Giorgio Armani: ''La moda deve rallentare e tornare a essere umana"

Giorgio Armani rilascia un'intervista in cui spiega che dopo la pandemia Covid-19 il mondo della moda deve rallentare e tornare a essere umana.

Giorgio Armani

Giorgio Armani è un uomo da cui c’è solo da imparare, l’ha sempre dimostrato ma devo dire che in questa emergenza Covid-19, sin da subito è stato in prima linea per aiutare gli ospedali e offrire il suo aiuto. Qualcuno aveva definito esagerata la sua scelta di sfilare a porte chiuse lo scorso 23 febbraio, ma la sua intuizione è stata giusta e chissà quanti contagi ha evitato, quante vite ha salvato… Qualche giorno fa Giorgio Armani ha scritto una lettera al magazine americano Wwd in cui spiega come immagina una ripartenza del mondo della moda e cosa intende fare lui.

Il mondo va sempre più veloce, vogliamo tutto e subito e questo porta tutto a diventare vecchio in fretta. Nel mondo della moda questo si traduce nel lusso che insegue i ritmi del fast fashion, in capi sempre nuovi, sfilate sempre più maestose e spettacolari, collezioni intermedie per essere sempre sulla scena e sfilate in luoghi dove c’è la possibilità di aumentare il fatturato. È una rincorsa continua, lavorare a un ritmo incessante per essere ovunque, per non mancare e non essere meno degli altri.

In uno stralcio di intervista Giorgio Armani dice:

"A un certo punto la finanza ha preso il sopravvento sulla creatività tanto che il lusso ha dovuto adottare le modalità operative del fast fashion, aumentando la frequenza delle consegne nei negozi nella speranza di vendere di più. Una vera contraddizione. Da questo punto di vista la crisi darà un taglio, drammatico, ma salutare. Credo da sempre nel concetto di eleganza senza tempo. Non è solo un codice estetico, ma anche un metodo per fare abbigliamento che, a sua volta, suggerisce un modo preciso d’acquistarlo. E cioè, per farlo durare".

Giorgio Armani

Quello che Giorgio Armani dice sulla moda, lo possiamo traslare praticamente su tutto perché tutti viviamo così, è sempre tutto al rialzo, fino a quando non si crolla o non ci sono più soldi. La pandemia che stiamo vivendo ci ha costretti a rallentare, a fermarci e a immaginare il futuro in modo diverso, ad ascoltarci e a mettere a fuoco quello di cui abbiamo davvero bisogno.

L’intervista completa di Giorgio Armani su Wwd la trovate qui, e qui invece trovate un’altra intervista in italiano che vi consiglio di leggere.

Quelle di Armani potrebbero parole di una persona privilegiata che pontifica dalla sua torre d’avorio, ma non è così, perché è stato proprio lui in tempi non sospetti a sfilare in streaming per un senso di responsabilità, rinunciando a uno dei momenti più importanti del suo lavoro. Il 10 marzo, prima del lockdown del governo, ha chiuso al pubblico gli Armani Hotel e tutti i suoi negozi. È stato il primo stilista a comprendere la gravità della situazione e a fare una maxi donazione agli ospedali per un totale di 2 milioni di euro e a riconvertire immediatamente la sua produzione per creare camici usa e getta per il personale sanitario.

Armani è in prima linea nella lotta al Coronavirus ed è stato il primo imprenditore a muoversi, con gesti concreti per aiutare gli altri.

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