Balenciaga cita in giudizio Nicholas Ghesquière

Un’altra guerra si è scatenata nel mondo della moda. Stavolta è Balenciaga a citare in giudizio Nicholas Ghesquière chiedendo 7 milioni di euro di danni.


Case di moda una contro l’altra e ora anche case di moda contro stilisti. Il business del fashion non inizia e soprattutto non finisce in passerella, è molto più complesso, macchinoso e soprattutto fa girare davvero soldi a palate. È per questo motivo che spesso si spalancano le porte dei tribunali con cause milionarie.

Balenciaga ha citato in giudizio Nicholas Ghesquière, sostituito dal talentuoso Alexander Wang, chiedendo 7 milioni di euro di danni. Per quale motivo? La causa sembra essere l’indiscrezione apparsa sui giornali di giugno, in un’intervista rilasciata proprio dallo stilista Ghesquière al magazine parigino System.

Il direttore creativo ha lavorato per circa 15 anni nella maison ed ha lasciato il gruppo nel 2012 con una “piccola liquidazione” di 6,6 milioni di euro. Una cifra esagerata? In realtà è solo una piccola percentuale del capitale dello stilista, cui si devono aggiungere, ai 32 milioni di euro per il suo 10% nella società.

Per si è aperta questa lotta tra Balenciaga e Ghesquière? Secondo la maison, il creativo è colpevole di aver espresso commenti penalizzanti verso l’azienda e ovviamente i dirigenti (le parole sono state le seguenti: prosciugato di tutte le sue forze, perché volevano rubargli la sua identità artistica mentre cercava solamente di trovare un compromesso estetico tra il suo stile e quello della maison). Ecco quindi i capi d’accusa:

Balenciaga non tollera che i suoi designer giustifichino le loro scelte personali accusando la maison. In generale, le due parti, conoscendo l'ipersensibilità del mercato del fashion, non devono mai commentare la fine di un rapporto professionale. Questo per evitare che le reciproche motivazioni danneggino in qualche modo gli interessi economici o l'immagine dei soggetti stessi.

Via | Pambianco

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