
Che la moda possa essere applicata a diverse discipline non è una novità. Pensiamo al rapporto moda-arte, ad esempio. La moda che si presta al cinema, al design, alla fotografia. La moda è tanto versatile fino ad arrivare a contaminare il cibo. È questa, infatti, la teoria di Joanne Finkelstein, docente di Scienze Sociali all’Università di Greenwich, secondo cui l’influenza della moda sul cibo ha cambiato la società fin dall’apertura dei primi ristoranti in Europa. C’è poi Fulvio Bonavia, uno dei fotografi italiani più apprezzati all’estero, che sull’argomento ha scritto addirittura un libro, “Una Questione di Gusto”, in cui celebra il legame tra cibo e moda. Un argomento a metà tra Fashionblog e Gustoblog, a dirla tutta.
Le immagini che vedrete nella gallery vi lasceranno senza parole ma con l’acquolina in bocca: pochette di mirtilli e more, bag di cavoli e cavolfiori, pendenti di ribes, berretti di carciofi. Bonavia si è immaginato un mondo di accessori gustosi, con il cibo al servizio della moda. Ma non solo. Si è spinto oltre, andando ad ammiccare a maison come Alexander McQueen e Luis Vuitton, ricoprendo degli abiti esclusivi con lattuga e noci. Per alcuni l’idea non solo sembrerà azzardata, ma addirittura dissacrante.
Posto questo video che ho trovato su YouTube perchè se amate la moda quanto la amo io non potrete che trovarlo geniale: in 100 secondi vengono raccontati 100 anni di moda e di diversi stili. Il video è stato relizzato da uno shopping center e attraverso le immagini riconoscerete i mini abiti della Swinging London degli anni Sessanta, lo stile Grease con jeans aderente e camicia annodata sotto il seno, l’eleganza raffinata dei tallieur longuette degli Anni Quaranta, il pop esagerato degli anni Ottanta. Fino ai giorni nostri, in un viaggio nel tempo modaiolo divertente e intelligente.
Molti conoscono già Pigchic, un blog di moda e lifestyle molto divertente, di cui vi avevamo già parlato qui. Oggi esce in libreria il primo romanzo di Demetra Dossi, fashion blogger e autrice di “Pigchic, la moda l’amore la sfiga”, edito da Rizzoli. Un romanzo, lo dice il titolo stesso, che vede Dafne, la protagonista, muoversi tra eventi e cocktail mondani e modaioli, piccoli problemi di tutti i giorni, e grandi sogni.
Da blogger a scrittrice: come nasce questo romanzo?
Il romanzo è nato grazie a una serie di fortunati eventi. Dopo essere stata citata in un articolo del Corriere della Sera, nel febbraio del 2010, il mio blog è giunto alle orecchie della sezione narrativa della Rizzoli. Il mio modo di scrivere e parlare di moda è piaciuto e così è iniziata l’avventura.
Chi conosce e legge il tuo blog sa che sei una fashion blogger un po’ fuori dagli schemi, e la protagonista del libro, Dafne, sembra proprio ispirarsi a te: quanto c’è di autobiografico nel libro?
Il libro non è la mia autobiografia. Nello scrivere il romanzo ho preso ispirazione dalla mia vita ma la maggior parte degli aneddoti, dei dialoghi e degli eventi raccontati nel libro sono frutto della mia fantasia. Anche il carattere della protagonista non è uguale al mio. Dafne è sì pasticciona, appassionata di moda e con la testa sempre fra le nuvole come me, ma sotto molti aspetti differisce dal mio carattere. E’ più coraggiosa e spavalda.
Credi che l’uscita del libro sarà un modo anche per tastare il terreno e vedere quante/ dei tuoi colleghi bloggers ti supporteranno?
Questa è una domanda che non mi sono mai posta. Il supporto da parte della comunità blogger è sicuramente gradito e già oggi molte persone hanno fatto il possibile per dar voce al mio libro. Tuttavia cerco di fare del mio meglio per camminare con le mie gambe senza basare tutta la promozione sull’aiuto degli altri.
Tu nasci e vivi nel Web, e per l’uscita del libro hai creato un sito ad hoc: la promozione passerà attraverso blog e siti? Hai in mente qualche iniziativa particolare per chi ti segue sul web?
Punto molto sul web. Non a caso sto preparando alcuni spin-off e anche una serie di illustrazioni collegate alla trama del libro che pubblicherò nelle prossime settimane sul sito del libro.
C’è qualche aneddoto curioso che ci vuoi raccontare del periodo in cui scrivevi?
Terminato il libro, nella fase di revisione, il team della Rizzoli ed io ci siamo accorti che tutto per me era arancione. Pantaloni arancioni, sedie arancioni, tovaglie arancioni, borse arancioni,… e pensare che l’arancio è uno di quei colori che proprio non mi piace.
C’è qualche “sassolino dalla scarpa” che ti vuoi togliere? O che ti sei tolta scrivendo il romanzo?
Alcuni sassolini ci sono ma li tengo per me ;-)
Continua a leggere: Intervista a Demetra Dossi, autrice di "Pigchic, la moda l'amore, la sfiga"

Una delle cose che apprezzo di più (e non è ironia) è la tensostruttura (leggi anche tendone) che è stato posto in Piazza Duomo e che fa da location per alcune sfilate; vedere il Duomo, e Milano, che in giornate di sole fanno da cornice alla moda e al suo circo (se date un occhio per le strade è davvero un circo). Scusate questa romantica digressione sulla città capitale della moda italiana, ma secondo me ogni tanto va ricordato anche questo aspetto. Oggi siamo da Ermanno Scervino, marchio fiorentino che nel giro di pochi anni si è affermato nell’Olimpo della moda.
Passiamo alla collezione. Una collezione che strizza l’occhio al minimalismo e alle signorine bon ton, mantenendo comunque un po’ di quell’anima rock che caratterizza il marchio; è cominciata un’evoluzione, lo stile sta maturando e lo si vede nella ricchissima collezione che sfila in passerella oggi; una passerella che non esiterei a definire titanica, tanti sono i pezzi e i look che abbiamo modo di vedere. Colori dominanti il bianco e il nero, il melanzana e il color cammello, il verde, sia nella nuance in verde acido che in verde bosco, il ghiaccio e il grigio, con qualche tocco di arancione. Tronchetti e sandali con maxi plateau definiscono lo stile di questa donna, che di giorno sceglie mise con cui “coprirsi” e di sera osa di più, come con l’abito a tuta con pantaloni a zampa di elefante che lascia completamente scoperta la schiena, interpretato magistralmente dalla top Bianca Balti.
Gioca sul contrasto il nude look con il cappotto che arriva alle caviglie (e oltre), i pantaloni di lurex si combinano con semplicissimi pull che, sorpresa, portano l’abbottonatura sul retro (come si usava tanti anni fa). La luce è regalata dalle paillettes e dal lurex che illumina anche abiti da sera drappeggiati così come il pull bcbg (bon chic bon genre) abbinato alla strizzatissima gonna a tubo. Il verde acido fa capolino su abiti di linea essenziale e su cappotti, combinandosi con la pelliccia avorio. Anche per Ermanno Scervino la pelliccia è un capo irrinunciabile (ma è eco!) per questa stagione, e diventa la bordura di cappotti, giacche, abiti, cappe. Anche lo styling dei capelli guarda indietro, con i capelli gonfi e raccolti sulla nuca, come si usava negli Anni Sessanta; e, a completare il tutto, occhi bistrati di nero.
Ermanno Scervino





Continua a leggere: Milano Moda Donna A/I 2011 Live: Ermanno Scervino

Tenetevi bene impressi nella mente queste due date: 12 e 13 giugno. Sì, perchè se siete fashion blogger, giovani stilisti, fashion victim, curiosi e volete confrontarvi con realtà diverse del mondo moda, sappiate che a Milano in quei due giorni si terrà FashionCamp, il primo barcamp dedicato alla moda. Realtà indipendenti, nuove tecnologie, pionieri della moda etica, grandi marchi e fashion lovers daranno vita a due giorni di unconferences, workshops ed eventi collaterali.
Oltre a questo ci sarà anche spazio per la creatività attraverso un concorso dedicato agli stilisti che verranno, “Italian Next Fashion Talents”, concorso a cui potranno partecipare giovani designer, che si potranno iscrivere a una delle quattro categorie in concorso: Sera, Pret-à-porter, StreetWear, Eco-glam.
Continua a leggere: A Milano il primo FashionCamp con concorso per designer emergenti

Eccovi alcune immagini della collezione Primavera/Estate 2010 Cycle Jeans, scattate a Los Angeles dal fotografo Adam Secore. Protagonista il denim, le camicie a quadri, maglie e giacchini dalle proporzioni minute ma dalla vestibilità comoda, richiami allo stile dell’America del rock ‘n roll di Elvis. Colori che spiccano su tutti il giallo e il verde, che vanno ad accendere le tonalità tenui del sabbia e grigio.

Continua il momento fortunato per gli abiti monospalla. E, sempre in tema, come dimenticare il tubino monospalla disegnato da Alber Elbaz per Lanvin? Aderente, declinato in diversi colori e tessuti (dal cotone al lino alla pell), è decorato da una maxi ruches attorno allo scollo, che dà movimento e grazia alla linea essenziale dell’abito, per poi virare da monospalla a più classico tubino (come nella versione in arancione). Decisamente un bell’abito, ben costruito, ben fatto; non per nulla è uno dei protagonisti indiscussi di moltissimi editoriali (in apertura Daria Werbowy).
Continua a leggere: Must have P/E 2010: abito monospalla con ruche di Lanvin

Il suo vero nome è Giacomo, ma chiamatelo pure Jake, ed è il fashion blogger di jakeinprogress.style.it. Pugliese di nascita e milanese d’adozione è laureato in Relazioni Pubbliche, lavora nella moda come PR, ha una grande passione per la fotografia. Due facce della stessa medaglia che diventano il passatempo perfetto: in giro per la città con una digitale in mano, cattura dettagli di stile partendo dalla strada, dove le tendenze nascono e si evolvono, per una visione di moda possibile e democratica in formato blog.
Come e quando è nato il tuo blog?
A maggio 2007 avevo appena finito l’università e tra un CV e un colloquio, ho deciso di aprire un finestra sul web. Non avevo ancora idea di cosa fare, sapevo solo che sarebbe stato un esperimento “in progress”. A questo ho aggiunto Jake, il nome con cui mi chiamano gli amici, ed è nato il mio blog.
Qual è il punto di forza del tuo blog?
Con orgoglio, posso dire che la vera forza sono i miei lettori, che con le loro mail e i commenti mi spingono a continuare a scrivere e a dovermi superare post dopo post, stupendoli e stupendomi.
A chi ti ispiri nel tuo stile asciutto ma sofisticato?
Mi piace leggere, testare, sperimentare e credo che l’autenticità, l’originalità e l’essere se stessi paghi sempre. Il blog è un’estensione del sè, non una sostituzione. E bisogna essere veri.
Continua a leggere: Fashion blogger maschile: intervista a Giacomo, alias Jake in progress

Dal verde brillante al giallo all’arancione, non dovranno mancare per la stagione estiva le iniezioni di colore nel vostro guardaroba di tendenza. Tutte le sfumature di questi colori per un look abbagliante, che illumina tubini, (per dire momentaneamente “basta” anche al little black dress), abiti da sera, abiti rigorosi e vaporosi. Toni ultra strong, decisi, per donne che si vogliono far notare; e se ha ceduto al fascino del colore anche Re Giorgio, cultore e inventore del “greige” e amante dei colori neutri, volete non cedere voi? Nella gallery proposte di Dsquared2, Lanvin, Francesco Scognamiglio, Giorgio Armani, Ferragamo, Lacoste, Pucci, Margiela, Blugirl, Just Cavalli.

Per la prima volta la campagna pubblicitaria per la primavera/estate 2010 del marchio Peuterey non è più scattata in interni, ma in esterno. E per questa sua prima volta il brand sceglie come location la città di Tel Aviv. Una scelta decisamente insolita ed anticonformista per una casa di moda, che ha affidato lo shooting al fotografo di moda israeliano Avi Meroz. Peuterey ha scelto questa particolare città perchè al centro dell’attenzione mondiale per la sua esplosione creativa, perchè è una metropoli moderna attenta alle nuove tendenze e al tempo stesso dalle forti radici che affondano nella storia millenaria, proprio come il marchio, divenuto famoso per i suoi capispalla.
Peuterey campagna pubblicitaria P/E 2010

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