Pellicce, lana e seta, tutto sulle fibre naturali di origine animale

Lana e pellicce possono essere annoverati tra le fibre naturali? Sì, e diventano sostenibili solo se rispondono ad alcuni criteri.

Abbiamo visto come le fibre naturali di origine vegetale siano confortevoli e biogredabili. Magari non sono sempre i tessuti più sostenibili in termini ambientali, ma è indubbio che l'associazione fibre naturali-ecologia sia quella più immediata nell'immaginario comune. Non tutti forse sanno che tra le fibre naturali sono annoverati anche lana, seta, bisso, crine e pellicce: cambia l'origine, che è ovviamente animale. Naturale in questo caso non coincide con vegan, va da sé. La moda sostenibile si definisce tale, e di conseguenza si sviluppa, su molteplici livelli. Quello che utilizza pellicce e seta per produrre capi non è necessariamente anti-sostenibilità: ci sono fibre naturali di origine animale certificate, che non prevedono maltrattamenti sugli animali, tosature aggressive e che rispettano il ciclo di ricrescita del vello dell'animale. Esistono allevamenti, ad esempio, dove non viene effettuata sulle pecore il muesling, ovvero quella pratica cruenta eseguita senza anestesia che consiste nella rimozione della pelle in eccesso e della carne viva dalla zona anale e perianale delle pecore.

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Più difficile trovare certificazioni adeguate, invece, nel caso della seta, che si ottiene da un complesso procedimento che prevede l'uccisione dei bachi in acqua bollente. Si può parlare di seta biologica quando i bachi provengono da coltivazioni di gelsi che non fanno uso di pesticidi, fertilizzanti chimici né di OGM, ma al momento non esiste una seta "100% non violenta" sui bachi e là dove c'è una possibile un'alternativa non violenta scarseggiano la qualità e la quantità del materiale.

Infine il colore, elemento fondamentale quando si parla di fibre naturali, perché non c'è tessuto biologico senza una tintura vegetale, rispettosa dell'ambiente e della tradizione: la colorazione naturale è una risorsa rinnovabile ed ecompatibile ed è una pratica artigianale antichissima, che fino a qualche secolo fa rappresentava un'eccellenza tutta italiana. Ecco allora che la moda sostenibile ha un duplice scopo, quello di rispettare l'ambiente e di riportare in auge competenze artigianali made in Italy.

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