Lo avevamo visto alla New York Fashion Week, sia maschile che femminile, e lo ritroviamo anche a Milano, la sfilata Missoni è schierata non proprio velatamente contro Trump e tutto quello che rappresenta, Angela Missoni porta in passerella il celebre pussyhat, il cappellino rosa con le orecchie da gatto che è diventato il simbolo della lotta al sessismo ed è stato usato da milioni di donne americane alla Women’s march subito dopo l’elezione del nuovo presidente americano. A modo loro e con linguaggi diversi anche Miuccia Prada e Donatella Versace hanno mandato messaggi di questo tipo nei giorni scorsi.

La sfilata è affascinante e molto bella, Angela Missoni è uscita dal loop in cui era incastrata da qualche stagione e finalmente è riuscita a stupire e a proporre una collezione dinamica e glamour in cui i codici del brand vengono rielaborati e impreziositi da nuovi elementi come la pelliccia intarsiata, troviamo capi oversize o stretch, niente più capi a metà ma una moda più decisa.

I cappellini rosa vengono reinterpretati secondo lo stile Missoni e sono stati regalati a tutti gli ospiti del fashion show, alla fine della sfilata Angela Missoni ha invitato tutti ad indossare il pussyhat e sulle note di “People have the power” di Patti Smith ha dichiarato:

“Vogliamo riunire coloro che rispettano i diritti umani. Vi prego di unirvi alla mia famiglia e a me su questa passerella per mostrare al mondo che la comunità della moda è unita e senza paura. Grazie”.

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