Alexander McQueen, Sarah Burton: "Il mio demone è la paura di fallire"

La designer inglese, erede della compagnia dello stilista britannico morto nel 2010, ha raccontato qualcosa di sé e del rapporto con l'enfant prodige in una lunga intervista.

Sarah Burton è la stilista inglese a capo di Alexander McQueen dal 2010, anno in cui ha ereditato la fama e il nome sulla bocca di tutti dopo l'improvvisa scomparsa dell'omonimo fondatore che si è tolto la vita nel febbraio 2010 sconvolgendo il mondo della moda.

Schiva e riservata a differenza del predecessore, Sarah Burton è salita ancora più agli albori delle cronache quale stilista dell'abito di nozze di Kate Middleton, che le ha fruttato anche l'OBE da parte della Regina Elisabetta, ma si è sempre schermita di fronte ai giornali che tentavano di carpire i dettagli del rapporto con l'ex fondatore del marchio Alexander McQueen.

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In una lunga intervista, Sarah Burton ha fatto luce con qualche ricordo in più sul suo passato, emergendo quale persona moderata, più normale di quanto si creda, e con uno spirito di ferro che le ha permesso di superare il tragico suicidio del suo amico e mentore, che l'aveva voluta con sé in azienda.

Ad essere onesti mi ci è voluto un po' di tempo per smettere di avere paura e vedere che l'azienza aveva bisogno di me al mio meglio. Non sono sicura di non essere stata arrabbiata con lui, ma la cosa più difficile è che non ho mai capito la pressione cui sottostava. Poteva affrontare le persone più disparate solo dicendogli di star zitti, ma io non sono così. Solo adesso sto iniziando ad accettare le differenze tra noi due, e mi va bene. Lui era come un pittore che lavora con pennellate ampie, io invece lavoro con pennelli più piccoli.

Queste differenze risiedono in una diversità caratteriale totale tra Sarah Burton e Alexander McQueen, che si notano molto anche nella riservatezza della prima contro l'eccesso del compianto stilista britannico. A fotografarle è sempre lei:

Il mio unico demone è la paura del fallimento. [...] Non sembro affatto una persona della moda, non sono cool, e mi sono sempre piaciute le persone che fanno bene il proprio lavoro. Non mi interessa andare alle feste e odio che mi scattino le fotografie, sono timida. Quando le celebrità mi toccano la spalla, penso sempre che mi chiedano di levarmi di mezzo... E la cosa non mi dispiace. Ne rido con mio marito, siamo sicuri. E secondo me l'unica storia che valga la pena raccontare è la storia del proprio lavoro.

E le accuse di essere troppo simile a McQueen che le sono state spesso avanzate dai cosiddetti esperti? Sarah Burton risponde con una battuta divertita:

Per forza sono simile. Cosa pensavano le persone, che fossi la donna delle pulizie?

Via | New York Times

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