Red Carpet al Festival del Cinema di Roma: Chi sale e chi scende. I voti degli abiti più belli (e più brutti) del 2019

Veronica Toscano, Red Carpet Specialist e Fashion Designer dell’atelier Veronica Toscano, commenta la passerella del festival cinematografico della capitale

Anche quest’anno, le più grandi star internazionali e nostrane hanno varcato il tappeto rosso di Roma. Dieci giorni intensissimi di cinema, eventi, feste, incontri. Ma, soprattutto, dieci giorni di look sfavillanti sfoggiati da donne favolose che ogni tanto, però, fanno qualche scivolone di stile.

Shauna Robertson accompagna con leggerezza e discrezione il marito Edward Norton sul red carpet e ci ricorda che l’eleganza non è acqua. Avvolta da trasparenze, un delicato vedo non vedo che non la fa passare inosservata.
Catrinel Marlon indossa, finalmente, un vero abito da red carpet. Un tripudio di tulle bianco ghiaccio con applicazioni di cristalli di luce, degno di una vera stella del cinema.
Come uscita dalle favole, invece, la giovane Gugu Mbatha-Raw sceglie un abito principesco ma dal mood un po’ circense anni ‘30. Tessuto attualissimo il velluto, con applicazioni vintage come fosse un vestito di scena. Forse, però, più adatto al Met Gala.

Quando si sceglie un classico come il pizzo con effetto nude e una linea a sirena, si è proprio deciso di andare sul sicuro. Miriam Galanti non ha osato e ha fatto bene.

Fanny Ardant brilla di luce propria. Solo di quella però, purtroppo. Se fossimo a una cena in un ristorante alla moda di Parigi, sarebbe impeccabile, ma su un red carpet ci si aspettava da lei un abito decisamente più adeguato e non uno spezzato daytime. Ma apprezziamo il fatto che sia un outfit attualissimo e anche molto giovane.

L’abito di Michelle Dockery ha una linea semplice e scivolata, tonalità assolutamente in trend e tessuti preziosi con ricami altrettanto pregiati. Davvero meravigliosa.
Viola Davis propone un abito bianco, elegantissimo, quasi angelico nel suo contrasto con il rosso fiammante del red carpet. La linea asciutta e la sobrietà dei dettagli ricorda lo stile dei designer anni ‘90.

Che la giacca sia l’indumento dell’anno, è certo. Quella di Mira Sorvino è raffinatissima: in velluto, a doppio petto, effetto long dress. Forse, però, un po’ troppo per il clima della Capitale.
Look essenziale ma sexy quello di Sam Quartin. La linea è semplice e morbida, impreziosita da micro paillette bronzo con effetto chiazzato. Scelta completamente condivisa.
Solo una décolleté a punta con tacco dodici avrebbe dato una chance all’outfit di Neva Leoni. Se si potesse salvare una cosa sarebbe la stampa dell’abito. Tollerabile il trench, ma non boots così démodé.

In generale, ci ricorderemo di questa edizione del festival non tanto per gli abiti che abbiamo visto sfilare, ma per chi li ha indossati.

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