I marchi di lusso in crisi per la troppa diffusione?

Se c'è un mercato che finora non aveva ancora accusato i colpi della recessione è quello del lusso. Il settore del luxury non conosce crisi, si leggeva ovunque. Ma a quanto pare l'idillio è finito anche per alcuni grandi marchi di moda, come Burberry e Louis Vuitton, che nell'ultimo trimestre hanno registrato un calo delle vendite rispetto agli anni passati. Secondo il Financial Times è colpa di una caratteristica sempre più diffusa tra i marchi di lusso: l'ubiquità.

Ciò che doveva essere la parola chiave per il nuovo lusso, ora rappresenta la più grande preoccupazione, spiega un analista. Il motivo è presto detto: la necessità delle maison di raggiungere nuovi consumatori, soprattutto in Oriente, sta cominciando a entrare in conflitto con la percezione di ciò che costituisce il lusso tra i consumatori. In altre parole, il luxury è sinonimo di esclusività e privilegi, mentre una maggiore diffusione sul mercato è solitamente riconosciuto come accessibile a tutti.

È il caso di Burberry, che nell'ultimo anno ha investito moltissimo sul mercato cinese aprendo boutique e creando eventi ad hoc, probabilmente a discapito dei clienti più esigenti. Non a caso - sempre secondo il Financial Times - Louis Vuitton si starebbe già impegnando per rallentare l'espansione cinese e rendere i propri punti vendita già esistenti ancora più lussuosi con camere VIP con la possibilità di personalizzare il servizio. "C'è bisogno di creare pezzi molto particolari, non di puntare solo sul logo", ha confermato il CEO di PPR Francois-Henri Pinault. Il che si sposa perfettamente con la tradizione artigianale della bottega e la logica del "creato su misura": il consumatore finale disposto a investire ingenti somme di denaro in capi o accessori è esigente. Molto più dei nuovi mercati, forse affascinati più dalla griffe che dalla qualità.

Via | Fashionista

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