God save Vivienne

In concomitanza con la settimana delle sfilate approda finalmente al Palazzo Reale di Milano la mostra sulla regina della provocazione, “Vivienne Westwood. 35 Anni di Moda”.

Ideata nel 2004 dal V&A Museum di Londra, la mostra spiega egregiamente che cosa intende Vivienne quando sostiene che “ i vestiti sono un’esagerazione di quel che si sogna di diventare”.

E di spunti, in proposito, la Signora ce ne ha dati parecchi.

L’esordio è in King’s Road, dove la Nostra taglia e s-cuce vestiti per i punk che frequentano il negozio gestito con Malcolm McLaren -l’inventore dei Sex pistols- , e le sue creazioni distruttive danno corpo al motto “No Future”.

Nell’81 con il debutto in passerella, cominciano i sogni in grande stile. La prima collezione è ormai un cult: chi non vorrebbe fare una crociera su un galeone carico di “Pirates”? L’indagine sulla storia del costume diventa un divertissement colorato come una foto di LaChapelle, mentre nelle successive collezioni si alternano Cocotte, Streghe, Ninfe e ogni possibile abitante del sempreverde immaginario di quest’eccentrica signora.

La costante, in tanti anni di egregio lavoro, è l’immancabile sense of humour, anche quello, naturalmente, deliziosamente Inglese.

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