Designer Emergenti - Federica Pascale

Federica Pascale

Nome e Cognome:
Federica Pascale

Età:
22 anni

In cosa sei attualmente impegnata?
Sono in attesa di iniziare lo stage presso Salvatore Ferragamo.

Dove vivi?
Attualmente a Firenze.

Qual è stato il tuo percorso di studi?
Sin da piccola l’arte (disegno, pittura, fotografia) è stata la mia più grande passione e le mie scelte scolastiche sono sempre state, quindi, molto mirate e certe. Ho frequentato il Liceo d’arte di Avellino, con indirizzo in Conservazione dei Beni Culturali e successivamente ho intrapreso il mio percorso al Polimoda di Firenze: una vera e propria palestra di vita che ha saputo tirar fuori, da ognuno di noi, un mondo personale da poter trasmettere attraverso i nostri abiti; questo, ovviamente , appoggiato da un’ ottima conoscenza di tutte le fasi di sviluppo del prodotto moda, dalla progettazione al prodotto finito.


Quali sono le caratteristiche personali del tuo carattere, gli obiettivi che ti proponi di raggiungere in ambito lavorativo?

Mi considero una persona critica, testarda e pignola ma anche molto paziente, leale e sincera,nella vita come sul lavoro. La caratteristica che però, forse, più mi contraddistingue è la determinazione, in quanto ho sempre inseguito i miei sogni e le mie aspirazioni con costanza e duro lavoro. Nei primi anni dopo la scuola spero di riuscire ad arricchire sempre più il mio bagaglio di conoscenza ed esperienza, viaggiando, leggendo, toccando con mano questo mondo e forte di questo arrivare magari un giorno a capo di un’azienda importante; mi piacerebbe, inoltre, riuscire a dar vita a continue e strette collaborazioni tra designer e artisti, creando così quello che per me è il connubio indissolubile Arte/Moda. Mi auguro di non perdere mai quella passione e quell’entusiasmo che mi hanno portato a intraprendere questo percorso, indispensabili per portare avanti il proprio lavoro con energia ed ottimismo.

Federica Pascale

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Indicami i tuoi tre siti di moda preferiti
Al primo posto è thesartorialist.blogspot.com, una vera e propria vetrina sul mondo della moda, quella vera, quella che vive in strada, fonte inesauribile di ispirazione; gli altri due sono poi style.com e showstudio.com., di immancabile consultazione per noi ‘addetti ai lavori’, indispensabili per restare sempre aggiornati su un mondo in continua evoluzione.


Quali sono i tuoi tre stilisti di riferimento?

Tra i grandi maestri del passato direi senza dubbio Cristobal Balenciaga, per la sua infinita eleganza caratterizzata da linee architetturali e volumi scultorei in grado di esaltare sempre la bellezza della donna. Tra le figure del panorama moda presente , invece, due punti di riferimento per me sono certamente Antonio Marras e Husseyn Chalayan : il primo, per la sua poetica visione della moda fatta di recupero delle tradizioni e artigianalità , fedelmente ancorato alle sue origini, che dà vita a sfilate intrise di arte, storia e cultura; il secondo, per la sua infinita sete di sperimentazione, quasi futurista, e per il suo approccio concettuale alla moda che sa coniugare arte, moda, scultura, performance.

Descrivi la tua collezione.
La collezione ha preso vita attraverso una libera associazione di idee e concetti. Partendo da un punto a me caro, l’architettura di Frank ‘o Gehry, mi sono collegata all’arte del duo napoletano Vedovamazzei : quest’ultimi, infatti, hanno riprodotto la casa di Buster Keaton nel film One week costruita seguendo una sequenza numerica sbagliata e finendo così per risultare un edificio senza linee rette, simile, per i concetti di decostruzione e caos che suggerisce , proprio alle architetture contemporanee. Dalla dissacrante e ironica arte del duo napoletano, che ha tra l’altro ispirato le mie elaborazioni grafiche, ho poi approfondito la conoscenza del comico degli anni ‘20, che è diventato il cardine della mia ricerca. Sono, così, state di ispirazione varie immagini di suoi film, tra cui: The navigator , da cui ho tratto la silhouette di base della collezione, che riprende lo scafandro da palombaro, indossato da Keaton nel film, ma che ho messo sul corpo in maniera alterata e personale; Steamboat Bill jr, nel quale è protagonista il tema del tornado che ho cercato di portare in passerella facendo gonfiare, come dal vento, il parka , capo principale della collezione, attraverso un meccanismo interno al capo. Gli abiti, infine, riprendono i codici dell’abbigliamento maschile , mescolati però in modo ironico e divertente, e la scelta dei tessuti varia dal tecnico al tradizionale, sottolineando sempre più le parole chiave della collezione che sono così diventate assurdità, paradosso e ironia.

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