Pitti Immagine 85°: questo il mio primo giorno

Come avete potuto notare dalle mille fonti che invadono il web, Pitti Immagine ha preso il via.



Anche se secondo alcuni espositori, questa 85° edizione del Pitti Immagine Uomo è iniziata un po' sotto tono, a me è parsa comunque ricca ed interessante. Sicuramente il primo giorno non consente di esplorare bene Fortezza da Basso, all'arrivo sembra davvero inespugnabile! Tolto però questo primo imbarazzo, il mondo di Pitti Immagine si apre tra gli stand, i saloni e gli alternative set. Vi confesso che, visto lo stato confusionale nel quale sono approdato in quel di Firenze, ho avuto non poche difficoltà a realizzare il da farsi e mi sono concentrato su saluti a brand a me già noti, anche se comunque ho apprezzato anche una "new entry". Andiamo con ordine:

Orciani



Vi ho già raccontato di questo marchio sinonimo di grande qualità nella lavorazione dei pellami, e che presenta in questa edizione del Pitti un nuovo universo maschile, riesplorando i grandi classici del suo archivio e trasferendo nelle sue borse e cinture il carattere di ricerca di lavorazione innovativa tipica dell'azienda. Nobuckle si rinnova in total leather e presenta anche la sua versione bracciale che devo dire è decisamente carina. Costruisce anche un parterre di accessori di piccola pelletteria dedicata al complessisimo universo della moda uomo.

Al e Ro Design



Mi avevano colpito nella scorsa edizione di Pitti Immagine, quando questo gruppo di ragazzi calabri, presentò il suo occhiale da sole praticamente indistruttibile perché realizzati in un particolare silicone. Oggi l'azienda del 100% made in italy, evolve la sua figura verso una occhialeria che non può più esser considerata solo sperimentazione, ma pretende una qualifica di accessorio posato su fondamenta solide in cellulosa ed acetato. Sviluppa quindi tre modelli che, durante il Mido diventeranno anche da vista, dal carattere contemporaneo e dalla lavorazione estremamente personalizzata, ogni pezzo è certificato come unico e numerato.

Rico



Stilista emergente

da carattere "gigante buono" descrive forme oversize, come lui, e racconta il percorso creativo che scaturisce da un materiale storico e ricco di tradizione: la lana. Rico declina questa antica materia rendendola forma contemporanea ed urban con un tocco minimal che conferisce fascino all'intera collezione. La ciniglia, che nella mia memoria fa breccia sui guardaroba delle vecchie signore di paese che vanno a far la spesa, ammetto che sono state magistralmente reinterpretate da Rico per dare un effetto "Fake Fur" che, unito ai volumi over, crea dei mélange veramente affascinanti. Il mio "love" va alla mantella- poncho.

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