Arthur Arbesser collezione primavera estate 2018: la femminilità consapevole

Per la collezione primavera estate 2018, Arthur Arbesser recupera il lavoro del pittore austriaco Heinz Stangl. Guarda il video e scopri tutti i look su Fashionblog

Per la collezione primavera estate 2018, Arthur Arbesser, cerca tra i ricordi e le suggestioni e recupera il lavoro del pittore austriaco Heinz Stangl, caro amico di famiglia. I quadri di Stangl servono da punto di partenza per la costruzione di un’atmosfera, che emerge dai suoi colori violenti, gli interni domestici fatti di piani che si intersecano a formare dei pattern nervosi, le donne provocanti e naïve protagoniste dei dipinti.

Il tormento erotico che ossessiona Stangl è smorzato, nella collezione, dalle figure che popolano l’immaginario del designer: Tatiana Romanov e le sue sorelle, come appaiono altere ed eleganti nei ritratti ufficiali della corte russa, icone di un fascino aristocratico velato di malinconia. Il corpo come materia viva, che si modifica e muove: la collezione dà valore al gesto, grazie ai drappeggi e alle costruzioni che disegnano ruches, pieghe e plissé.

Il vestito non è un involucro, ma un oggetto duttile, concepito per essere vissuto; i nodi e le increspature che lo movimentano parlano di una femminilità più consapevole, che tiene insieme sogni e necessità di donne diverse, accomunate dalla voglia di pensare all’abito come un elemento importante della propria personalità. La scelta dei tessuti abbraccia questa idea di femminilità eterogenea e inclusiva: cotoni leggeri, garze stampate accostate a viscose e lane fluide. I colori si muovono tra le sfumature soffici del glicine e i lampi del verde e del giallo, entrambi saturi, quasi acidi.

I minuziosi particolari dei quadri si traducono in stampe caleidoscopiche, meticolose e dettagliatissime, unite ai motivi a righe nette, ormai uno dei codici del brand. Anche le mani che affiorano dalla trama della maglieria richiamano i gesti e movimenti raffigurati nei dipinti di Stangl. La colonna sonora ideale che accompagna la collezione è la "Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani", ultima composizione di Franz Schubert: una riflessione su un’infatuazione impossibile, che veicola un’emozione rassegnata e lievemente sofferente, racchiusa nella tensione tra l’aspirazione, la memoria e la realtà.

  • shares
  • Mail