Gucci lancia i collant rotti. Quante volte hai cambiato le calze smagliate? Per Gucci sono un accessorio di moda, che deve essere sfoggiato. Alessandro Michele torna quindi con una delle sue provocazioni. Già, perché questi collant costano ben 149 euro, perché vantano l’effetto consumato.

Se ti colleghi all’eshop del brand puoi acquistarne un paio e ovviamente hanno già raccolto moltissimi commenti, non tutti lusinghieri. In passato le calze smagliate venivano rammendate o buttate oppure si utilizzavano quelle vecchie per mascherarsi o per vestirsi in stile Madonna ai tempi di “Like a Virgin”, nessuno mai avrebbe pensato di comprarle già “consumate” a un prezzo così esorbitante.

Soldi out

Tra una polemica e l’altra, Gucci ha annunciato il sold out per le taglie S-M-XL, fatta eccezione per una L ancora disponibile. Insomma, tanto scandalo ma poi Michele ha fatto ancora centro, tanto da convincere il suo pubblico a sborsare più di 140 euro per un modello di collant con tanto di buchi (d’autore)

Jeans sporchi

Gucci, prima del lancio dei collant rotti, a settembre, aveva già scatenato i social network con un paio di Jeans in vendita a 680 euro. No, a far discutere non è il prezzo, che seppur elevato rientra nei parametri, ma il fatto che fossero sporchi. Sembravano indossati per rotolarsi nel prato.  Realizzati in cotone biologico e lavati con prodotti ecologici, la tuta e il pantalone in versione “usato” hanno un valore che varia tra i 980 ei 680 euro.

Non è la prima volta che il marchio italiano propone prodotti incentrati sull’aspetto “consumato” e “stanco” dell’abbigliamento. Alla fine del 2018, Gucci ha lanciato la GG Distressed , una scarpa da ginnastica “danneggiata” e “già indossata” che consente di riprodurre perfettamente diversi anni di usura. E la tendenza sembra guadagnare terreno altrove. La scorsa estate Converse ha lanciato un modello Chuck Taylor bianco dal taglio basso con effetto “sporco”.

Punk e fetish

Le calze bucate sono un classico dello stile Punk e fetish e nel 2015, Saint Laurent, guidato da Heidi Slimane, aveva presentato una collezione invernale molto forte, caratterizzata da calzamaglie con buchi. Anche in questo caso, i critici si sono divisi tra indignati e sostenitori del genio creativo. E l’idea, un po’ meno dura, era già venuta anche ad Alexander Wang nel 2008.

Le comprereste? In molti sospettano che l’idea del direttore creativo di Gucci non sia una semplice provocazione, per scatenare un’operazione di marketing, ma che voglia rimettere in discussione la moda, che da tempo ha perso la sua aurea di creatività e si è trasformata solo in prodotti di lusso e di consumo. Basteranno un paio di collant rovinati a fare questo miracolo? Michele è in grado di riuscirci e ha una reputazione così forte che potrebbe, proprio nell’anno del Covid 19, fare il miracolo.

Nel frattempo, qui trovate gli aggiornamenti sulla boutique di Gucci saccheggiata durante le rivolte a Torine per l’ultimo DPCM.

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