Antonio Marras e Maria Lai: sospesi da un filo

Nel magico mondo della moda spesso e volentieri l’arte entra da porte inaspettate: parliamo di Antonio Marras e del suo rapporto con Maria Lai, grande artista sarda scomparsa ormai un anno fa.


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C’è un gioco di fili, di memoria e tradizione che ritorna, come un mantra, in buona parte degli artisti sardi. Pochi sanno che tra le muse di Antonio Marras ve n’è una in particolare, scomparsa un anno fa, che ispirò una collezione particolare “Llencos de aigua” , nata nel 2003 dall’amicizia e dal dialogo creativo tra lo stilista algherese e l’artista originaria di Ulassai.
L’incontro con Maria Lai fu, come riporta una recente intervista Marras, di fondamentale importanza: “L’incontro con Maria Lai ha segnato per sempre la mia vita. Con lei ho instaurato un rapporto speciale, una vera e propria sintonia di interessi e di idee. Un dialogo tuttora ininterrotto. Un incontro che ha segnato il mio approccio con l’arte e non solo…ha saputo dare spazio alle mie visioni.”
La sintonia che si creò tra i due venne, in primo luogo, dall’intreccio per temi come il racconto, la manualità, il femminile, la memoria, il rapporto con la cultura popolare sarda, vista quale tramite alla comprensione delle strutture universali della fiaba e del mito. Maria Lai, con quella voce da bambina e il suo amore per le favole, concentrò l’intera vita sulla ricerca di un infinito irraggiungibile dove a rappresentare le affinità tra la natura, la tradizione e lo spirito del luogo, erano i fili e l’essenza della tessitura. Da legarsi alla montagna, happening del 1981 ai suoi libri cuciti fino alla creazione della Stazione dell’Arte, un grande museo a cielo aperto, la vita attivissima della Lai fu caratterizzata da una concezione dell’arte vista come condivisione dove l’artista collaborava con la comunità per dar vita a un’opera caratterizzata da un forte senso ritmico.
Una personalità complessa raccontata, oggi, in un documentario film e un catalogo, curato dalla regista Clarita de Giovanni e recentemente presentato a Milano, presso gli spazi del Sardegna Store di piazza Diaz e che vedrà ancora per tutta questa settimana momenti dedicati a celebrare il ricordo di una grande artista, che ha saputo trasformare uno degli strumenti della moda, il filo, in un unico e raro pennello per raccontare l'esistere ed la sua infinita ansia di concretizzarsi.

Fonte|Mariella Cortes, FocusSardegna

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