Anelli che sembrano parti di armature misto tra robot e cavaliere medievale, smalti specchiati, con sfumature metal fino all’impossibile, in color oro e argento. Il trend per le mani quest’estate sfiora il futuristico, e le ispirazioni per la moda street sembrano uscite dal film “The Avengers”, non si passa inosservate così, come delle vere e proprie supereroine metropolitane.
Tra borchie, maxi ring e la nail art più wild come protagonista, gli accessori e la cura del dettaglio diventano essenziali per trasformare l’urban look in grinta ed energia allo stato puro, come pure per i tagli dei capelli, sempre più punkeggianti, sempre più alla mohicana e bagnati di tinte color shock. Questo è il mood più in voga tra lo street style, quella parte grunge che si ribella alle tendenze della moda da donna più bon ton e ladylike e predilige lo spirito rock dei quartieri underground.
Un’edizione, quella di Pitti Uomo che si è appena conclusa, all’insegna dell’accessorio. Abbiamo visto occhiali, profumi, ma soprattutto è ufficialmente l’era del cappello. Numerose le proposte e noi abbiamo scelto due brand di riferimento, un leader mondiale Borsalino un emergente Super Duper.
Quest’ultimo nasce dall’estro di Veronica Cornacchini, che si ispira per la donna alla malizia delle donne della Nouvelle Vague e ai ritratti di Lempicka. Mentre per l’uomo lo stile è quello dei grandi attori del cinema muto e dei malinconici musicisti di New Orleans. Dopo questi indizi, provate ad individuare nella gallery, interamente dedicata al cappello, i protagonisti di Super Duper.
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Sempre presente il Re dello street style, Scott Schuman di The Sartorialist, scruta il passaggio per trovare i look migliori di Pitti Uomo. In queste occasioni si inciampa spesso in look improbabili, dove qualcuno si mette tutto quello che ha di strano per fare tipo, con risultati talvolta disastrosi.
Nei primi scatti che ho fatto, sfidando il freddo glaciale di questi due giorni di fiera, si nota come ormai l’occhiale sia diventato un fenomeno di moda irrinunciabile, così come il cappello, accessorio in continua ascesa. Tra i passanti anche qualche volto noto, come Elio Fiorucci e Cesare Paciotti. Continua…
Mancano davvero pochissimi giorni a Natale e noi non ci fermiamo con le nostre idee, perchè lo sappiamo che tra di voi ci sono tipi last minute! Oggi pensiamo al mondo street, quello fatto di felpe, cavalli bassi e sneaker. C’è un pizzico di militare, una macchina fotografica rigorosamente non digitale e il teschio, che mi piace particolarmente declinato nella felpa Malph, realizzato con scotch da elettricisti.
Se siete dei fanatici di Twitter o del jet set americano, avrete forse già sentito parlare di Vashtie Kola. O meglio, Va$htie. Sì, perché è un vero e proprio un Re Mida. La It Girl del Lower East Side, classe ‘81, ha già all’attivo una carriera di tutto rispetto: regista di video musicali (l’ultimo diretto è quello di Justin Bibier), party promoter, fashion creative e modella. Vashtie è stata anche la prima donna designer a progettare le scarpe Air Jordan. La ragazza che viene dalla strada e che ha costruito un impero è stata in realtà fidanzata per cinque anni con Pharrell. Perché, se anche è vero che l’America è il paese delle opportunità e della meritocrazia, si deve ammettere che il talento, almeno in questo caso, è stato aiutato dalle così dette “conoscenze giuste”. Ma veniamo alla sua linea d’abbigliamento Violette New York, che ha da poco presentato. E lasciamo la parola alla designer e imprenditrice, che ha preso spunto dalle sue origini (Repubblica di Trinidad e Tobago) per una collezione autunno-inverno che noi potremmo forse indossare in primavera inoltrata.
“La collezione Rude Boy Yute è ispirata al mio legame con Trinidad. Dopo un paio di viaggi recenti, mi sono sentita in dovere di creare pezzi che rappresentava la cultura del mio luogo d’origine. Ho usato l’iconografia comune delle abitazioni delle Indie Occidentali e ho aggiunto un tocco di pop - una lattina di Ackees, una borsa di Curry, un tappo di bottiglia Carib. Il mio popolo caraibico è noto per i suoi colori e la sua vivacità, ma io ho deciso di rendere la linea più monocromatica possibile, come alcune delle t-shirt bandiera. E ’stato un modo per rendere i pezzi accessibili a chiunque, nonostante il proprio paese di origine”.
Un stile casual che fa presa sulla massa, insomma, con quel tocco di femminilità che non guasta mai e quell’aria da street style che vorrebbe vestire ogni giorno Louis Vuitton. Se ancora si usa la parola “cool”, Vashitie Kola la rappresenta in toto.