Jil Sander: "Disegno abiti per donne del presente"


Jil Sander non è solo tornata al timone della casa di moda che porta il suo nome, ma ha ripreso a parlare alle donne, con la sua moda, mezzo con cui interpreta la realtà e cerca di lanciare dei messaggi. La stilista si racconta in un’intervista esclusiva al mensile Marie Claire, che sarà in edicola da domani, in modo intimo, commentando l’estetica femminile italiana.

Gli anni Novanta sono stati un periodo unico. È stato un fenomeno globale, non solo italiano: molti mercati sono entrati nel consumismo occidentale e lo hanno fatto attraverso i suoi prodotti più vistosi, eccessivi, sexy. No, non penso a un periodo politico specifico, quanto a un voltarsi indietro collettivo.

Non è un semplice attacco al look da velina degli anni passati, è di più. E’ una riflessione su quello che è e che sarà il suo lavoro, perché Jil Sander è prima di tutto una donna che disegna per le donne.

Ho sempre disegnato abiti per donne del presente, quelle che vivono una vita vera, lavorano, escono di casa la mattina e spesso non passano da casa a cambiarsi.

Ha quindi un occhio d’attenzione per le signore che desiderano essere belle, comode in un contesto più alto della semplice passerella, perché la moda deve poi scendere dalla pedana dei Fashion Show per raggiungere gli armadi.

I mantra del mio stile sono stati "integrità” e “modernità”. Ora voglio aggiungere “dignità” e “responsabilità”. Devi puntare al massimo quando si tratta di materie, visioni, confezione, taglio. Cercare di rendere possibile l’impossibile, semplificare il complicatissimo. Il “meno” viene in un secondo tempo: quando trovi quello che veramente “ti porta avanti”, allora devi avere il coraggio di rinunciare ad aspetti meno importanti.

Insomma, la regina del Minimalismo, non è per nulla minimal.

Foto | Getty Images

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