Vogue sceglie modelle plus size in reggiseno: cambiamento o marketing?

L'iniziativa del celebre magazine guidato da Anna Wintour può apparire come una decisione degna di nota ma non si possono negare evidenti perplessità.

Vogue US, il giornale di moda più famoso del mondo, ha iniziato a fare qualche piccolo passo verso il cambiamento e a puntare anche su modelle plus-size? È questa la domanda che corre sulla rete in seguito alla pubblicazione sul sito web del magazine di un editoriale sulla storia del reggiseno corredato da una galleria fotografica con una serie di modelle dai fisici piuttosto diversi tra cui delle indossatrici curvy. Vogue US non è certo noto per dedicare servizi o copertine - quest'ultime sono dedicate generalmente alle celebrità - a modelle plus-size ed è anche per questo che l'iniziativa sembra assumere una valenza molto positiva. Del resto stiamo parlando della rivista che ha messo in copertina Kim Kardashian che, osservazioni sul suo gusto nel vestire a parte, è una delle celebrità curvy più note degli ultimi anni. Eppure le perplessità rimangono.

Se infatti fino a qualche anno fa dedicare spazio a delle indossatrici curvy su giornali o scatti pubblitari era un'utopia, oggi sono sempre di più i giornali e gli stilisti che puntano su splendide modelle plus-size ma si tratta comunque di eventi sporadici, che sembrano guidati maggiormente dalla volontà di mostrarsi politicamente corretti piuttosto che dalla voglia di scegliere una certa modella perché la si trova adatta ad un servizio indipendente dalla sua fisicità.

Sempre in questi giorni ha fatto discutere la decisione di Calvin Klein di inserire una modella taglia 42 nella sua nuova campagna pubblicitaria, Myla Dalbesio. La ragazza, molto nota anche come artista concettuale, ha dichiarato di aver sempre fatto fatica a trovare un posto nella moda a causa della sua fisicità, nè skinny nè curvy. Un fisico nella norma che farebbe piacere vedere più spesso in campagne e sfilate, tanto da non additarlo come un evento raro.

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Dedicare uno shooting fotografico ad una modella curvy paga, ci si accattiva la simpatia dell'opinione pubblica e si risponde alle critiche ricorrenti sull'eccessiva magrezza delle modelle protagoniste di campagne pubblicitarie e sfilate, problematica che, tra l'altro, si ripresenta in continuazione e che, nonostante le belle parole non si risolve mai.

Oggi le modelle curvy sono di moda tanto che moltissimi giornali del settore dedicano una sezione apposita all'universo plus-aize; alcune di loro sono delle top model affermate - come Candice Huffine, prima curvy fotografata sul Calendario Pirelli - e sono molto amate dal pubblico, come la nostra Elisa D'Ospina, eppure sono ancora delle eccezioni e come tali vengono presentate dal fashion system ma anche da molti addetti all'informazione, con titoloni che puntano solo sulla loro taglia o sul peso.

Non possiamo criticare l'iniziativa di Vogue US, anzi; si tratta di un magazine acquistato da tantissime donne e con un servizio di questo tipo sul sito web, visibile ovunque, si lancia un messaggio importante alle giovanissime: la bellezza non è sinonimo di magrezza e standard irraggiungibili e, soprattutto, non è una questione di taglia. Ma tutto questo è sufficiente? Sarebbe ora che il fashion system facesse davvero qualcosa di concreto per cambiare le cose; un servizio fotografico una tantum ed espressioni indignate di fronte alle ennesime modelle pelle e ossa in passerella non sono più sufficienti.

Ora ci vogliono i fatti.

Fonte foto | Vogue

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