Libri Estate 2009: Sex and FB - Intervista a Maria Francesca Rotondaro

La protagonista del libro è una sorta di Carrie Bradshow, tra shopping, riviste di moda, pranzi monodose, amiche, superstizioni e uomini che hanno paura di impegnarsi. Se la vita da single non è sempre rose e fiori, spesso basta girare la medaglia per vederne il risvolto positivo. L'autrice di Sex and FB è Maria Francesca Rotondaro, 31 anni, romana d'adozione. Giornalista professionista, scrive di attualità, cultura, costume per riviste e quotidiani italiani. Free lance nel lavoro, single nella vita.

Come sei arrivata all'idea di scrivere un testo su questo argomento, quali sono stati i tuoi motivi d'ispirazione?
«Più che di motivi, parlerei di persone: intanto gli uomini. Sono loro la mia fonte primaria d’ispirazione. Apparentemente insicuri, spaventati, sfuggenti quando il “rapporto” si sposta dal letto all’altare. E poi le amiche: le chiacchiere, lo shopping, le confidenze. E ancora - e soprattutto – gli amici di facebook. Su social network del momento ho creato un gruppo (che si chiama come il libro: “Sex and Fb”, che conta più di duemila membri) sul quale è nato un confronto reale sui temi più discussi della nostra epoca: sesso e amore, singletudine o coppia? Ma prima del libro è nata la rubrica giornaliera “La Vitamina” che curo su Il Quotidiano della Calabria che oggi ha anche un blog (www.ilquotidianodellacalabria.it) dove il “dibattito” ha avuto origine e continua. Un appuntamento quotidiano che ho continuato a seguire nonostante oggi io viva e lavori a Roma. Insomma, mi sento una sorta di Carrie made in Italy. Da tutti questi spunti (uomini, amiche, facebook) l’idea del libro. Un volumetto voluto fortemente da una coppia: Giulio e Mariacarmela Perrone».

Qual è il tuo rapporto con la moda?
«Più che vittima della moda (fashion victim), ne sono carnefice. La divoro attraverso siti internet come il vostro e riviste patinate. La consumo parallelamente alle mie carte di credito. Mangio con gli occhi le vetrine. Mi piace seguirla e corteggiarla. Ma anche inventarla: non ho timore di indossare – se mi va - qualcosa di cui mi sono innamorata anche se può sembrare vintage o assolutamente “futuristico”. In fondo l’abito fa il single: ci si cura di più, si ha più tempo per sé, e non vengono sensi di colpa se quello che abbiamo guadagnato, piuttosto che in banca, lo custodiamo nel nostro armadio»

Qual è stato il tuo percorso di vita e di studi?
«Avevo 8 anni quando al classico tema “Cosa vuoi fare da grande?” ho risposto: la giornalista. Una bambina dalle idee chiare, che è diventata donna coltivando il suo sogno e facendolo diventare realtà. Da sempre impegnata nei giornalini scolastici e universitari. Ho avuto il mio primo vero contratto, ancora prima di laurearmi in Scienze Politiche, con Metrosat Tv. Poi la radio Rlb (un network regionale calabrese). E ancora l’ufficio stampa dell’Università della Calabria e la collaborazione con diverse testate giornalistiche. Fino ad approdare al Quotidiano della Calabria dove ho svolto il mio praticantato e sono diventata giornalista professionista».

Di cosa ti occupi attualmente?
«Oggi sono free lance (un modo di fare giornalismo che associo anche come idea alla mia vita da single perché alla base di entrambi c’è la mia “scelta” e la mia “libertà”). Collaboro con diverse testate nazionali (quotidiani e riviste come Il Riformista, E’Life Style, il Corriere Nazionale, per citarne alcuni) occupandomi di costume e di attualità. In particolare curo le pagine di cultura e spettacolo de L’Altro Quotidiano (www.altroquotidiano.it) e la rubrica “La Vitamina” sul Quotidiano della Calabria, appunto. E scrivo “monopensieri-monodose” sulla mia vita da single che diventano libri».

Hai in programma di scrivere un nuovo libro?
«Sì, decisamente sì. Mi piacerebbe continuare sul filone “chick-lit” (letteratura rosa ma di contenuto per donne di contenuto). Credo, infatti, che al pari delle mie colleghe a stelle e strisce (che questo genere lo hanno inventato importandolo in Italia) anche noi donne italiche abbiamo il dovere di dire la nostra. Anche per sorridere su quotidianità, tic, capricci, tenerezze e giuste ambizioni dell’universo femminile».

Maria Francesca Rotondaro

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