In un momento storico di implacabili disordini civili e di divisioni politiche sempre più ampie, la collezione Matthew Adams Dolan per la primavera estate 2018, presentata sulle passerelle della New York Fashion Week, medita su ciò che ha significato essere americano in passato e su ciò che significherà esserlo in futuro.

I punti di partenza della sua ispirazione raffigurano una America pittoresca. Le assolate giornate riprese nelle fotografie di Bruce Weber, che raffigurano icone come Carolyn Bessette-Kennedy e John F. Kennedy Jr. e famiglie come i Lauder fungono da punto focale per la collezione. Le ritroviamo nelle camicie rosa cipria con iconici maxi polsini e maniche ultra lunghe firmati Matthew Adams Dolan, nonché pullover a maglie intrecciate color ocra e magenta.

Ma dietro la raffinata facciata si intravede qualcosa di più sinistro. Il modo di vestire dei fratelli Menendez, American Psycho di Patrick Bateman, i personaggi di Cruel Intentions, le gang di New York vestite con magliette polo e il movimento Lo-Lifes, non solo raccontano la storia sovversiva della aristocrazia americana ma anche la storia spesso confusa tra aspirazione realtà. I capi simbolo della moda preppy come i set kaki e le felpe a righe vengono proposte per la prima volta reinterpretate come abiti sovradimensionati.

Magliette oversize stratificate vengono abbinate a minigonne che giocano con le proporzioni. I monogrammi applicati su maglioni, tasche e t-shirt sono stati creati appositamente per la collezione primavera estate 2018, invece gli iconici pantaloni in denim Matthew Adams Dolan continuano ad essere un punto focale della collezione. Immaginando un moderno guardaroba da lavoro americano per una generazione democratica ed esuberante.

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