I manichini di American Apparel con il pube anni '70

Manichini in lingerie con abbondante pelo sul pube. È questa l'ultima provocazione di American Apparel, brand statunitense dall'animo ribelle, lanciata attraverso le vetrine di uno store nel quartiere di Soho, a New York. Tre manichini con tre distinti completi di intimo bianco trasparente danno sfoggio della loro mercanzia, con tanto di capezzoli in bella vista, mettendo in imbarazzo i passanti (per lo meno quelli dotati di senso estetico). Roba che nemmeno una femminista degli anni settanta. L'azienda ha raccontato a Elle da dove nasce l'idea dell'allestimento hot:

Manichini American Apparel

American Apparel è un'azienda che celebra la bellezza naturale e la vetrina di San Valentino del Lower East Side incarna questa celebrazione. L'abbiamo ideata per invitare i passanti ad esplorare l'idea di ciò che è sexy e considerare le proprie comodità in rapporto alla forma femminile naturale. È la stessa idea che sta dietro alle nostre pubblicità, in cui evitiamo molti degli standard photoshoppati e aerografati del settore moda. Finora abbiamo ricevuto delle risposte positive e non vediamo l'ora di sentire più punti di vista.


 

American Apparel

La maggior parte delle reazioni dei passanti è risultata divertita, com'era facile immaginarsi. La vetrina dello store dedicata al giorno degli innamorati non sarà la quintessenza del romanticismo, ma mostra senza dubbio l'altra faccia dell'amore: quella per il corpo femminile al naturale. Un po' new age come filosofia, ma di sicuro impatto mediatico.

American Apparel è celebre per le sue campagne pubblicitarie provocatorie e controverse, - quasi tutte ideate dal CEO dell'azienda californiana Dov Charney - considerate tra le migliori del settore. Hanno spesso a che fare con il sesso e la sessualità (tra le più famose quelle con protagonisti le attrici porno Lauren Phoenix, Charlotte Stokely, Sasha Grey e Faye Reagan) e per questo sono state in molti casi censurate dalle autorità americane.

Via | Fashionistas
Foto | Twitter

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