La moderna geisha di Prada ammalia alla Milano Moda Donna primavera 2013

Miuccia Prada incanta letteralmente la forbita platea presente, come e più di sempre con questa sfilata della collezione donna primavera/estate 2013. Non ci aspettavamo altro, ma Prada riesce sempre a prenderci ancor di più in sordina e ad essere ogni volta straordinariamente innovativa. Le proposte di Miuccia sono ad alti livelli di ammirabile e sottile creatività. In passerella le modelle che avanzano rette sulla pedana barra labirinto di Cnosso ci lasciano senza peso e senza fiato.

Le creazioni di Prada sembrano proprio attingere dal vasto serbatoio della antica cultura orientale, e pensiamo immediatamente al Sol Levante e alle leggendarie e sensuali geishe giapponesi. Ma Prada la mitica geisha la porta con prepotenza nel ventunesimo secolo, liberando uno stile estremamente femminile e sofisticato da ogni fastidiosa e rigida convenzione. Le tradizionali calzature Okobo si trasformano allora in altissime zeppe platform quasi techno style, con ironici fiocchetti laterali o frontali, nei toni metallici dell'argento e dell'oro, oro e argento che abbiamo visto in tutt'altro mood anche da Emporio Armani.



Ma non ci sono classici e pregiati kimono nella catwalk di Prada, sarebbe troppo facile. Quello che proprio non ci si aspetta sono gli abbinamenti audaci e a volte a primo impatto discordanti tra loro, come gli shorts cortissimi d'ispirazione boxeaur indossati con pull di soffice pellicciotto, o tailleur dai rigidi tagli geometrici e asimettrici vicino a gonne dal profondo spacco; l'ensemble è un risultato divino e surreale.

L'atmosfera che si respira durante l'attesissima runway di Prada, in questa seconda giornata ormai al termine della Fashion Week milanese, è a dir poco suggestiva, il sottofondo melodico in francese è a tratti quasi inquietante, risate beffarde che snobbano la negatività della realtà più attuale. I look delle modelle che avanzano impettose sulla catwalk sono tutti, e dico tutti, un tripudio di grinta e vigore. Nero, rosso e bianco combinati sapientemente in maxi fiori ripetitivi sui capispalla protagonisti e su abitini corti e dai tagli asimettrici, maxi fiori ripetivi ma attenzione, mai noiosi.

La sfilata ci lascia un retrogusto salato, un'incredibile voglia di sperimentare novità in tutti i sensi, di essere donne a trecentosessanta gradi. Perchè la donna di Prada è difficile da descrivere, è complicata ma non troppo, sofisticata ma non tanto da prendersi sempre sul serio, sa osare con dettagli eccentrici e particolari, è composta ed elegante ma allo stesso tempo, attenta alle tendenze più cosmopolite e d'avanguarde.

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