Greenpeace contro la moda tossica di Zara & Co.

Il j'accuse lanciato dagli attivisti Greenpeace da Pechino non fa sconti a nessuno: Benetton, Jack & Jones, Only, Vero Moda, Blazek, C & A, Diesel, Esprit, Gap, Armani, H&M, Zara, Levi's, Victoria's Secret, Mango, Marks & Spencer, Metersbonwe, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Vancl. Ecco i marchi che utilizzerebbero sostanze tossiche nei propri capi: la denuncia di Greenpeace parla di indumenti contaminati da sostanze chimiche pericolose, che possono alterare il sistema ormonale dell'uomo e che, se rilasciate nell'ambiente, possono diventare cancerogene.

Accuse pesanti, che sono tutte riportate e documentate nel rapporto internazionale "Toxic Threads - The Fashion Big Stitch-Up" a favore della campagna Detox, iniziata nel 2011. I dati raccolti dalle analisi chimiche fatte su 141 capi d'abbigliamento dei 20 brand tra i più celebri della moda internazionale sono preoccupanti sia per la salute dell'acquirente finale che per il devastante impatto ambientale. I livelli più alti di tossicità sono stato rilevati negli abiti di Zara, Metersbonwe, Levi's, C & A, Mango, Calvin Klein, Jack & Jones e Marks & Spencer.

In qualità di più grande rivenditore al mondo di abbigliamento, Zara deve adottare con urgenza un piano ambizioso e trasparente per eliminare le sostanze tossiche dalle sue filiere di produzione.

Fa sapere il coordinatore del progetto Martin Hojsik. Altre grandi aziende come H&M si sono già impegnate a ridurre considerevolmente l'utilizzo di tali sostanze, creando addirittura delle linee di moda eco-sostenibile. Per sostenere la campagna di Greenpeace è possibile consultare il sito e inserire i propri dati. Senza scordare di affidarsi ad uno shopping attento e consapevole, perché anche noi crediamo nella moda che non inquina (e non nuoce alla salute).

Via | Agi

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