Parigi Fashion Week - La sfilata di Louis Vuitton secondo Suzy Menkes

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Il mondo delle giornaliste di moda ci appare come una nuvola di inglesismi e francesismi il più delle volte incomprensibili, con apparizioni in improbabili mise già di primo mattino e atteggiamenti al limite della sopportazione. In realtà il giornalismo di moda è lavoro durissimo, perchè non stacchi mai; e bisogna avere mille antenne per captare quei dettagli che gli altri -si spera- non noteranno, oltre ad aver macinato quintali di libri per fare i dovuti collegamenti con la storia dell'arte e del costume.

Uno dei colossi in materia molti lo conoscono già, è Suzy Menkes dell'International Herald Tribune (l'edizione internazionale del New York Times); più volte l'ho incrociata alle sfilate di Milano con quel suo simpatico ciuffo impennato sulla fronte e l'impressione era sempre che avesse molto molto da fare e troppo poco tempo per stare lì a darsi delle arie, in piena linea con la sua fama di una che non le manda a dire ed è immune da qualsiasi influenza editoriale. Vediamo oggi cosa dice la Suzy della sfilata di Louis Vuitton che si è tenuta ieri a Parigi:

Le viaggiatrici di Marc Jacobs per Vuitton A/I 2012 sono spettacolari grazie ai broccati, ai ricami e alle applicazioni di poligoni riflettenti a effetto olografico... Ma come si fa a portarsi dietro tutti quei cappotti svasati? Niente paura, Marc Jacobs ha creato una serie di accessori perfettamente intonati, dal classico monogramma alla shopper in pelliccia. La moda è un viaggio e lo dice anche Yves Carcelle, l'uomo Vuitton che negli ultimi vent'anni ha traghettato il brand da valigeria di lusso a linea d'abbigliamento cult; e Mr. Jacobs dal backstage (questa volta indossa un completo Comme del Garcon invece del solito kilt), ci fa sapere che il look stratiforme è senza dubbio una delle tendenze più forti della prossima stagione. E visto che l'unico treno che ha mai preso è stato un Eurostar, Marc ha disegnato per la donna viaggiatrice due stili ben definiti: quello comodo con le linee ad A, per muoversi liberamente e quello decorativo e luccicante che ricorda esotismi lontani.

Avete capito, insomma, la sostanza e spero che Suzy non me ne vorrà: il prossimo inverno quando prenderete il treno dovrete essere comode, possibilmente con un bel cappotto cammello svasato e la gonna a seguire. Ma per saltare e scendere dal treno con grazia vi servirà anche emanare tanti riflessi e bagliori, un po' per la tendenza e un po' per segnalare al conducente di aspettare a chiudere le porte.

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