Da sempre il bianco è il colore dell’estate. Un classico che ha attraversato regalmente i decenni, senza mai conoscere incertezze, senza mai perdere un’oncia di smalto. Così non ci sorprende certo trovare i pantaloni bianchi capolista degli immancabili must have per la primavera 2012. Del resto già nelle calde estati dei primissimi anni sessanta, John Fitzgerald Kennedy, giovane e spigliato presidente d’America, li portava come fossero la quintessenza dello chic, mentre ancora prima nei ruggentissimi anni venti, la moda del bianco impazzava nei circoli più esclusivi, tra i dandy più disinvolti ed à la page.
I pantaloni bianchi dunque oggi come allora (segnamoli svelti svelti sulla nostra shopping list) si confermano come un irrinunciabile pezzo del guardaroba maschile al mare come tra i fumi grigi della città.
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Trend e must have primavera estate 2012: i pantaloni bianchi





Dagli esordi ufficiali nel lontano 1300, quando i contadini francesi in piena rivolta e con indosso una veste corta e svelta furono chiamati Jacques, la giacca, di strada, ne ha fatta indubbiamente tanta. Per incontrare però una vera e propria sahariana (perché questo è quello che in realtà ci interessa oggi, non dimentichiamolo), dobbiamo andare indietro solo di qualche decennio e soffermarci almeno per un istante sull’estro sofisticato e tutto patrizio di Yves Saint Laurent.
A lui dobbiamo infatti il lancio della sahariana negli anni ‘60. Un lancio particolarmente fortunato e spavaldo che ha fatto sì che questa giacca super sportiva ed ultra chic potesse trionfare anche a distanza di tempo sulle passerelle di mezzo mondo, assecondando le bizze di questo o quello stilista, interpretando i bisogni dell’uomo del nuovo millennio ed infine affermandosi, un po’ per puro capriccio, un po’ per vera necessità, come assoluto ed innegabile must have per l’estate 2012.
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Ne abbiamo appena parlato ed ecco che il motivo quasi ossessivo della fantasia, grande o piccola non sembra importare molto, balza nuovamente e prepotentemente in prima pagina. Nell’editoriale di Wonderland stampe floreali ed arabeschi sontuosi ci ricordano per l’ennesima volta (e con tono a dir poco imperioso) che la fantasia sarà una delle grandi tendenze della moda uomo per la primavera e l’estate 2012.
I nomi, d’altronde, sono quelli che fanno inevitabilmente venire l’acquolina in bocca ( da Givenchy a Versace a Comme des garcons), mentre volto e corpo che animano la cover story - creata così abilmente da Daniel King e Bruce Pask - sono quelli del giovane e promettentissimo Jess Shannon.
A quanto pare la primavera 2012 non esploderà solo su davanzali e giardini. La natura quest’anno avrà un suo piccolo ma prezioso contraltare nel guardaroba dell’uomo alla moda. Fantasie e motivi più o meno allegri sono destinati ad inseguirsi e pedinarsi (così almeno avrebbe detto una celebre giornalista degli anni ‘50) su camicie e pantaloni.
Del resto le avvisaglie ci sono state. Le passerelle nazionali ed internazionali ci hanno parlato chiaramente ed ora è tempo di passare con decisione e magari un pizzico di faccia tosta all’azione. Da Givenchy a Prada, la moda uomo diventa un balcone fiorito, un giardino esotico oppure – perché no- un gioco elegante e ardito di fantasie-foulard.
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Occhiali dalle montature nere o tartaruga, giacche svelte, ma spesso accompagnate da un vezzoso farfallino ed ancora pantaloni smilzi che sfiorano appena la caviglia, lasciando intravedere, civettuolmente, la calza più o meno vistosa. Questa, molto sommariamente, l’immagine dell’intellettuale (o del professore universitario, se preferite) nell’immaginario collettivo.
Una tipologia sfruttatissima in queste ultime stagioni e che fa chiaramente, palesemente l’occhiolino agli anni sessanta e settanta, fonte inesauribile ormai per sarti e stilisti, a Milano come a Parigi. Da Salvatore Ferragamo a Prada, da Burberry a Hermès (passando da Diesel Black Gold e Dries Van Noten) il look dell’intellettuale ultra-chic è passato di trionfo in trionfo e, a quanto si vede in giro, non sembra minimamente intenzionato a demordere – a finire, come spesso accade con la moda, sotto naftalina.
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Il rigore della linee è in realtà un delizioso specchietto per le allodole, le forme geometriche, che ci ricordano a volo la severità di figure studiate sui banchi di scuola, tentano, sorridendoci (un po’ gelidamente) solo di confonderci, perché a dirla tutta questa improvvisa ossessione per il corto, sottolineata, con una spolverata di glamour, da Odda magazine nell’editoriale firmato Rainer Torrado, ha un accento, innegabilmente, vistosamente femminile e civettuolo.
Dal francese Dior homme allo spagnolo Juan Carlos Morante, l’uomo per la prossima primavera estate si mette” a nudo”, sfodera la gamba e non si tratta certo dei soliti cari bermuda. Questa volta, come potete ben vedere, si osa molto di più.
Moda uomo primavera 2012: il corto per lui
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Anche se le temperature crollano, i venti soffiano acuti da nord-est, la moda sulle pagine di GQ Germania si fa, in vista della primavera che prima o poi verrà, più leggera. Invitante direi. Con quel movimento, morbido e spigliato, che solo la bella stagione porta inevitabilmente con sé. L’editoriale che vede scendere in campo modelli come Isaac Weber e Jesper Soderman affronta (ariosamente) i grandi trend della prossima primavera.
Sfilano cosi per noi i coloratissimi abiti a giacca, i pantaloni dalle linee morbide e rilassate, le camicie con le tipiche fantasie da foulard (o cravatta), i look etnici ed infine gli amatissimi giubbetti dal taglio svelto e pulito che ci tolgono sempre, duttili e mai capricciosi, dagli impicci.
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Il nero è una costante, un’ancora di salvezza, la stella polare che ci guida nei perigliosi meandri dei nostri poveri armadi. Passano le stagioni, nascono e (inevitabilmente) muoiono mode e trend, ma lui, come un monarca che non conosce decadenza o rivoluzione, rimane ben assiso sul suo trono, simbolo di quel glamour più raffinato, di quell’eleganza che da sempre preferisce camminare, grazie al cielo, in punta di piedi.
Sense magazine l’omaggia, proprio come si conviene ad un grande re, con un editoriale ultra chic che vede scendere in campo e sfilare ordinatamente sulle pagine del giornale il gotha della moda; da Dior Homme a Prada, da Louis Vuitton a Dolce & Gabbana, il guardaroba ancora una volta si tinge elegantemente di nero.
Fotografo: Rrosemary; modello: Tim Meiresone; stylist: Hiroyuki Kai.
Alternativamente chiamato Pea jacket nei paesi anglosassoni, qui da noi non esiste un termine preciso, esatto che lo cristallizzi in poche, inderogabili sillabe. Sicuramente è un giubbetto alla marinara, dalla abbottonatura a doppio-petto e dai baveri spesso disinvolti ed importanti a cui manca, però, un nome netto che ne chiarifichi all’istante, a noi e agli altri, uso e caratteristiche.
In ogni caso, incurante di questa lacuna lessicale, da diverse stagione il pea coat (la sua origine è in realtà olandese) ha invaso i nostri armadi. Declinato spesso in blu (come è logico che sia) o in grigio (tuttavia non mancano versioni più temerarie), non vi è casa di moda che, in questi ultimi frenetici anni, non ne abbia offerto almeno un piccolo, asciutto esemplare.
Alcuni capi della gallery sono disponibili online
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Giunto alla sua ottantunesima edizione, Pitti Uomo 2012 è il punto di riferimento per la produzione industriale della moda uomo e per orientarsi nelle tendenze. Tantissimi i brand che partecipano, dai più lussuosi ai più street-style, dai classici agli sperimentali; è l’antipasto alle sfilate maschili milanesi, impossibile perdersi le sue novità se si vuole avere una chiara idea di come ci vestiremo.
Perchè si sa, le tendenze maschili finiscono per “contaminare” anche la moda donna e tutto è strettamente connesso. Anche oggi (la manifestazione dura fino al 13 gennaio 2012) vi proponiamo una scelta degli articoli sui brand presenti a questa edizione (in totale più di mille marchi).
Edizione che sin dall’inizio ha registrato un buon afflusso di visitatori e che si distingue per la qualità delle collezioni; forte la presenza del capo artigianale e del pezzo unico, a indicare una personalizzazione sempre più marcata del vestire uomo. Ma vediamo cosa ci raccontano oggi i nostri cugini di Blogosfere:
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