Alexandre Vauthier a Paris Haute Couture primavera-estate 2015: potere alle donne!

Alexandre Vauthier per la prima volta partecipa con la sua Alta Moda a Paris Haute Couture: per la primavera-estate 2015 ha presentato una donna forte, sicura di sé, sensuale e femminile in ogni suo look.

Alexandre Vauthier ha sfilato a Paris Haute Couture con la sua collezione di Alta Moda per la primavera-estate 2015. Dopo aver ricevuto a dicembre 2014 il titolo di "Haute Couture" dalla Commission de Classement Couture Création, lo stilista ha deciso di mettere in piedi una sfilata decisamente psichedelica, con una luce verdastra che ha anticipato l'uscita delle modelle (la sfilata è stata anche accompagnata da fischi dei fotografi spazientiti per l'attesa).

Quando finalmente la sfilata è iniziata, ecco lo spettacolo di Alexandre Vauthier, che ha portato in passerella una donna rock, una donna forte, una donna di potere che ha fiducia in se stessa, nella propria bellezza, nella propria sensualità, nelle proprie capacità di affrontare il mondo a muso duro. Lo stile rock, visto anche da Versace che però non lo ha saputo interpretare in chiave innovativa, è stato il leit motiv della sua linea.

#go!

Una foto pubblicata da Alexandre Vauthier (@alexandrevauthier) in data: 27 Gen 2015 alle ore 14:40 PST

Trasparenze, abiti delineati da tagli sensuali, un minidress ricamato cristalli Swarovski che ha messo in evidenza la lingerie della modella, abiti con lustrini, camicie di pelle. E ancora, colori come il verde smeraldo, il nero e il bianco, per una donna rock sfarzosa ma non troppo, elegante e sensuale, ma pur sempre legata alla contemporaneità.

Ci piace

Molto interessante la sua interpretazione di stile rock e la sua donna forte, che ben si adattano ad una giovane fashion addicted che vuole incarnare un'anima Haute Couture un po' diversa da quello che solitamente ci aspettiamo. Il verde smeraldo lo trovo fantastico, così come gli abiti impreziositi da dettagli sparkling.

Non ci piace

Nonostante l'appellativo di Haute Couture concesso ad Alexandre Vauthier, la collezione mi sembra parlare un po' troppo un linguaggio più vicino al pret-a-porter: sensazionalismo, ma non troppo, per capi che in realtà non creano quell'alone di "sogno" che l'Alta Moda dovrebbe far nascere in chi guarda queste sfilate.

Via | Wwd

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