Se Tiffany perdesse il suo colore?

Se Tiffany cambiasse il suo colore, modificasse le scatoline, sarebbe ancora Tiffany? Probabilmente sì, ma il nostro cuore romantico sicuramente cadrebbe a pezzi.

Ci sono colori e dettagli che fanno parte della storia di un brand. Diventano il segno distintivo di una griffe, come la suola rossa di Christian Louboutin o le pareti grigio perla delle boutique di Christian Dior. Chi non conosce il verde Tiffany? È una nuance unica, più chiara di un verde pastello, più intenso di un color menta e al tempo stesso più caldo di un semplice azzurro.

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La scatoletta verde di Tiffany è il pacchettino più prezioso che esiste. Una donna che lo riceve sa che quel regalo conta qualcosa, non solo perché racchiude una creazione della famosa gioielleria, ma anche perché rappresenta un pegno (d’amore). La sindrome di Audry Hepburn è lì, dietro l’angolo per tutti.

Ecco quindi che le dichiarazioni del direttore creativo Francesca Amfitheatrof a Vogue hanno lasciato tutti perplessi, quasi sconcertati. Ha ammesso di non aver paura di lasciare il segno cambiando il famoso packaging. Anche voi temete di avere presto il cuore infranto?

Potrei fare edizioni limitate, magari in un modello.

Francesca Amfitheatrof conosce il mestiere e sa che ogni tanto cambiare è qualcosa di positivo, è simbolo di rinnovamento. La sua maison produce oggetti da tutte le tasche, dai portachiavi da 100 dollari a gioielli raffinatissimi in platino e diamanti di inestimabile valore. Ecco speriamo che questo rinnovamento non sia radicale, il verde Tiffany fa ormai parte di noi.

Via | Vogue

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