
PFAS: "Sostanze chimiche eterne" nei prodotti alimentari(www.fashionblog.it)
Uno studio recente condotto dall’Università dell’Egeo ha rivelato dati allarmanti riguardo alla contaminazione di uova.
Questa ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Science of The Total Environment, mette in luce un problema di salute pubblica che riguarda direttamente i consumatori greci e, potenzialmente, la catena alimentare nazionale.
Le sostanze PFAS, conosciute come “sostanze chimiche eterne”, sono composti sintetici usati in vari processi industriali e di consumo, caratterizzati da una altissima persistenza ambientale, ovvero non si degradano mai. Questi composti si accumulano nel suolo, nelle acque, nelle piante e negli animali, arrivando infine all’uomo tramite la catena alimentare.
La ricerca greca ha evidenziato che tutte le 75 uova analizzate, provenienti da allevamenti situati nelle regioni di Serres, Magnesia, Beozia, Attica e Ileia, contenevano livelli rilevabili di PFAS. Preoccupante è che più della metà dei campioni superava i limiti di sicurezza stabiliti dall’Unione Europea, con un picco particolarmente marcato nelle uova raccolte nell’area di Ileia, dove tutti i campioni hanno ecceduto le soglie raccomandate dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) per tutte le fasce d’età.
I composti PFOS, PFHxS e PFBA sono stati individuati in concentrazioni medie molto elevate, con valori che in alcuni casi hanno raggiunto fino a 5,30 microgrammi per chilogrammo. Gli studiosi avvertono che adolescenti e anziani in Grecia rischiano di superare la dose settimanale considerata sicura, con gravi implicazioni per la salute.
Implicazioni tossicologiche e rischi per la salute
Gli effetti tossicologici associati all’esposizione ai PFAS sono ormai ben documentati. Questi composti sono stati correlati a danni al sistema immunitario e al fegato, anomalie genetiche, sviluppo ritardato e vari tipi di cancro. Dati epidemiologici indicano inoltre un legame tra esposizione a PFAS e alterazioni immunologiche nei bambini, oltre a dislipidemie e problemi metabolici negli adulti.
Gli scienziati evidenziano come la presenza di tali sostanze nelle uova costituisca una seria minaccia per la salute pubblica e sottolineano la necessità di indagare ulteriormente sulle fonti di contaminazione per poter intervenire con misure di tutela efficaci.

Oltre ai PFAS, la ricerca ha rilevato per la prima volta in Grecia la presenza di residui di farmaci e sei diversi tipi di pesticidi nelle uova. Tra le sostanze rinvenute, l’insettorepellente DEET è stato trovato in tutti i campioni, mentre l’acido oxolinico è risultato il farmaco più frequentemente rilevato.
Nonostante i livelli di metalli pesanti siano risultati bassi, l’accumulo combinato di queste sostanze chimiche pone ulteriori interrogativi riguardo alla sicurezza alimentare e alla qualità dei prodotti di origine animale nel Paese.
L’Università dell’Egeo, con la sua struttura policentrica situata a Mitilene e altre sedi nelle isole dell’Egeo orientale, e l’Università Nazionale di Atene, sono tra i principali centri accademici impegnati in studi di alto profilo scientifico in Grecia. La collaborazione tra questi atenei ha permesso di realizzare una ricerca che getta nuova luce sugli effetti delle sostanze chimiche persistenti nell’ambiente e nei prodotti alimentari.
L’Università dell’Egeo, fondata nel 1984, si distingue per le sue attività di ricerca in ambito ambientale e marino, mentre l’Università Nazionale di Atene è il più antico e prestigioso ateneo greco, con una consolidata esperienza nell’ambito delle scienze della salute e ambientali.
Impatti e scenari futuri per la salute pubblica e l’ambiente in Grecia
L’allarme lanciato da questa indagine scientifica arriva in un momento cruciale, mentre cresce l’attenzione globale verso le contaminazioni ambientali da PFAS, considerate tra le emergenze chimiche più importanti del nostro tempo. Il fatto che tali sostanze si trovino in prodotti di largo consumo come le uova, alimento base della dieta mediterranea, evidenzia la necessità di un monitoraggio costante e di interventi regolatori più stringenti.
Parallelamente, si profila l’urgenza di approfondire la conoscenza delle fonti di inquinamento, per esempio le attività agricole e industriali che possono rilasciare PFAS e pesticidi nel territorio. Inoltre, è indispensabile promuovere politiche di gestione sostenibile del territorio e di controllo rigoroso nelle filiere alimentari.