L'ultimo tango a Parigi di Jean-Paul Gaultier: haute couture e album dei ricordi per la primavera estate 2020

Non un addio, ma magari un arrivederci in grande in stile, dato da Jean-Paul Gaultier sulle passerelle dell'Haute Couture parigina primavera estate 2020

Cinquant'anni di duro lavoro e non sentirli. O forse sì, alla fine. Di sicuro Jean-Paul Gaultier, il ragazzo pestifero e impertinente della moda, non poteva appendere gli strumenti da fashion designer al chiodo, se non uscendo di scena in modo plateale e sì, il palcoscenico migliore non poteva che essere quello della Paris Haute Couture.

L'ha detto (via social) e lo ha fatto. I suoi saluti al mondo della moda hanno coinciso con i festeggiamenti del cinquantenario dai primi passi nel patinato universo couture. Era il 1970 quando un giovane Jean-Paul Gaultier, senza arte né parte, ma con un grandissimo talento, veniva scritturato come assistente da un Pierre Cardin certo del suo futuro. E il maestro ci aveva visto giusto.

Ora, per accomiatarsi da tutto e tutti, pur ammettendo di essere pronto a iniziare un nuovo progetto che, probabilmente, non lo terrà completamente lontano dal fashion world, lo stilista ha fatto le cose in grande. Non chiamiamola sfilata la sua, ma spettacolo pirotecnico. Con il théâtre du Châtelet a fare da sfondo.

La collezione d'alta moda immaginata per la prossima primavera estate 2020 è un vero e proprio album dei ricordi. Mancava Madonna sulla catwalk, ma non il famoso reggiseno a punta del Blond Ambition Tour del 1990. Non c'era Milla Jovovich, ma lo stile e i colori (compresi i capelli arancioni di Leeloo) de Il Quinto Elemento erano più presenti che mai.

Proprio come la stagione del denim, quella del camouflage e delle maxi cinture, reinterpretate come abiti e lingerie. Dita Von Teese, presente per l'occasione, ne vestiva un modello color cipria lodevole. E che dire delle ispirazioni marinaresche, tanto care a Gaultier. L'universo di rigati bianchi e blu visti in passerella era uno spettacolo.

I voti? A questo giro è impossibile darne, vista l'eccezionalità dell'evento e anche la sua costruzione (oltre che l'immensa durata: prendete i canonici 15-20 minuti di un defilè normale e moltiplicateli per tre). Di sicuro la linea è un pezzo di storia da indossare, ammicca alle mille collaborazioni del fashion designer con il mondo della musica, del cinema e del ballo, ma si tiene anche salda a tutto ciò che per Gaultier è ed è stato iconico.

Gli hanno reso omaggio tutti. Lo facciamo anche noi di Fashionblog, sperando che quello visto non sia davvero un addio ma un arrivederci.

Jean-Paul Gaultier e lo show dei saluti

La sfilata dell'Haute Couture parigina? Un dettaglio. O meglio, il dettaglio attorno a cui costruire uno show di un'ora abbondante, a metà strada fra un musical di Broadway e uno spettacolo di cabaret di lusso. C'erano tutti su quel palco. Da Boy George che ha fatto da menestrello insieme a Catherine Ringer e Demi-mondaine, fino all'etoile Germain Louvet, che ha sfilato a passo di danza.

Il racconto inizia come una poesia cimiteriale, panorama ossianico e persino una bara nera con due borchie appuntite sopra. Dentro la prima modella e inizia la sfilata. Ci sono Karlie Kloss, le sorelle Bella e Gigi Hadid, Jourdan Dunn, Irina Shayk e Winnie Harlow, ma non manca anche Coco Rocha, impegnata in un gradevolissimo defilè con giga scozzese inclusa.

A calcare la passerella anche le super top model degli anni 90, come Yasmin Le Bon, Farida Khelfa e Laurence Treil. Omaggi on stage anche da Amanda Lear e Mylene Farmer, per cui Gaultier ha firmato abiti di scena per i suoi tour, ma anche da Rossy de Palma, l'attrice spagnola di film come Kika - Un corpo in prestito, di Pedro Almodovar. Neanche a dirlo, i vestiti avevano tag Jean Paul Gaultier.

A battere le mani dal front row, la ex premiere dame, nonché ex modella Carla Bruni, insieme ad Eva Herzigova e Laetitia Casta. Applausi anche da Mika e da Christian Louboutin, che da bravo uomo di moda, ad un evento così importante, proprio non ha voluto mancare.

Come dargli torto. Non si vede tutti i giorni un genio salutare e andare via.

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