Thom Browne, la collezione uomo primavera estate 2015 tra bizzarrie e tocchi rétro

Bizzarra, moderna eppure anche nostalgicamente rétro, la nuova collezione di Thom Browne per la prossima primavera estate si svela tra successi, sorprese e qualche evidente scivolone.

Thom Browne uomo p/e 2015

Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015
Thom Browne uomo p/e 2015

La primavera estate 2015 si apre almeno in casa Thom Browne sotto il segno tutto capricci dell’estrosità. Un dato di fatto che emerge baldanzosamente fin dal primo outfit e che viene via via confermato anche da tutte le altre tenute. Una corsa alla nota estrosa che la collezione cerca tuttavia di controbilanciare, disegnando spesso e volentieri linee nostalgicamente rétro.

Silhouette che mostrano a tratti anche uno spirito romantico e trasognato, ma che sanno temerariamente mescolare fantasie floreali, contrapporre righe rosse e blu su fondo bianco e scozzesi vivacemente abbinati.

Così eccoli, Corentin Renault e Botond Cseke salire su un piccolo piedistallo, sfoderare ensemble striminziti (che a volo ci rimandano alle figure smilze e vagamente allampanate di Peynet) e pantaloni che salgono a sfiorare non più la caviglia, bensì il polpaccio per un effetto, diciamolo senza grossi timori e timidezze, non particolarmente riuscito o seducente.

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Ci piace

Impossibile non apprezzare l’ estro della collezione, il suo tentativo di unire il passato, il presente ed il futuro in un’unica soluzione, creando silhouette rétro, ma sfacciatamente moderne, baldanzosamente nuove.

Non ci piace

Pur apprezzando la collezione che, come dicevamo solo poche righe fa, è nostalgica eppure apertamente moderna se non addirittura avveniristica, non tutte le mise ci sembrano riuscite. A volte il desiderio di stupire (i pantaloni al polpaccio ci ricordano ahimè troppo spesso lo spaventapasseri del Mago di Oz) porta ad un solo passo dal ridicolo. Un rischio da cui nessuna innata disinvoltura potrà mai salvarci del tutto.

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