Rihanna vince contro Topshop nella battaglia per una t-shirt

Rihanna non aveva digerito la scelta di Topshop di inserire, senza il suo consenso, una sua immagine in una t-shirt venduta dal marchio di moda low cost nei suoi negozi. E un giudice ha dato ragione alla cantante.

Barbadian pop star Rihanna poses for pictures on the red carpet upon arrival to attend the British Fashion Awards 2014 in London on December 1, 2014. AFP PHOTO/JUSTIN TALLIS        (Photo credit should read JUSTIN TALLIS/AFP/Getty Images)

Rihanna ha vinto la sua battaglia legale contro il colosso di moda low cost Topshop, reo di aver usato, senza il suo permesso, una sua immagine in una t-shirt che il marchio ha venduto nei suoi store. La storia risale al 2013, ma solo oggi è giunta ad una conclusione con la decisione dei giudici di condannare il brand a risarcire la cantante.

Ma torniamo indietro nel tempo di due anni, nel 2013, quando Rihanna citò in giudizio Topshop perché aveva venduto una t-shirt con una sua immagine. La cantante non era stata contattata dal marchio di moda, che quindi non aveva ricevuto il suo benestare per la realizzazione di questa maglietta.


In quell'occasione il giudice diede ragione a Rihanna, perché i clienti di Topshop potevano essere stati tratti in inganno pensando che la t-shirt fosse stata realizzata con l'approvazione della cantante stessa. L'immagine, inoltre, era molto simile a quella del disco della regina del pop ed era stata presa da un video per il lancio del suo nuovo singolo.

Oggi la vicenda si chiude con la decisione della Corte d'Appello di Londra, alla quale Topshop si era rivolto dopo la prima sentenza. Corte che ha accolto le proteste di Rihanna e dei suoi avvocati, certi che questi capi di abbigliamento non potevano essere venduti e che la loro vendita altro non è che un abuso del nome e dell'immagine della cantante. I giudici le hanno nuovamente dato ragione, confermando di fatto la prima sentenza.

Non sappiamo esattamente quanto dovrà pagare Topshop a Rihanna, ma i legali della cantante avevano chiesto un risarcimento di ben 3 milioni di sterline!

Via | SkyNews

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