AltaRoma 2015, considerazioni a margine: una Capitale dell'alta moda è possibile?

Alla fine delle sfilate romane cosa resta dell'haute couture capitolina? Tra polemiche e problemi endemici, su cosa si deve puntare per tornare all'eccellenza?

AltaRoma 2015 si è conclusa qualche giorno fa ed è stata una manifestazione ricca di appuntamenti e sfilate, nonostante le corse contro il tempo che ne hanno quasi pregiudicato la realizzazione. I noti problemi economici dell'organizzazione e la mancanza dei fondi tradizionalmente stanziati dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma avevano fatto temere l'annullamento definitivo delle sfilate d'alta moda romana, ma una soluzione di contenimento era stata trovata con lo spostamento nella tensostruttura di fronte all'Auditorium Parco della Musica e nelle sale riservate del Museo Maxxi.

Rani Zakhem - Runway - Altamoda Altaroma

Nonostante gli sforzi e le promettenti sfilate dei talenti emergenti e dei nomi ormai tradizionali delle sfilate romane, però, c'è chi ha cercato di analizzare con occhio critico la messa in scena di AltaRoma 2015: il giornale Vanity Fair, con la collaborazione della curatrice di mostre di moda Maria Luisa Frisa, ha cercato di capire cosa manchi all'alta moda italiana di Roma per conquistare il mondo.

"In Italia manca la costruzione di una mitologia della moda, uno storytelling del nostro stile, il cui vero punto di forza nel tempo è stata la capacità di produrre in serie capi di alta qualità", spiega Maria Luisa Frisa [...] Portare più stampa e più compratori interessati ai giovani e nel frattempo raccontare loro l'essenza della grande moda italiana, non può che giovare a chi ora si indigna per un supposto atto di lesa maestà. Al di là di look e tendenze, c'è bisogno di una presa di coscienza collettiva, di un processo di maturazione e superamento delle divergenze che è tassativo se si vuole davvero mantenere viva AltaRoma.

Dal settimanale hanno anche stilato una lista di cinque punti che potrebbero aiutare AltaRoma a diventare una manifestazione cruciale per le sfilate dell'alta moda italiana, visto che Milano si tiene ben stretto il suo ruolino di capitale del ready-to-wear: per riportare seriamente la haute couture nella Città Eterna ci vuole uno sforzo congiunto di istituzioni, stilisti e scuole di moda, ma anche della stampa (soprattutto locale) che prima delle sfilate romane ha marciato parecchio sui malumori delle case di moda più importanti.

Alle parole di Vanity Fair ha risposto per le rime Giada Curti, che ha presentato una collezione ispirata a (e da) Sophia Loren: tramite la sua pagina ufficiale su Facebook, la stilista di origine siciliana ha voluto sottolineare l'importanza di AltaRoma come manifestazione.

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Solo ora mi accorgo dell'articolo di Vanity Fair che cita il disappunto delle maison storiche di Roma nei confronti del calendario di Altaroma e sulla location destinata alle sfilate costruita per l'occasione. Ora io non potrei dirvi se dopo 10 edizioni nel calendario ufficiale io possa ritenermi tra i vecchi o essendo anagraficamente tra le più giovani inserita nelle nuove promesse!!! il fatto sta che è doveroso per me nei confronti di Altaroma chiarire la mia personale posizione dando alla kermesse la giusta "ricompensa " per quello che ha rappresentato nella mia vita l'ingresso nell'Altamoda.
L'edizione appena conclusa se pur travagliata ha rappresentato per il mio marchio una ulteriore crescita a livello di sviluppo e di visibilità, 400 ospiti tanti amici ma anche tanti Bayers ,clienti e stampa internazionale che hanno ad oggi gratificato Giada Curti e tutti i miei collaboratori con articoli costruttivi ma soprattutto quello che serve ad ogni azienda di vendite.
Senza il sostegno e la visibilità di Altaroma vi assicuro il cammino sarebbe stato sicuramente più duro e per me che vivo parte della mia vita negli Emirati Arabi aggiungo che quando si parla di Altaroma si parla di eccellenza del Made in italy.
Bisognerebbe solo sostenerla affinché possa dimostrare alle istituzioni che Roma è un vivaio fantastico di creativi ed ha rappresentato la storia dell'Alta Moda Italiana nel mondo!!!!per questo continuerò con il motto
?#?iostoconaltaroma? Sempre!!!!

Peter Langer - Presentation - AltaRoma AltaModa July 2014

Polemiche a parte, le sfilate romane sono state una vera soddisfazione e in alcuni momenti forse più di Parigi: la nostra personale idea che è in Italia si dovrebbe smettere di considerarsi l'ultima ruota del carro per quanto riguarda l'alta moda e cercare di valorizzare al meglio i talenti che ogni anno illuminano di novità le manifestazioni, così come i luoghi dove tenere le sfilate. Impossibile, da addetti ai lavori, non sottolineare la scarsa copertura dedicata all'Alta Moda di Roma da parte delle agenzie fotografiche, che hanno spesso dedicato poco spazio alle sfilate romane.

Se Milano è il ready-to-wear e Firenze è la culla della moda uomo con Pitti, l'alta moda può trovare in Roma l'eternità da sogno che le spetta. È questo l'impegno concreto che le istituzioni, prima tra tutte la Camera della Moda Italiana (da poco orfana del presidente Mario Boselli), devono capire di dover mantenere: visto che c'è altro oltre al ready-to-wear di Milano, vale la pena valorizzarlo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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