Fashion chi legge: un occhio ironico sulla moda

Questo blog appena nato, ha suscitato la mia curiosità per l'approccio originale in cui si pone nei confronti della moda. Un titolo ironico che fa il verso ad una delle più famose prese in giro ed ecco "Fashion chi legge". Un blog in via di sviluppo che si propone "come osservatorio critico e privilegiato sui tic, gli isterismi, le smorfie e le maschere del sistema moda italiano".

Un esperimento interessante per cogliere un altro aspetto del fashion system che spesso si prende in giro, ma solo per fare business e difficilmente sa ironizzare su se stesso, prendendosi a volte troppo sul serio. Sul blog in questione si citano due episodi che hanno fatto molto discutere: il caso di Camilla Baresani, rea di non aver apprezzato il ristorante di Dolce & Gabbana e quello di Giorgio Armani, che ha negato l'accesso alla sua sfilata ad una giornalista del New York Times che si era permessa di giudicarlo. Cose che succedono.

Ma è pur vero che difficilmente la stampa sa essere veramente critica nei confronti dei suoi stilisti e delle loro creazioni, per paura di vedere sparire i loro introiti pubblicitari o di essere esclusa come le giornaliste citate poco fa. La voce di questo nuovo blog si propone uscire dal coro, di andare oltre la cortina di fumo delle riviste patinate e di vedere a fondo nel mondo della moda, apprezzandone i talenti e i valori e criticandone le contraddizioni. Da tenere d'occhio, per chi ama lo stile, ma anche quello che c'è dietro.

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