Anche se le temperature crollano, i venti soffiano acuti da nord-est, la moda sulle pagine di GQ Germania si fa, in vista della primavera che prima o poi verrà, più leggera. Invitante direi. Con quel movimento, morbido e spigliato, che solo la bella stagione porta inevitabilmente con sé. L’editoriale che vede scendere in campo modelli come Isaac Weber e Jesper Soderman affronta (ariosamente) i grandi trend della prossima primavera.
Sfilano cosi per noi i coloratissimi abiti a giacca, i pantaloni dalle linee morbide e rilassate, le camicie con le tipiche fantasie da foulard (o cravatta), i look etnici ed infine gli amatissimi giubbetti dal taglio svelto e pulito che ci tolgono sempre, duttili e mai capricciosi, dagli impicci.
Via | Gq Germany
Il nero è una costante, un’ancora di salvezza, la stella polare che ci guida nei perigliosi meandri dei nostri poveri armadi. Passano le stagioni, nascono e (inevitabilmente) muoiono mode e trend, ma lui, come un monarca che non conosce decadenza o rivoluzione, rimane ben assiso sul suo trono, simbolo di quel glamour più raffinato, di quell’eleganza che da sempre preferisce camminare, grazie al cielo, in punta di piedi.
Sense magazine l’omaggia, proprio come si conviene ad un grande re, con un editoriale ultra chic che vede scendere in campo e sfilare ordinatamente sulle pagine del giornale il gotha della moda; da Dior Homme a Prada, da Louis Vuitton a Dolce & Gabbana, il guardaroba ancora una volta si tinge elegantemente di nero.
Fotografo: Rrosemary; modello: Tim Meiresone; stylist: Hiroyuki Kai.
Alternativamente chiamato Pea jacket nei paesi anglosassoni, qui da noi non esiste un termine preciso, esatto che lo cristallizzi in poche, inderogabili sillabe. Sicuramente è un giubbetto alla marinara, dalla abbottonatura a doppio-petto e dai baveri spesso disinvolti ed importanti a cui manca, però, un nome netto che ne chiarifichi all’istante, a noi e agli altri, uso e caratteristiche.
In ogni caso, incurante di questa lacuna lessicale, da diverse stagione il pea coat (la sua origine è in realtà olandese) ha invaso i nostri armadi. Declinato spesso in blu (come è logico che sia) o in grigio (tuttavia non mancano versioni più temerarie), non vi è casa di moda che, in questi ultimi frenetici anni, non ne abbia offerto almeno un piccolo, asciutto esemplare.
Alcuni capi della gallery sono disponibili online
Via | Fashionbeans

Giunto alla sua ottantunesima edizione, Pitti Uomo 2012 è il punto di riferimento per la produzione industriale della moda uomo e per orientarsi nelle tendenze. Tantissimi i brand che partecipano, dai più lussuosi ai più street-style, dai classici agli sperimentali; è l’antipasto alle sfilate maschili milanesi, impossibile perdersi le sue novità se si vuole avere una chiara idea di come ci vestiremo.
Perchè si sa, le tendenze maschili finiscono per “contaminare” anche la moda donna e tutto è strettamente connesso. Anche oggi (la manifestazione dura fino al 13 gennaio 2012) vi proponiamo una scelta degli articoli sui brand presenti a questa edizione (in totale più di mille marchi).
Edizione che sin dall’inizio ha registrato un buon afflusso di visitatori e che si distingue per la qualità delle collezioni; forte la presenza del capo artigianale e del pezzo unico, a indicare una personalizzazione sempre più marcata del vestire uomo. Ma vediamo cosa ci raccontano oggi i nostri cugini di Blogosfere:
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Pitti Uomo 2012 è nel suo clou, in una edizione che si propone un po’ come termometro del mondo fashion dopo l’annuncio delle misure restrittive della crisi. Il Giappone è il paese ospite, tanti i buyers nipponici ma l’Oriente partecipa anche con una nutrita schiera di compratori cinesi: la tendenza è guardare al passato, con il recupero dei colori e delle proporzioni che hanno fatto la gloria della moda di un tempo.
Tra i punti di colore che sono vivaci sì, ma nella moda destinata agli under 25 e sono più sobri in generale, la lana è grande protagonista, arricchita dalle lavorazioni iper-tecnologiche; i piumini li trovi in tutte le declinazioni, sempre più morbidi e confortevoli.
Ma veniamo a noi, oltre ai nostri reportage live, vi proponiamo gli articoli dei nostri cugini di Blogosfere; Caterina ci racconta in ogni giorno della kermesse le novità assolute che vengono presentate, con tutte le descrizioni e le immagini dettagliate. Ogni giorno vi segnaleremo una selezione dagli articoli pubblicati, ci sono i brand che partecipano a questa edizione, gli eventi speciali, i personaggi e i suggerimenti sui capi “must have”:
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Michael Pitt è il nuovo testimonial della campagna Prada Uomo per l’estate 2012, si inserisce così anche lui a pieno titolo nell’affollato gruppo di attori hollywoodiani presi a prestito per pubblicizzare le case di moda. A prestito per modo di dire, perchè chissà quanto prendono questi personaggi per accostare il proprio volto a un brand.
Il bel Michael è famoso per i ruoli un po’ sofferti, per le prove da vero attore tormentato e allergico ai copioni seriali; me lo ricordo bene per esempio, nell’impressionante somiglianza con Kurt Cobain in Last Days di Gus Van Sant, oppure nella serie più recente Boardwalk Empire firmata da Martin Scorsese, con quel piglio da scagnozzo con la faccia d’angelo, stile primo Novecento.
La stessa allure la ritrovo in questa nuova campagna di Prada, firmata da David Sims, che ha voluto rievocare un’ambientazione in parte country-chic anni ‘50, in parte gita botanica alle Hawaii. Non si capisce bene il contesto finale, però già da queste foto possiamo imparare molto sulle prossime tendenze uomo: niente cintura, foularino di seta sempre al collo (aperto o chiuso non importa), faccina imbronciata mentre strimpelli la chitarra vintage. E ora avete capito quel’è l’accessorio culto della prossima estate?
Foto | Fashionista
Questa volta l’occhio acuto ed attento di Vogue hommes Japan si focalizza su due aspetti fondamentali della moda (uomo): il colore e il dettaglio. Due caratteristiche che possono veramente fare la differenza, nel bene e nel male. In questo servizio di Brett Lloyd e Lotta Volkova, rispettivamente fotografo e stylist, l’attenzione è naturalmente tutta per il colore e il dettaglio.
Dalle pagine traslucide di Vogue fioriscono così aranci forti come il sole d’estate, azzurri intensi ed inaspettati e tutti quei particolari che sanno innegabilmente aggiungere una preziosa nota di esotismo o sofisticatissima eccentricità al nostro guardaroba.
Uno stile che non conosce tramonto, che non passa mai di moda. Può vivere certo momenti di alterna fortuna; vi sono trend che inevitabilmente gli rubano per un istante (sempre effimero, sempre destinato a passare) le luci della ribalta, ma ecco che ad ogni inizio di stagione il minimalismo in un modo o l’altro, torna a lusingarci con le sue linee essenziali, i suoi colori spesso trattenuti, la sua semplicità sottilmente sofisticata, arricchita a volte anche da particolari bohemien.
Così, impossibile negarlo, ci fa solo piacere scoprire che il fotografo Ivan Muselli ed U+Mag gli hanno dedicato questo elegante editoriale in bianco e nero che vede impegnati in prima fila l’ attento stylist Riccardo Linarelli e come modello il biondo Tom Huekels.
Per tradizione ed abitudine l’autunno preferisce colori discreti. Tinte defilate. Ma qualcosa sta cambiando, già mesi fa annusando nel vento come instancabili segugi sempre alla ricerca di una nuova traccia, avevamo colto nuovi segnali, preziosi scintillii non di luce, badate bene, ma di colore.
La rivista F/homme rompe insieme a noi gli indugi e punta i suoi riflettori sugli aranci, i blu elettrici, i rosa corallo che arrivano fulminei a ferirci lo sguardo. Un caleidoscopio di colori e sensazioni che sembrano sceccherare l’autunno, capovolgerlo con allegria ed infine creare tutta una serie di accostamenti forse avventurosi ma che sanno innegabilmente usare il glamour come certa ed irresistibile arma di seduzione.
Via | Hommemodel
Per consuetudine ed imposizione forse culturale, il guardaroba maschile da sempre è come una grande, immensa tela scura dove il colore -quello più spavaldo ed acceso per intenderci- raramente fa capolino. Da più stagioni il nostro occhio ha registrato però un graduale spostamento in avanti o meglio una gloriosa invasione di campo da parte del colore, stanco ormai di subire questo immotivato ostracismo.
Ecco così spuntare prima qualcosa di giallo, poi qualcosa di rosso o magari -perche no- di rosa. Quasi un servizio d’avanscoperta, in attesa della grande ed inevitabile esplosione che verrà. L’inverno 2012 apre dunque timidamente le porte a questo trend, non nuovissimo (ne abbiamo infatti già parlato a più riprese), ma che forse per una sorta di atavica resistenza o ritrosia, tarda a prendere quota.
Capi tra gli altri di Acne e Raf Simons. Per visionarli/acquistarli cliccate qui e qui.