sfilata successiva, addetti stampa che cercano di farsi largo tra la folla di amici/conoscenti/fans che riempiono di complimenti i due designers per poter fare l’intervista e vari addetti ai lavori. Riesco finalmente ad avvicinarmi agli stilisti e a prendere parola.
D - Ciao, innanzitutto vi faccio i complimenti per lo show. E vi chiedo subito: come mai la scelta di un uomo nudo (Giuseppe Sartori, NdR) in passerella? Si può interpretare come un ritorno alle origini?
R - In un certo senso sì. Abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sul ruolo del capo rispetto all’uomo, il valore che ha e che noi diamo all’abito stesso. L’idea di base è quello di un viaggio e di una nuova presa di coscienza, l’abito come cosa superflua, come un accessorio che è l’involucro e non l’essenza dell’uomo. Quindi la scelta era quella di rappresentare un uomo totalmente nudo, che si spoglia del superfluo per un ritorno all’essenza e alla spiritualità. La metamorfosi è evidente: dalla prima parte della sfilata in cui sfilano capi eccentrici simbolo della vita notturna, alla graduale spoliazione. Questo è anche un momento molto particolare per la moda e l’haute couture, soprattutto a fronte della crisi e del periodo storico che stiamo vivendo, quindi ci è sembrato naturale porci delle domande e fare questo viaggio meditativo. Tipo: è davvero necessaria la moda? Che ruolo svolge in questo momento?
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“Meditation Tour” è l’evocativo titolo della sfilata uomo A/I 2012-13 di Frankie Morello. Fashionblog, invitato direttamente dal brand, ha avuto l’onore di partecipare al live dello spettacolare fashionshow e di intervistare gli stilisti Maurizio Modica e Piefrancesco Gigliotti. Inizio quindi col farvi la cronaca del viaggio meditativo che ci hanno fatto intraprendere i due designers. È un viaggio metaforico ma anche temporale: si parte con lo scintillio dell’oro applicato su completi neri della vita notturna, si passa poi alla fase iniziale di metamorfosi, con ricami, lana lavorata e colori che rievocano la frenesia della giornata lavorativa, per arrivare all’ultima parte di totale trasformazione, con tessuti leggeri e trasparenti e abiti ridotto all’indisepnsabile. Come se fosse una nuova alba, una sorta di mistificazione dell’individuo, che si spoglia del superfluo per valorizzare l’importanza dell’essere.
E in effetti un uomo nudo sulla catwalk si è avvistato. L’attore italiano Giuseppe Sartori, che per l’occasione ha prestato la sua immagine come modello e ha sfilato con addosso solo un pareo. Che ha fatto scivolare a metà passerella rimanendo completamente nudo. Una metafora d’effetto, non c’è che dire. A coprire gli “ohh” di stupore ci ha pensato l’eclettico artista francese Benjamin Dukhan, che ha allietato lo show con una performance live di Burger Girl, progetto musicale da lui creato, e che ha accompagnato la metamorfosi trasformando gradualmente la sua musica in concomitanza con i capi. Voto 9. Per scoprire altri dettagli sulla sfilata non perdetevi l’intervista agli stilisti, a breve online.
Frankie Morello - Fashionshow 2012 Milano




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