Ligabue agli animalisti: «Quella pelliccia era solo per gioco»

Il cantante risponde per le rime alle accuse degli attivisti animalisti sull'utilizzo di pellicce.

Animalista fa spesso rima con integralista. Non ce ne voglia la categoria, se mai possa definirsi tale, ma le polemiche riguardo alla pelliccia indossata da Luciano Ligabue lo dimostrano. Tutto nasce da un videoclip, Siamo come siamo, dove il cantante (o meglio, la sua costumista) si sbizzarisce con i travestimenti più improbabili: pantaloni di pelle, giacche paillettate, collane, boa, salopette in denim, tuta Adidas vintage. E una pellicia, il capo preso di mira dall'associazione 100% Animalisti, che per le vie di Correggio, in cui vive Ligabue, ha affisso locandine accusatorie nei confronti del rocker, al punto che si è resa necessaria «un po' di chiarezza sul pellicciotto» da parte del cantante:

Luciano Ligabue

Volevamo un filmato leggero, che fosse capace di strappare un sorriso e allora ho deciso di mettermi in gioco chiedendo alla costumista di trovare gli abbigliamenti più balordi e assurdi che avrebbe potuto. E così per la prima volta in vita mia ho indossato boa di struzzo, salopette, giacche fluorescenti, cappelli, occhiali colorati anni sessanta e, per l’appunto, un pellicciotto.
L’unico capo già indossato, a ricordare la mia tamarraggine primi anni ’90 era un gilet tailandese.
Il risultato voleva essere “volutamente buffo”.
Il video è piaciuto a tantissimi.
Soprattutto perché, conoscendomi, ognuno ha capito la giocosità di quella situazione.

Penso che se qualcuno avesse mai la malsana idea di comprare un pellicciotto, vedendo quanto ridicolo risulti addosso a me, se ne guarderebbe bene dal farlo.
Detto questo per lo stesso motivo per cui non ne ho mai indossato uno in passato (se non per il gioco di questo video) è evidente che non lo farò mai in futuro.
Non fosse altro perché il mio (eventuale) cattivo gusto non arriva a tanto.

Insomma, le accuse dell'associazione si sono dimostrate totalmente pretestuose e sono finite con un «per ora va bene così», che ha tanto il sapore della minaccia velata. Il che pare surreale, visto che il problema del maltrattamento degli animali non è di per sé una pelliccia indossata da un cantante, ma un sistema e una cultura molto più complessi e radicati. Prendersela col primo che indossa un capo total fur è ridicolo e, soprattutto, controproducente, perché fa di tutto non per attirare l'attenzione sul vero problema, come sostengono gli attivisti animalisti, ma per focalizzarla su altro.

Via | Ligabue Official

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