Intervista a Vanessa Incontrada, testimonial di Persona

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Vanessa Incontrada è un tipino attivo, lo sappiamo, da' l'impressione di essere sempre molto presa da mille progetti, e mai una volta che la vedi col broncio! Beata lei, quale sarà il suo segreto? Noi di fashionblog l'abbiamo intervistata, cercando di farci svelare qualche dettaglio inedito sul suo rapporto con il luccicante mondo della moda. Come saprete, Vanessa è la bellissima testimonial di Persona, linea d'abbigliamento dedicata alle forme morbide, del gruppo MaxMara. Allegra, positiva e con le curve al posto giusto, a noi Vanessa, l'avrete capito, piace un sacco, vediamo un po' cosa ci ha raccontato:
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Hai iniziato la tua carriera facendo l’indossatrice quando eri ancora molto giovane. Come ti sei trovata nel mondo della moda?

“E’ iniziato tutto un po’ per gioco, io avevo sempre l’esigenza di viaggiare. Amo molto farlo e questo lavoro mi dava l’opportunità di conoscere cosa ci fosse al di là della mia Spagna e della mia Barcellona. Cominciai così poi, andando tutto bene, l’anno successivo dissi a me stessa che sarei tornata all’Università. Quell’anno alla fine non è mai arrivato, sono approdata in Italia e da allora la mia vita professionale è stata caratterizzata soprattutto in questo Paese”.

Da appassionata da sempre di moda, stai attenta al look di stagione?

“No, non me ne importa niente. Sono testimonial di questa azienda perché mi piace molto come lavora a livello umano, l’approccio che ha con le persone. “Persona” aiuta le persone a vestirle, a renderle felici e per questo sono contenta di esserne l’immagine. Anche a me piace aiutare gli altri nel vestire, lo faccio anche con mio figlio: adoro curarlo nel più piccolo dettaglio”.

C’è una figura del presente o del passato alla quale fai riferimento?


“A dire il vero no, mi vesto con quello che mi sento a mio agio senza farmi condizionare dalle icone”.

Da quanto dura questa tua collaborazione con la ditta Persona?


“Questo sarà il secondo anno”.

La tua collaborazione va in controtendenza rispetto alle dive e starlette del piccolo e grande schermo, le quali preferiscono magari essere testimonial di stilisti che rappresentano la classica taglia 42 mentre tu hai preferito un’azienda specializzata in taglie morbide. Come mai?

“Non ho scelto Persona perché si occupa di taglie morbide. Ho semplicemente sposato la filosofia di questa azienda perché mi è piaciuto il loro modo di approcciarsi al pubblico. Non penso ci siano taglie morbide e taglie 42: tutti hanno il diritto di vestirsi bene e come meglio credono senza farsi condizionare dagli stereotipi e Persona lo fa bene”.

Secondo te le donne si vestono per piacere agli uomini o per suscitare l’invidia delle altre donne?

“Parlo per me anche se credo che questo discorso valga per le donne in generale. Se mi piace vestirmi, quello che indosso deve piacere innanzitutto a me stessa e poi agli altri. Se non ti piace quello che indossi, inconsciamente anche il tuo modo di gesticolare, di camminare cambia, ti incupisci. Posso pensare una sera di farlo per piacere a mio marito però credo che prima di tutto si scelga un determinato abito perché piace e poi eventualmente per far colpo. Quanto all’invidia delle altre donne, è una cosa che neppure mi ero posta”.

E qual è invece la tua opinione dell’immagine della donna nella moda di oggi?

“Credo che la donna stia diventando sempre più elegante, raffinata e lineare. Penso siano le caratteristiche più importanti nelle persone, uomo o donna che siano”.


Secondo te qual è il look perfetto per un uomo?

“Non c’è un look perfetto. Ci sono momenti in cui un bell’uomo sta bene con una maglietta e un paio di jeans e altri, come in una serata di gala come questa, con un bello smoking e una camicia bianca sotto. Può essere affascinante in entrambi le situazioni, dipende dal contesto”.

In generale qual è il tuo rapporto con la moda? Cosa fai la mattina?

“Apro l’armadio e metto la prima cosa che vedo. Dal jeans e la maglietta, alla tuta, alla camicia, al maglione. Dipende da come mi sento quella giornata e quello che mi metto. Raramente mi vedrei con un tacco, forse perché faccio un lavoro dove in parte sono in qualche modo obbligata a portarlo. Nella mia vita privata quindi tendo a mettere scarpe più comode”.

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